GreedFall - Recensione

Una malattia incurabile affligge il mondo, un'isola misteriosa è la speranza di cui tutti avevano bisogno.

di Revil-Rosa

Le ultime scelte di Focus Home Interactive fanno pensare che il publisher sappia che genere di atmosfere vuole proporre al proprio pubblico o magari è solo un caso che, a distanza di poco tempo, abbia portato due titoli all’apparenza molto diversi, ma legati da una base comune: GreedFall A Plague Tale: Innocence, due tributi (in?)volontari all’Europa, alla sua storia, ai suoi popoli e ai suoi costumi.
 
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Nei giochi di ruolo occidentali è normale trovare fazioni che ricordano in modo più o meno velato qualche popolo realmente esistente e nei fantasy il “medioevo impostato alla Signore degli Anelli” è un classico rodato da cui pochi si distaccano davvero e, vista e considerate le sue origini inglesi, non si può negare che tutti i suoi discendenti abbiano almeno in parte una vena europea. GreedFall non porta il giocatore nel classico mondo fantasy-medievale, ma piuttosto lo trasporta in una sorta di Francia del 1500 con spade, fucili e magie.

Un'isola ricca di orrori, ricchezze, storia e magia, ma ciò che rende Teer Fradee davvero unica è la speranza che si cela nei suoi misteri...


Gli eventi di GreedFall si sviluppano intorno alla scoperta nonché corsa alla conquista della tanto misteriosa quanto ricca isola di Teer Fradee e vedono come protagonista De Sardet, cugino del futuro imperatore della Congregazione dei Mercanti e incaricato di gestire le complesse e delicate relazioni diplomatiche con gli alleati che, pur trovandosi lontani da casa, mantengono i propri modus operandi, politiche e antipatie.
 
GreedFall recensione

La Congregazione dei Mercanti è una fazione neutrale che fa del commercio la propria fonte di potere; le nazioni con cui si collabora sono l’Alleanza del Ponte, un agglomerato di stati arabi famosi per la loro passione per la scienza e l’alchimia, e l’Ordo Luminis, una sorta di teocrazia magica dalle curiose tinte italo-spagnole votata alla diffusione del sacro Verbo del profeta. A queste due fazioni si uniscono poi le diverse tribù indigene di Teer Fradee, ognuna caratterizzata dalle proprie usanze, forme magiche e costumi, ma anche dal diverso modo di vedere e trattare con gli stranieri…o invasori.

In questo complesso contesto politico vi è un obiettivo comune che muove tutte le fazioni, ad esclusione dei nativi dell’isola: la cura della Malicore, un morbo mortale che affligge tutto il continente. Secondo gli alchimisti lo studio delle peculiari erbe di Teer Fradee potrebbero portare alla creazione di un antidoto, per gli uomini di chiesa invece il male non sarebbe una malattia quanto una maledizione e la cura consisterebbe nello sradicare il culto demoniaco che ne ha dato origine.Impedire che scoppi una guerra fra le fazioni, affermare la propria influenza e trovare una cura saranno le nostre mansioni principali e assolverle porterà l’abile De Sardet a viaggiare per tutta l’isola, ad affrontarne gli orrori più oscuri e a fare luce sui suoi più antichi segreti.
 
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Come riuscire in tali imprese? Starà al giocatore decidere come agire, il nostro protagonista potrà essere un abile guerriero che esercita il proprio volere con la forza oppure un colto diplomatico che fa dell’investigazione la sua arma, in entrambi i casi non mancheranno situazioni in cui si sarà chiamati necessariamente a battersi o a discutere. Detto questo, non temete, grazie ad una sapiente gestione dell’esperienza, che fa del completamento delle missioni e non dei combattimenti la principale fonte di exp, non ci saranno sbilanciamenti di livello.

Il battle system di GreedFall si potrebbe definire scarno guardando il limitato numero di opzioni, ovvero attacco con la spada, con la pistola, calcio, schivata e contrattacco. A questo limitato set di mosse si unisce un atipico ritmo degli scontri che, nelle primissime fasi, potrebbe disorientare i giocatori, la verità però è che il sistema si rivela ben presto sì essenziale, ma soprattutto fluido e pratico.
 
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Non ci sono abilità inutili e i tre macro-stili possono combinarsi con discreta semplicità, i risultati ottenuti sono estremamente soddisfacenti sia mischiando le “classi” che concentrandosi solo su una di esse, rendendo di fatto possibile approcciare le sfide in totale libertà, assemblando il proprio stile personale preferito. Si è quindi liberi di essere forzuti guerrieri in grado di brandire armi pesanti, sfuggevoli maghi capaci di lanciare incantesimi dalla distanza, ingegnosi scienziati che sfruttano pistole, trappole e pozioni per controllare il campo o un arbitrario mix degli stili menzionati, qualsiasi saranno le vostre scelte influenzeranno non poco il modo di affrontare le battaglie più impegnative.

Da notare infine che le abilità sbloccate influenzeranno le battaglie sia nel senso di armi e armature utilizzabili che di approccio, ma faranno anche variare le opzioni nei dialoghi così come la possibilità di risolvere le missioni: ponendo di dover entrare in una stanza sorvegliata, un alchimista potrà creare un composto soporifero per far addormentare le guardie mentre un guerriero potrebbe riuscire a scalare una parete così da intrufolarsi dal retro senza farsi notare.
 
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Le avventure di De Sardet coinvolgeranno spesso fasi di investigazione, la difficoltà di questi incarichi però non sarà mai particolarmente alta poiché si è sempre molto guidati verso la soluzione; ciò che renderà gli sviluppi davvero emozionanti saranno piuttosto le scelte che il giocatore si troverà a prendere e le conseguenze che queste avranno sia sugli sviluppi della trama in corso che sulla reputazione del protagonista, ulteriore elemento che avrà ripercussione sugli eventi successivi.
Le missioni, sia principali che secondarie, sono piuttosto diversificate negli obiettivi e offrono quasi sempre risvolti interessanti ed inaspettati, inoltre il fatto che i membri del proprio party influiscano sulle opzioni di risoluzione sprona il giocatore a variare il proprio gruppo, ragionando non solo sul supporto offerto in battaglia, ma anche sul ruolo politico rivestito dai singoli compagni.

Dal punto di vista grafico GreedFall non è paragonabile a mostri sacri come Uncharted 4 Horizon Zero Dawn, ma è comunque ottimo e lo dimostra non solo con i tanto stupendi quanto vari panorami, godibili con effetti di luce diversi grazie al ciclo giorno-notte, ma anche con i volti dei personaggi, caratterizzati da una buona mimica facciale ed espressioni credibili, seppur non troppo varie. Il comparto audio risulta invece insufficiente, le tracce sono praticamente sempre anonime e dimenticabili.

GIUDIZIO FINALE

GreedFall è praticamente Dragon Age in salsa europea, spogliato di inutili fronzoli, complesse meccaniche e il fastidioso costante bisogno di far sentire il giocatore libero. Il titolo di Spider è votato piuttosto alla praticità e all’immediatezza, inoltre il giusto bilanciamento fra libertà d'azione e parti guidate nelle missioni non solo non fa sentire il giocatore abbandonato a se stesso, ma rende più naturale lo sviluppo degli eventi, lasciandogli comunque la possibilità di intraprendere o meno certi incarichi e, di conseguenza, approfondire o meno certi aspetti della storia. Le atmosfere atipiche, unite al cast di personaggi estremamente variegato e ben riuscito, rendono la storia di GreedFall ancora più accattivante di quanto già non sia, se poi all’equazione si aggiunge l’affascinante quadro politico che fa da sfondo alle vicende, intricato quel che basta da intrigare ma mai così tanto da risultare pesante da seguire, non si può davvero resistere: tutti pronti a salpare, destinazione l'isola di Teer Fradee!

Gioco testato su Playstation 4.

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