Sushi Striker: The Way of Sushido - Recensione Switch

Mangiare sushi e scaraventare piatti al nemico è un'arte

di sekai12

Sulla scia di Puyo Puyo Tetris, Sushi Striker: The Way of Sushido tenta di conquistare Nintendo Switch e Nintendo 3DS ponendosi come un titolo particolarmente godibile in multiplayer online e locale, senza tralasciare una modalità storia in single player folle e atta a sfoggiare tutte le interessanti meccaniche ad-hoc integrate nel puzzle adventure in questione.

Sviluppato da indieszero, studio giapponese responsabile di Theatrhyhm Final Fantasy, Retro Game Challenge e NES Remix, Sushi Striker coniuga rapidità e strategia in un'unica formula sotto le vesti di un puzzle game in cui al giocatore è affidato il compito di connettere piatti di sushi differenti (o uguali) al fine di comporre una combo devastante nei confronti del nemico.
Grazie ad uno stile particolarmente colorato, dai tratti che strizzano decisamente l'occhio agli anime, l'ultima produzione di indieszero si pone al centro dei riflettori nel grande parco giochi di Nintendo. Ma sarà un'aggiunta effettivamente valida? Abbiamo testato per voi la versione Nintendo Switch.

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Forte di una campagna in single player composta da circa 150 missioni in cui scontrarsi con boss fuori di testa, nemici che vi lasceranno ingenuamente conoscere i poteri dei loro spiriti e cutscenes che sembrano tratte direttamente da un anime realizzato ad-hoc per lo stesso titolo, Sushi Striker riesce nel compito di non annoiare e anzi intrattenere fino al punto di cercare di ottenere un grado di valutazione alto alla fine dei combattimenti. La storia, che non di rado vi porterà a chiedervi a cosa stiate giocando esattamente date le folli trovate per renderla spassosa e allo stesso tempo seria (sarete incaricati di liberare il vostro maestro dalla schiavitù dell'Impero), è composta da una sequela di missioni che, se completate con una valutazione ottimale, possono ricompensarvi generosamente: persino con un nuovo alleato in forma di spirito.
Questi ultimi sono, essenzialmente, ''gli Yo-kai'' che andranno ad affinare la vostra tecnica del lancio del piatto; un esempio lampante è Jinrai, in grado di adattare allo stesso colore tutti i piatti che passeranno sui vari rulli nella fase di combattimento, facilitandovi non di poco la composizione delle combo.

Il build-up delle combo assume un ruolo centrale nel gameplay di Sushi Striker, dovendo associare determinati piatti a base di sushi con altri che, spesso senza accorgervene, si presenteranno sui rulli scorrevoli che vi separano dal nemico. L'obiettivo è insomma impilare quanti più piatti simili (opportunamente svuotati del suo contenuto) e lanciarli contro l'avversario per arrecare danni ai rispettivi HP. Più piatti riuscirete ad ottenere l'uno sull'altro, maggiore sarà il riempimento della barra che darà il via, sotto apposito prompt rappresentato dai tasti dorsali della console o dai direzionali, alle mosse speciali dei vostri spiriti, capaci di rigenerarvi un po' della vostra salute tra le numerose altre skill utili a loro disposizione.

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Sushi Striker favorisce però una duplice possibilità di gioco: impilare i piatti mediante lo stick analogico sinistro accompagnato dal tasto A della console in modalità handheld oppure mediante touchscreen. Un'opzione, quest'ultima, appositamente studiata per la controparte Nintendo 3DS del titolo e che, fortunatamente, funziona egregiamente anche su Switch, favorendo immediatezza e maggiore velocità a tutti quegli scontri più impegnativi.
E ciò che non promuove del tutto Sushi Striker a miglior puzzle game del parco giochi di Nintendo risiede proprio in quest'ultimo fattore: spesso e volentieri, a causa di rulli che viaggiano fin troppo spediti su cui vengono serviti i vostri piatti a base di sushi, tenterete di costruire le combo non tanto sulla base di una precisa strategia quanto ''andando a casaccio'', laddove non abbiate a disposizione uno spirito che possa rallentarvi lo scorrere delle strisce meccaniche o un equipaggiamento adatto allo scopo. Il gioco costringe dunque ad impiegare tutte le risorse a vostra disposizione al fine di frenare il viaggio dei rulli, il che potrebbe essere additato come ''cheat'' da parte di alcuni, considerando che si favorisce non di poco l'utente meglio equipaggiato piuttosto che il giocatore che vuole fare affidamento solo sulle sue abilità.

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Se la campagna in single player riuscirà ad intrattenervi per un buon numero di ore, probabilmente le battaglie locali in multiplayer - contro un amico a cui affidare un vostro Joy-Con - e online rappresenteranno le sezioni su cui passerete la maggior parte del vostro tempo.
Due le modalità di gioco su cui potrete cimentarvi: la prima decisamente simile all'esperienza offerta in offline, in cui all'utente è affidato il compito di impilare quanti più piatti possibili al fine di costruire notevoli numeri di combo da sfruttare successivamente come effettivo attacco agli HP avversari; la seconda nettamente più impegnativa, a causa di battaglie letteralmente contro il tempo.
L'unico punto interrogativo al riguardo consiste nella velocità di matchmaking, elemento su cui non possiamo esprimerci in sede attuale per impossibilità di trovare giocatori online al momento della nostra recensione.
 
 
Sushi Striker: The Way of Sushido è un'interessante aggiunta al catalogo puzzle game di Nintendo Switch e Nintendo 3DS grazie al suo stile artistico e alle possibilità di gioco offerte, benché non totalmente valida dal punto di vista di gameplay e dal lato colonna sonora, poco coinvolgente e anonima.
Potrebbe tuttavia intrattenere i giocatori alla ricerca di un coinvolgente titolo in multiplayer locale e online... a patto che sopportiate il doppiaggio in inglese, unica lingua base disponibile nel titolo, nonché scelta alquanto discutibile dato lo spiccato stile orientale di gioco.


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