Il lancio di Star Wars Battlefront 2 è stato, forse, uno dei più travagliati della storia videoludica ma al tempo stesso anche uno dei più importanti, si perché ha permesso una discussione seria (per la prima volta) sulla questione delle microtransazioni.

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Folle di fan inferociti su Reddit hanno assalito di critiche EA, tanto da spingere la compagnia ad eliminare la possibilità di spendere denaro al fine di acquisire oggetti in game, ma non solo, la questione è divenuta talmente grande da: spingere la stessa Disney (proprietaria del marchio) ad intervenire nei confronti di EA richiamandola all’ordine e addirittura alcuni stati hanno discusso a livello normativo sull’ argomento microtransazioni e loot box. Tutto ciò ha determinato il crollo delle azioni della società, con relative perdite, pensate che ci sono rumor di una possibile acquisizione di EA da parte di Microsoft. Il risultato di tali eventi è stato un lancio molto al disotto rispetto al primo capitolo, nonostante Battlefront 2 sia migliore del suo predecessore sotto tutti i punti di vista. A quasi quattro mesi di distanza dal lancio e dalla questione microtransazioni, ad oggi come si presenta il titolo targato DICE? scopriamolo insieme. Prima di iniziare vorrei ricordavi che questa non è una recensione del titolo, se ne cercate una potete trovarla qui.



Le microtransazioni

Occupiamoci subito “dell’elefante nella stanza”, le microtransazioni non sono mai arrivate nel gioco finale, non ci sono, ma arriveranno in seguito. Quindi sin dal day one (e tutt’oggi) non si è mai avuta la possibilità di potenziarsi tramite l’utilizzo di danaro, l’unico modo è stato sempre lo stesso per tutti, e cioè giocando. Chiariamo un concetto, con il denaro potevano essere acquistati i crediti, questi sono la valuta di gioco necessaria per l’acquisizione loot box, le suddette casse sono l’unico strumento che fa ottenere le star card. Ogni cassa rilascia un certo numero di star card, ma queste sono del tutto randomiche, quindi se anche ci fosse stata la possibilità di spendere grosse somme di denaro, i risultati non sarebbero stati garantiti (insomma potevano uscire doppioni o carte inutili). Ad oggi comunque l’unico modo per ottenere crediti è giocando, e a seguito degli interventi dei DICE i crediti che si guadagno ad ogni partita sono stati notevolmente aumentati. Qualche credito e craft parts extra, possono essere ottenute anche completando le varie sfide giornaliere messe a disposizione.

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Il sistema di progressione

Eliminato il sistema di transazioni, ciò che resta della progressione è uno scheletro. DICE è stata costretta ad aumentare i crediti, perché il guadagno di ogni partita era inconsistente rendendo l’esperienza troppo tediosa. Le star Card non danno tutti questi vantaggi (che in realtà in eroi contro malvagi si sentono) ma è il meccanismo alla base che genera fastidi enormi. In primis, il sistema di crescita del livello di ciascuna classe è ridicolmente macchinoso: ottieni le carte, più carte equivalgono ad aumento del livello della classe, più le carte sono di livello alto maggiore exp generano, le carte possono essere fatte salire di livello ma bisogna avere un certo grado personale (il grado sale giocando, ad ogni partita viene data una certa esperienza) ed un certo quantitativo di parti creazioni. Altro grattacapo è dato dal sistema di sblocco delle armi, questo richiede di effettuare un certo numero di uccisioni con una certa arma legata ad una classe, al fine di sbloccarne la successiva, ma a volte i requisiti sono altissimi facendo passare la voglia di provarci. Tutto ciò si traduce in un sistema lentissimo, che in un gioco così casual stona. Ormai si riescono ad acquisire le casse e le carte molto in fretta, ma comunque le craft parts sono poche e poi non si riesce a salire di livello abbastanza in fretta (ovviamente in rapporto al tempo di gioco). Gli sviluppatori si sono prodigati per far fronte alle richieste dei giocatori ed infatti sono state introdotte sfide ed altri ritocchi, e qualche giorno fa è stato annunciato che il sistema di progressione sarà rivisto da cima a fondo ed introdotto nel mese di Marzo. Però potrebbe essere troppo tardi, perché come già detto parliamo di un titolo molto casual e pensato per tutti, anzi forse talmente tanto che a volte si sente una mancanza di profondità, ma questo non è necessariamente un problema se si compensa con il rilascio di contenuti sempre nuovi.

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I DICE

Gli sviluppatori sono stati fin da subito attentissimi alle richieste dei giocatori, ed anche nella fase delle critiche su Reddit hanno incitato l’utenza a far sentire la propria voce. Sfide, revisioni, playlist dedicate a specifiche mappe, bilanciamenti e modalità particolari (proprio in questi giorni è stata introdotta una modalità con i Jetpack) dimostrano come gli sviluppatori ci tengano davvero. La parentesi ultimi Jedi è stata divertente, fra sfide, eroi, e nuove mappe. Nel mese di Febbraio si vocifera l’arrivo del DLC legato alla saga delle guerre dei cloni. Dal punto di vista contenutistico non ci si può lamentare (considerando che si tratta della prima season), certo ci vorrebbero nuove arcade e maggiori parti per il singolo, o magari armi e perché no qualche personalizzazione per i personaggi. Star Wars Battlefront 2 è un buon titolo ma soprattutto divertente, che in realtà non merita le critiche ricevute. Fa perfettamente il suo dovere diverte in maniera spensierata e senza pretese, certo non ha l’ambizione di competere con Overwatch o Rainbow Six Siege. Il fatto è che proprio questo suo voler essere molto disimpegnato crea alla lunga una forma di noia che porta a giocarlo di tanto in tanto mettendolo subito da parte. Alla luce di ciò l’introduzione di contenuti vari diventa imprescindibile per mantenere l’utenza viva, infatti sono molti gli utenti che richiedono una maggiore celerità nel rilascio di contenuti. Viene da domandarsi, se il rilascio col contagocce, di contenuti dipenda dai lavori in atto sul sistema di progressione.

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EA ha ucciso il gioco

L’affermazione qui sopra è indubbia, Electronics Arts con le sue politiche scellerate ha portato ad un lancio disastroso e a una realizzazione approssimativa del titolo. Il voler ficcarci a forza di cose un sistema di microtransazioni così invasivo (perché li sta il problema, nell’invasività) ha generato delle critiche così dure tanto da arrivare alla stampa generalista, costringendo Disney a minacciare lo scioglimento del contratto per l’utilizzo del Brand. Pensate semplicemente alla kill cam, li vi vengono mostrate anche le carte del giocatore, una scelta scellerata che induce grande frustrazione nei giocatori più suscettibili imputando la morte a quello. In realtà questo serve, a spingere verso l’acquisto delle lootbox i meno navigati, in modo da imputare il divario di forze al solo possesso della carta, e questo nell’ottica delle microtranazioni permette un boost di vendite delle stesse. Pensiamo poi al modo in cui la compagnia ha risolto la questione microtransazioni, dicendo prima che l’eliminazione sarebbe stata temporanea, scatenando ancora più caos fino a dover decretare un dietrofront annunciando l’eliminazione totale delle stesse. Tutti capiamo che l’offerta di contenuti completamente gratuiti richiede un prezzo, ma davvero non si poteva trovare un metodo alternativo per inserire le microtransazioni? Ci sono tanti giochi dove questo accade. L’immagine del titolo è stata completamente rovinata, molti additano il gioco come pay to win, quando in realtà non è mai stato possibile spendere denaro nel gioco. Anche se gli sviluppatori col tempo migliorassero sempre più il videogame ormai una riabilitazione agli occhi del pubblico non giocante è impossibile, ed è davvero un peccato perché il titolo è godibile e i DICE ci stanno mettendo il cuore, meriterebbero il riconoscimento da parte della comunità dei videogiocatori considerando il disastro che hanno sopportato per colpa di EA, anche perché chi ci rimette il posto sono loro e non EA. Non vogliamo essere ingenui, sicuramente anche i DICE hanno le loro colpe, ma appare innegabile che le principali problematiche che affliggono il titolo dipendono dalle microtransazioni e dalla loro gestione anche a livello di marketing.

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Una nuova speranza….o l’impero colpisce ancora?

Grazie alle varie scontistiche del periodo natalizio e di Gennaio, molti utenti hanno deciso di dare una chance al titolo, questo ha comportato un costante aumento dell’utenza ma, come ha affermato pochi giorni fa la compagnia di Redwood, le vendite continuano ad essere al disotto delle aspettative, ad oggi siamo a 7 milioni di copie vendute retail e 2 milioni digitali, a fronte delle 14 milioni prospettate. Considerando l’eco che ha avuto l’affaire loot box dovrebbero ritenersi fortunati e riconoscenti verso l’utenza che ha deciso di dare una chance al gioco, nonostante tutto. Sempre recentissima è la conferma che le microtransazioni torneranno insieme a nuovi contenuti, non ci resta che sperare in una implementazione di quest’ultime meno aggressiva rispetto a prima. Come già detto in più occasioni non è male lo strumento in se ma il come vengono utilizzate, speriamo che lo sguardo venga rivolto a sistemi visti nei titoli citati più su nell’articolo.

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La forza si risveglierà?

È impossibile capire da ora, gli effetti che avranno le modifiche sul titolo (soprattutto l’impatto delle nuove microtransazioni). Una cosa è certa, se davvero EA e Dice vogliono che il gioco viva per più anni (almeno fino all’uscita di Battlefront 3), come loro stessi hanno affermato recentemente, allora deve esserci una crescente attenzione verso l’utenza ma soprattutto servono contenuti. Quanto è stato fatto con la stagione Ultimi Jedi è stato un primo passo ma bisogno fare di più è soprattutto in maniera costante, anche piccole cose come magari modalità di gioco particolari, brevi campagne in singolo e piccole aggiunte. Non resta altro che attendere, confidando che gli sviluppatori e la compagnia di Redwood abbiano imparato dai loro errori.

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