Ni no Kuni II è idealmente il videogioco che il regista Miyazaki creerebbe

Abbiamo trascorso tre ore in compagnia di Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno

di sekai12

Uno dei maggiori titoli di punta di quest'anno per Bandai Namco Entertainment è sicuramente Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno, successore dell'ottimo e precedente capitolo Ni no Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea, un JRPG che è entrato nella storia di PlayStation 3 grazie ad un solido comparto grafico e tecnico che non rinnega le proprie radici di gioco di ruolo giapponese tradizionale, ma che anzi ha cercato di esaltare quest'aspetto ancora di più mediante l'inconfondibile stile artistico dello Studio Ghibli, sfortunatamente solo ''emulato'' in questa nuova iterazione per assenza del loro diretto coinvolgimento.
Ciononostante, Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno sembrerebbe essere uno di quei rari casi di JRPG che, al pari del predecessore se non ulteriormente, cerca di convogliare tutti gli elementi più tradizionali del genere per proporre qualcosa di altamente ricco di fascino.


Di fronte alla bellezza visiva di Ni no Kuni II difficilmente non rimarrete stregati, così come un bambino rimane incantato da una fiaba che, sotto sotto, cela una morale.
 

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Invitati dalla divisione italiana di Bandai Namco Entertainment presso i propri studi milanesi, abbiamo avuto modo di verificare ancora una volta, dopo un primo test della build parigina dello scorso anno, la validità di questa ''fiaba'' composta dai talentuosi membri di Level-5.
La sezione di gioco da noi provata ci ha permesso di cimentarci nel capitolo dedicato all'ingresso di Evan e compagni nella lussuosa città di Goldpaw, una sorta di ''Gold Saucer'' in cui il destino degli abitanti e la relativa economia sembrerebbe essere decisa da un gigantesco dado in mano ad una statua che richiama la figura di Buddha.
La pace regna tutt'altro che incontrastata in questo apparente paradiso per gli amanti del gioco d'azzardo: per verificare che abbia effettivamente luogo un sano ''fair play'', il protagonista ha il giusto pretesto per esplorare tutti i vicoli della strana location, condita di luci al neon e da un'atmosfera tipicamente orientale che non manca di generare nel giocatore una sensazione di alienazione e un feeling di ''ebbrezza''.
Tralasciando il notevole impatto grafico dato da una costruzione della location che ci ha ricordato con profonda nostalgia La città incantata, l'aspetto che ci ha colpito più di ogni altra cosa nel nostro ''giro turistico'' all'interno di Goldpaw è stata la fluidità delle animazioni, la cura e la spontaneità con cui i personaggi, in primis Evan, si muovono da una zona all'altra della bizzarra cittadina, un po' la ''Pleajeune'' (Gravity Rush) del mondo di gioco.
Prima di procedere spediti per la nostra destinazione, una visita ai svariati negozi della location è stata praticamente d'obbligo: abbiamo potuto notare come, in maniera analoga alla serie Tales of, alcuni mercanti propongano dei piatti che per un preciso lasso di tempo incrementano alcune statistiche dei personaggi che porteremo in campo di battaglia (per inciso, tre). Un salvavita per quegli scontri, come la boss battle contro il drago sputafuoco Longfang, che richiedono potenza d'attacco, destrezza e coordinazione con i piccoli Higgledies (i famigli del gioco). Nel caso del mastodontico Longfang, una sola ondata di fuoco proveniente dalle proprie fauci è in grado di ridurvi in fin di vita, se trascurerete la barriera protettiva contro i danni elementali degli Higgledies.

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In quest'occasione, abbiamo potuto constatare quanto Ni no Kuni II, benché non dia la possibilità come il predecessore di avere costantemente in party i famigli, preferendo al contrario la forza di alleati semi-umani, non trascuri l'importanza di salvaguardarsi le spalle e di ispezionare l'ambiente in cerca di un gruppo di Higgledies in procinto di azionare una delle loro mosse difensive/offensive.
Non è solo una piccola gioia per gli occhi vedere gli spiritelli trasformarsi talvolta in cannoni sotto un preciso comando d'azione, è pressoché irrinunciabile il loro ausilio nel momento in cui terminerete il mana nel bel mezzo dello scontro, grazie in particolare alla possibilità di rigenerare gradualmente i punti vita se attenderemo qualche istante sotto una circoscritta barriera curativa.

La facilità con cui era possibile, nella precedente build del titolo, sormontare gli scontri casuali nella world map permangono bene o male tutt'ora, a patto che non decidiate di buttarvi a capofitto contro mob di livello nettamente superiore al vostro, ''fortunatamente'' onnipresenti qualora puntaste a scontri un po' più impegnativi del solito.
I tempi d'attesa per entrare in battaglia, sia che vi troviate nella world map sia che siate in un dungeon, sono praticamente inesistenti, grazie ad un sistema che favorisce immediatezza e velocità per ciascuna sezione di gameplay. Nei dungeon, in particolar modo, avvengono praticamente in real time al minimo avvicinamento al nemico, e l'ottenimento di particolari magie, come la crescita rapida di una pianta al fine di riuscire a saltarci su come se fosse un trampolino, è praticamente un must per sormontare alcuni ostacoli ambientali.

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L'IA alleata, al contrario di qualsiasi negativa aspettativa, non starà con le mani in mano mentre il ''lavoro sporco'' verrà effettuato da Evan o da qualsiasi altro personaggio controlliate (Roland, nel mio caso, rappresenta il tipo di combattente perfetto data la sua capacità di cambiare in qualsiasi momento la forma della propria arma): nei momenti in cui il nemico tenderà ad arrecarvi ingenti danni, vi assicuriamo che non farete da ''babysitter'' mentre la IA incassa ogni colpo; anzi, cercherà in ogni modo di difendersi, provandovi di essere effettivamente una valida intelligenza artificiale.

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Avanzando nella nostra prova di gioco, abbiamo avuto occasione di testare la parte gestionale dell'esperienza di Ni no Kuni II: la Modalità Kingdom, una sezione che, come suggerisce il nome stesso, permette di costruire il proprio regno ideale impartendo precise direttive agli abitanti che ne faranno parte attraverso il completamento di apposite quest secondarie. Quest'ultime vi richiederanno di cercare alcuni materiali per l'NPC disposto eventualmente a costruire il vostro regno utopistico, assegnandogli successivamente una precisa mansione da svolgere tra le varie possibilità di impiego lavorativo, oppure di abbattere un preciso numero di nemici di una determinata specie (come alcuni simpatici scheletri).
Con la speranza che le missioni siano ben più variegate nel gioco finale di quanto abbiamo descritto poco fa, il bello arriva chiaramente nel momento in cui passerete proprio alla gestione del regno: punterete allo sviluppo del vostro arsenale, al fine di ottenere armi ed armature sempre più forti? O all'espansione delle stesse zone di lavoro, impiegando i materiali raccolti nel corso del viaggio?
A prescindere dalla vostra decisione, la Modalità Kingdom assicura ore e ore di intrattenimento per edificare e porre le basi per il vostro regno perfetto.
 
 
Se il regista Miyazaki dovesse mai creare un videogioco, Ni no Kuni II potrebbe rappresentare l'esempio perfetto da cui trarre spunto.
Se la sua storia, condita da un valido sistema di gameplay, sembra in apparenza rappresentare giusto un tradizionale viaggio di un piccolo principe a cui è stata negata la sovranità, analizzando attentamente le sue scene troveremo quella critica alla società moderna che, tendenzialmente, solo le pellicole dello Studio Ghibli ed i lavori di Hayao Miyazaki sono in grado di regalare.
L'appuntamento per scoprire ogni sfaccettatura dell'avventura di Evan è esattamente fissato per il prossimo mese, il 22 marzo 2018, su PlayStation 4 e PC.


Build testata su PC.

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