South Park: Scontri Di-Retti - Recensione

L'apoteosi del gioco su licenza (quasi) perfetto

di sekai12

South Park: Scontri Di-Retti, di-retto discendente di South Park: Il Bastone della Verità, è il testimone vivente di come i giochi su licenza, sviluppati come si deve, possano trovare ancora posto nel cuore degli appassionati: basta un tocco di flatulenza qua e là, di triplici Civil War, razzismo e tematiche poco piacevoli a tutto spiano, per dare vita ad un miscuglio originale di avventure in compagnia di Cartman, Petoman (o Douchebag, se volete), Super Craig e Aquilon Man.
Una sinfonia di citazioni e riferimenti alla saga partorita dalla mente geniale quanto malata di due ''sconosciuti qualunque'': Trey Parker e Matt Stone, così folli da essere rinomati non solo per la loro celebre e trasgressiva serie televisiva firmata Comedy Central, ma addirittura per aver doppiato numerosi personaggi di loro creazione. Scontri Di-Retti è sì una storia originale e inedita, ma non dimentichiamo da quali seasons, esattamente, trae le proprie vicende: le stagioni 13 e 14 raccolgono quattro episodi della cosiddetta ''Saga del Procione'', mentre la 21°, e più specificatamente il terzo episodio, racchiude il vero e proprio prologo del gioco.
Quest'ultimo venne per la prima volta annunciato nel corso dell'E3 2015, fissando da parte di Ubisoft un'uscita per dicembre 2016; da allora, numerosi sono stati gli slittamenti, portando a credere che l'atteso sequel de Il Bastione della Verità potesse diventare l'ennesima chimera videoludica, dati i continui ritardi mirati a migliorare la qualità generale del titolo.
L'attesa sarà valsa la pena?

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South Park: Scontri Di-Retti non teme stavolta il potere devastante della censura, vantando dunque, rispetto a Il Bastone della Verità per console PlayStation 3, scene ritratte nella loro più totale demenzialità e fanservice, senza alcuna patina studiata per preservare gli occhi degli utenti più ''innocenti'' (ne esistono veramente?).
Abbandonato il parco giochi che vedeva Cartman e amici interpretare eroi prettamente medievali, passando da Mago Merlino a giganteschi draghi di cartone, la brillante idea del ragazzino paffuto lo porta a ricercare un metodo per finanziare con successo una serie da proporre a Netflix, poiché essa, rispetto a molte altre aziende del settore, accetta, a sua detta, qualunque saga televisiva gli si pari in faccia. Allora perché non creare una saga di supereroi mai vista prima? Tanto, i poteri sovrannaturali piacciono a chiunque! Cartman riesce a trascinare, con il suo carisma da vero leader, il Novellino e tutti i ragazzini di South Park nel suo imprescindibile progetto di creazione di una serie televisiva formata da veri supereroi, ciascuno con il proprio tragico passato (opportunamente studiato dallo stesso Cartman) e un particolare potere attraverso cui avanzare verso la strada del successo. Ed ecco dunque che assistiamo alla nascita di brillanti eroi, quali Aquilon Man, alias Kyle Broflovski, Brico Boy (Stan Marsh), Fastpass (Jimmy Valmer), Professor Chaos (Butters Stotch) o ancora l'irrinunciabile Petoman nei panni del Novellino.

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''Da grandi poteri derivano un mare di soldi e f***.''

Ovviamente, i piani di Cartman non funzionano come dovrebbero, e presto, Petoman e compagni di disavventure, verranno catapultati in qualcosa di più grande di loro.
Tra granchi mutanti con qualche leggera fissa verso le compagnie telefoniche, pony che dal proprio deretano sparano arcobaleni, e ninja cinesi, la critica alla nostra società, ricca di pregi e composta da due vizi in croce (ma proprio due), è tutt'altro che velata.
Il proseguimento dell'esperienza narrativa principale è strettamente intrecciato con una serie di missioni secondarie che, qualitativamente, si pongono spesso al di sopra di quelle del predecessore e ci vedranno coinvolti, nostro malgrado, nei capricci dei folli cittadini di South Park; tra persone alla ricerca dei propri gatti gay/trans/lesbo scomparsi, le richieste di lavoro da parte della castissima Signor Cartman, di Morgan Freeman e le sue imperdibili ricette, Scontri Di-Retti è in grado di rendere sempre coinvolgente l'esperienza di gioco, per quanto alcune scene della campagna principale non si presentino sempre straordinariamente demenziali, dunque leggermente sottotono.
La ricompensa per aver dimostrato flatulenze da record (ma anche tanto spirito di buon samaritano) per le quest secondarie, consiste in costumi o pezzi di equipaggiamento innovativi e colorabili a proprio piacimento (su questo punto siamo seri), ricette con cui produrre manufatti che fungono da veri e propri power-up per le proprie statistiche, evocazioni onnipotenti come Mosé o la meretrice Classi, o semplicemente tante botte da barboni con una concezione unica di razzismo.

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I combattimenti si presentano più strategici, non rinunciando alla formula a turni de Il Bastone della Verità e, anzi, sono stati portati ad un livello decisamente più elevato, consentendo un buon numero di manovre strategiche per sorprendere l'avversario.
Per la cronaca, Petoman può essere equipaggiato di più classi da supereroe, potendo tramutarsi in un Elementalista, un lottatore di arti marziali (facciamo finta che sia un super potere), Blaster con relative magie a distanza, Cyborg e molti altri ancora.
Un equipaggiamento dei manufatti, studiato adeguatamente, può avvantaggiare qualora optaste per combattimenti ravvicinati o, al contrario, stando a distanza di sicurezza.
Avanzare sul campo di battaglia, composto da una serie di tasselli su cui muoversi, è semplice, richiedendo tuttavia un minimo di intuito affinché le proprie mosse vadano a segno nel migliore dei modi; generalmente, infatti, è consigliabile allineare l'avversario con un altro in prossimità al fine di attuare una combo di respinta. I combattenti più veloci potranno coprire più tasselli del campo di battaglia, come Fastpass o Call Girl, sconvolgendo rapidamente le sorti dello scontro. Una mossa speciale assestata correttamente può addirittura coinvolgere in un unico colpo più nemici (definiremmo Il Procione il più ''lamer'' sotto questo aspetto, potendo infliggere anche lo status Sanguinamento).
Sperimentare di volta in volta le proprie mosse derivate dalle classi scelte e testare più ''super pals'' non risulta mai tedioso, anzi: il concetto di noia, in questo capitolo, è proprio da abbandonare.

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L'esplorazione dei vari quartieri di South Park non si discosta molto da quanto propose, a suo tempo, il buon vecchio predecessore. Troviamo infatti marcati ampliamenti ad alcune aree, mentre altre sono rimaste pressoché tali e quali al passato. La ricerca dei collezionabili non è più basata sulla raccolta dei graziosi Chinpokomon, parodia dei Pokémon, bensì, per la gioia delle fanciulle dagli ormoni impazziti, sulla collezione delle fan-art yaoi con protagonisti Craig e Tweek. La componente social network, prima confinata a Facebook, ha raggiunto inoltre Instagram (o meglio, da una sua versione palesemente ricopiata), incrementando il livello di interattività in termini di social con l'inserimento dei selfie, scattabili con praticamente quasi tutti gli abitanti della singolare cittadina americana (anche Gesù potrà rientrare tra i vostri followers).
Non solo: l'Instagram di Scontri Di-Retti è anche una buona opportunità per verificare i progressi delle vostre missioni, poiché spesso e volentieri i personaggi vi contatteranno di loro iniziativa, comunicandovi alcuni dettagli per proseguire senza intoppi con la quest di riferimento.

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A guastare tutta l'ottima dose di fanservice e gli innumerevoli momenti esilaranti (tra un peto e l'altro), troviamo una localizzazione italiana approssimativa, che più di una volta non rinuncia nel proporre persino alcuni errori di battitura. La migliore scelta, per un utente che abbia una conoscenza base di lingua inglese, consiste dunque nell'inserire il doppiaggio originale, rinunciando all'ottimo lavoro degli storici doppiatori nostrani.
Poiché Scontri Di-Retti, e in generale tutta la serie di South Park, pone un enorme accento sul citazionismo più disparato ed ''''elegante'''', nonché alla formulazione di sentenze dal linguaggio fortemente colorito, l'italiano adottato in questo capitolo, non è all'altezza del compito.
 
 
La rivisitazione della formula Civil War e in generale del tema supereroi in salsa South Park, è un vero successo di flatulenze e composizione di un prodotto videoludico su licenza. Tralasciando l'approssimativa localizzazione italiana, Scontri Di-Retti è il perfetto insegnante in materia ''come sviluppare un gioco su licenza'' per tutti quei titoli che, in passato, hanno cercato di svolgere un simile compito, senza dimostrare ottimi risultati.

Piccola nota: creare un personaggio di colore non influisce sulla difficoltà. Ci stavano prendendo per i fondelli.

Gioco testato su console PlayStation 4 standard.

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