Salt and Sanctuary - Recensione

I generi Metroidvania e Souls-Like si incontrano in questo ispirato indie per Nintendo Switch

di Grifis

Uscito originariamente nel 2016 su PlayStation 4, Xbox One e PC, Salt and Sanctuary fa il suo debutto su Nintendo Switch e promette di portare tutto il suo carico di difficoltà sulla console ibrida della casa di Kyoto.

salt_and_sanctuary.jpg

Salt and Sanctuary è un Souls Like in 2D che prende deliberatamente spunto dalla mitica saga di Dark Souls. Chi ha giocato ai titoli From Software ritroverà un numero impressionante di similitudini che fortunatamente non fanno scadere nel banale il titolo sviluppato da Ska Studios (The Dishwasher) che, in mani diverse, avrebbe rischiato di degenerare nella parodia.
Dopo aver scelto le caratteristiche fisiche e la classe del nostro personaggio ci ritroveremo catapultati su una nave con il compito di proteggere la principessa da dei famelici mostri. In piena navigazione la nave è attaccata e il nostro eroe non potrà far nulla per sconfiggere il gigantesco mostro rassomigliante a Chtulhu che gli compare dinanzi sul ponte principale. Il nostro eroe si risveglierà su una spiaggia e subito dovremo scegliere uno dei tre culti a disposizione a cui affiderà la sua anima una volta arrivato ai santuari. Oltre a queste poche indicazioni al giocatore non saranno date altre informazioni sulla trama se non conversando con i pochi NPC che incontrerà lungo l’avventura e che sembrano preferire parlare in maniera criptica piuttosto che dargli una mano. L’effetto è esattamente quello dei titoli From Software, con il giocatore che si ritroverà avvolto da un alone di mistero assolutamente intrigante.

Salt and Sanctuary 03.jpg

Il tutorial è affidato a delle bottigliette che sarà possibile raccogliere nelle prime fasi di gioco ma si tratta di informazioni basilari come la predisposizione dei tasti di attacco e difesa. Considerando che le classi a disposizione sono ben otto, tra le quali il cavaliere, il mago e l’arciere, un tutorial più completo avrebbe giovato all’esperienza generale che lascia il giocatore abbastanza spaesato alla prima run. In particolare sarebbe stato auspicabile l’inserimento di un tutorial con le basi rudimentali per compiere la scelta del culto e la gestione delle statistiche del personaggio che si possono modificare a seconda dell’arma scelta e grazie all’enorme albero delle abilità con cui si possono aumentare ognuna delle sei caratteristiche che comprendono magia, saggezza, resistenza, forza, destrezza e volontà. Facendo riferimento al titolo del gioco, una menzione speciale va fatta alla particolare classe del Cuoco, armato all’inizio dell’avventura di una grossa padella e di un mucchio di patate.

Salt and Sanctuary 06.jpg

Le classiche anime di Dark Souls, utili per far salire di livello del protagonista, sono state sostituite dal sale che da il titolo al gioco. Eliminare i nemici permette di droppare diverse quantità di questo prezioso elemento che una volta portato in un santuario vi permetterà appunto di salire di livello per affrontare nemici ancora più forti. Nel malaugurato ma molto probabile caso in cui un nemico riesca a porre fine alla vostra avventura il protagonista sarà riportato da un NPC all’ultimo santuario visitato in cambio di parte delle monete raccolte. Il sale raccolto sarà completamente azzerato e potrà essere recuperato solo battendo il nemico che ci ha prima sconfitto.
Altre caratteristiche tipiche dei Souls-Like sono state inserite come i parry, le fiale rosse per recuperare energia (qualcuno ha detto fiaschette Estus?), le magie e una quantità considerevole di oggetti ed equipaggiamenti in grado di aiutarvi a non morire dopo pochi colpi.

Salt and Sanctuary 07.jpg

Particolare attenzione è stata data anche alle armi suddivise in diverse tipologie come pugnali, spade, archi, mazze etc. che rendono la caratterizzazione del personaggio davvero infinita e permettono una alta rigiocabilità anche quando si arriva alla fine del gioco. Oltre a questo Salt and Sanctuary presenta un alto numero di passaggi segreti e di oggetti nascosti e riuscire a scovarli tutti si dimostra un’impresa ardua anche dopo diverse run.
Siamo quindi di fronte ad una copia in 2D di Dark Souls? Non proprio dato che Salt and Sanctuary prende spunto da altre celeberrime saghe come Castlevania nella realizzazione dell’enorme mappa e del level design (rendendolo di fatto un ibrido tra un Souls-Like e un Metroidvania) oppure Mega Man nell’approccio ai combattimenti con i boss in cui sarà indispensabile memorizzare il pattern di attacco del nemico per non venire immediatamente spazzati via. Quello che più sorprende è che dopo pochi colpi inferti ai boss questi tendono ad arrabbiarsi e a diventare decisamente più aggressivi, aumentando di fatto la sfida per abbatterli. Eliminare un boss da diritto a una buona quantità extra di sale e a una chiave che permette di sbloccare una nuova sezione della mappa in cui sono presenti anche diverse shortcut che permettono di viaggiare tra una zona e l’altra senza perdere troppo tempo.

Salt and Sanctuary 11.jpg

Il comparto grafico è uno tra i migliori del panorama indie visti su Nintendo Switch. A una palette di colori certamente limitata per scelta dei programmatori si contrappone la spietata parte “gore” con spruzzi di sangue e teste mozzate in grado di esaltare e rendere più immersiva l’esperienza di gioco.
La versione per Nintendo Switch da noi testata gira a 60 frame per secondo senza particolari cali nelle fasi più concitate e le caratteristiche portatili della console ibrida sono perfette per godere di questo spettacolare Souls-Like ovunque voi siate. Se avete già giocato a Salt and Sanctuary su altre piattaforme e siete indecisi sull’acquisto è giusto specificare che non sono state apportate modifiche a questa versione rispetto a quelle uscite nel 2016.
 
Salt and Sanctuary è un riuscito mix tra un Metroidvania e un Souls-Like in cui il protagonista dovrà attraversare paludi, castelli ed eliminare spietati nemici. Come ogni Souls-Like che si rispetti il livello di sfida proposta dal gioco è particolarmente intenso ma affrontare gli enormi boss e riuscire a sconfiggerli è una vera e propria soddisfazione che vi spingerà a migliorare e a capire i pattern di attacco morte dopo morte.
All’inizio dell’avventura potreste rimanere spiazzati dalla quantità misera di informazioni sulla trama e dal tutorial poco esauriente, ma una volta compresi i meccanismi di gioco le splendide ambientazioni, la quantità smisurata di armi e oggetti e l’enorme albero delle abilità per potenziare l’eroe vi porteranno a voler sapere di più su cosa sta succedendo intorno a voi.
Salt and Sanctuary è quindi un ottimo titolo per gli appassionati di Souls-Like che troveranno un ottimo grado di sfida e tantissime citazioni al mondo della saga di From Software.
 


Versione originale della notizia