Dynasty Warriors 9 - Recensione

Gli eroi del Romanzo dei Tre Regni tornano a solcare i campi di battaglia dell'antica Cina!

di Revil-Rosa

I musuo di Koei Tecmo sono ormai un genere più che affermato, così apprezzato in Giappone che persino Nintendo ha ceduto al suo fascino e non una, ma ben due volte con due delle sue serie di punta. Se anche i musuo sono arrivati a conquistare serie storiche o ispirate da anime e manga, portando ad una discreta variazione della formula, il capostipite Dynasty Warriors con i suoi capitoli numerati non si è mai sbilanciato troppo nelle modifiche.
 
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Dynasty Warriors 9 è il più diverso di tutti i capitoli usciti fino ad oggi e con la sua impostazione open world si è posto l’ambizioso obiettivo di rivoluzionare il genere, stravolgendo dinamiche e funzionalità portando il tutto in un contesto più appetibile per i giocatori odierni. Quale sarà stato il risultato finale? Se siete interessati, continuate a leggere per scoprire le nostre impressioni a riguardo!

Dagli ufficiali più famosi alle new entry, Dynasty Warriors 9 si propone come un musuo mai visto prima!


La storia di Dynasty Warriors è ispirata al Romanzo dei Tre Regni, uno dei libri più importanti nella letteratura cinese, e per questo gli eventi restano pressochè gli stessi in ogni capitolo della serie, ma invece di concentrarsi su una qualche “saga” specifica o sulle vicende di un singolo personaggio, il nono capitolo propone tredici periodi storici da rivivere con 90 personaggi diversi, ovviamente dislocati in modo coerente con il contesto scelto. Ogni periodo storico si focalizza fondamentalmente su di un macro-evento che, a seconda del protagonista scelto, si svilupperà in modo più o meno diverso per quanto concerne cutscene ed obiettivi delle missioni principali.
 
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La formula open world ben si sposa con la narrazione lasciando al giocatore non solo la possibilità di apprezzare i tanti protagonisti in contesti più variegati, passando da momenti di calma ad altri di tensione, ma soprattutto lascerà la completa libertà di esplorare l’intera Cina (anche quando il focus del periodo si concentra in un’area precisa). Dynasty Warriors 9 inoltre permette di approcciare la guerra su di una scala molto più grande rispetto ai precedenti capitoli, dando così davvero l’idea di essere al centro di un vero e proprio conflitto su larga scala, il quale muta e si evolve (anche) in risposta alle azioni del giocatore.

Il completamento delle missioni opzionali legate alla storia principale, così come la conquista delle basi in giro per la Cina, influiranno in modo diretto con lo sviluppo della guerra, rendendo determinati scontri più facili o permettendo agli ufficiali coinvolti e alle loro truppe di avanzare verso il proprio obiettivo, aiutando quindi in modo più o meno diretto a superare altre missioni.
 
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Nonostante le differenze negli sviluppi della storia, la quasi totalità delle avventure condivideranno moltissime missioni secondarie e, soprattutto all’inizio, spesso anche quella principale non sarà troppo diversa. Le similitudini delle missioni e la poca varietà delle richieste porteranno ben presto i meno avvezzi al genere ad annoiarsi, così come accade anche negli altri musuo, tuttavia la maggiore libertà offerta dall’impostazione open world permetterà di dedicarsi all’esplorazione e alla ricerca di tutto ciò che essa ha da offrire.

Dynasty Warriors 9 non offre veri e propri collezionabili da scovare, tuttavia l’enorme numero di materiali per il crafting, ottenibili sia raccogliendoli in giro che pescando o cacciando animali, villaggi e città con missioni o venditori speciali, rifugi (ovvero case sparse per la mappa da acquistare e addobbare liberamente), punti panoramici, nemici segreti e tanto altro ancora basteranno a spronare il giocatore a lanciarsi verso il maestoso e variegato panorama cinese.
 
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Dal punto di vista del gameplay, il nono capitolo di Dynasty Warriors dimostra di aver imparato dai propri errori, proponendo infatti discrete modifiche al battle system, adesso decisamente più vario grazie all’introduzione di quattro attacchi speciali con annesse combo differenziate, e un ritmo di gioco più veloce, non tanto per quanto riguarda i movimenti in sè, ma soprattutto per la riduzione del tempo richiesto per la conquista delle basi, adesso ottenibili sconfiggendo gli ufficiali di rango maggiore, e per l’aggiunta degli attacchi “a inseguimento” che permettono di raggiungere i nemici un poco più lontani senza dover interrompere le combo. Tali accorgimenti hanno reso le fasi di battaglia infinitamente più varie e godibili.
 
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Nonostante lo strabiliante update grafico e delle ambientazioni davvero curate, capaci di ricreare un’atmosfera unica che racchiude davvero il fascino dell’antica Cina, la pecca più grande dell’ultima fatica di Koei Tecmo risiede proprio nella sua realizzazione tecnica.

Dynasty Warriors 9, per lo meno se non giocato su Playstation 4 Pro, soffre infatti di pesanti cali di frame rate durante le fasi più concitate nonché di un basso numero di fps anche nei momenti più tranquilli, cosa che distrugge completamente l’esperienza di gioco rendendo persino una semplice cavalcata negli evocativi boschi di bambù più simile alla visione in sequenza di diverse diapositive che non di un video.
 
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Fortunatamente, nelle opzioni del menù iniziale, è possibile cambiare l’impostazione grafica passando dalla “Modalità Filmato” alla “Modalità Azione”, scelta che riduce la qualità delle texture, ma che stabilizza fortemente il framerate e rende più stabili gli fps. Detto questo, anche con tale impostazione, il gioco lungi dal definirsi fluido. Per quanto questo difetto possa apparire insormontabile durante le primissime fasi di gioco, è altrettanto vero che una volta diminuita la grafica basteranno pochi minuti per abituarsi alla scattosità generale e, ben presto, non la si noterà più, lasciando al giocatore solamente dei panorami mozzafiato tutti da scoprire.

Giudizio Finale

Dynasty Warriors 9 è un coraggioso esperimento che trasforma i musuo in qualcosa di diverso, senza però snaturare il genere. La scommessa presa da Koei Tecmo farà senz’altro felici i fan della serie, i quali potranno gustarsi gli eventi salienti del Romanzo dei Tre Regni in modo decisamente più interessante e curato rispetto al passato, il tutto inoltre condito con un gameplay innovativo e decisamente meno ripetitivo rispetto ai precedenti capitoli. Detto questo, chi non apprezza i musuo difficilmente troverà in Dynasty Warriors 9 la scintilla che lo porterà a cambiare idea poiché le richieste, sebbene soddisfarle richieda generalmente meno tempo, non si discostano molto dai predecessori.

I detrattori dei musuo farebbero quindi meglio a non farsi abbindolare dalla sua rinnovata veste open word e piuttosto provare a rivalutare il genere con Samurai Warriors: Spirit of Sanada.
Tutti gli altri invece, indipendentemente dal proprio parere riguardo i musuo, dovrebbero tenere gli occhi aperti perché, con una base del genere, i prossimi capitoli di Dynasty Warriors, o comunque legati alla serie Warriors, potrebbero rivelarsi dei veri e propri capolavori.


Gioco testato su Playstation 4.

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