Biblioversum - Recensione del gioco da tavolo

Infiniti mondi si fondono, l'unico limite è la fantasia!

di Revil-Rosa

La magia delle fiabe è quella che ha accompagnato ogni bambino durante l'infanzia: sognare di volare, di vivere in un enorme castello, di rimanere piccoli per sempre sono solo tre dei tanti sogni che hanno segnato centinaia di migliaia di bambini in tutto il mondo. Poi arriva l'adolescenza, e con essa la bufera di amori non corrisposti, il desiderio di avventura, la speranza di cambiamenti e legami che durino per sempre. Chi, tra i ragazzi degli anni '90, non ha sentito la compagna di classe un po' più ingenua e sognatrice letteralmente impazzire dietro Edward Cullen o (peggio!) Christian Gray? Per non parlare delle ragazze in coda alle macchinette che, dopo aver visto Hunger Games, sfoggiavano una bellissima treccia a lisca di pesce come Katniss Everdeen. Purtroppo, o per fortuna, le superiori finiscono per tutti e così, messi da parte i cd degli Zebrahead e l'amore sfrenato per Naruto, inizia la vita da "adulto": il libro di Economia sostituisce Harry Potter e, presto o tardi, molti giovani si ritrovano a vivere una vita in cui non c'è spazio per sogni e fantasia.
 

Gli appassionati di anime e manga, di libri e giochi di ruolo, così come gli aspiranti attori o scrittori non soffriranno mai di questa mancanza, di quel pizzico di infanzia che possa animare anche le serate più buie e li possa trasportare in mondi paralleli in cui la noiosa vita reale si annulla per lasciare spazio a mondi costellati di draghi, avventurieri e sparatorie folli, ma nonostante la vena ispirata, guardando la libreria, vi saranno sempre quei libri o fumetti un po' ingialliti, polverosi e persino dimenticati. Quale potrebbe essere un buon modo per donare loro vita nuova? Studio Supernova, in collaborazione con XV Games, ha la risposta a questa domanda.

Con Biblioversum i vostri libri e fumetti preferiti diventano il fulcro della partita!


E' poco corretto definire Biblioversum un gioco, E' ancor più erroneo definirlo un gioco da tavolo. Adatto a grandi e piccini armati di un testo di riferimento e di tanta fantasia, Biblioversum è un insieme di regole che guidano i partecipanti in una sessione di storytelling, partendo proprio da uno di quei polverosi libri dimenticati nelle librerie di tutte le case del mondo. I partecipanti, da 2 a tutta la compagnia, sono i protagonisti di questa inedita avventura e tutti possono dilettarsi nel ruolo di narratore all'interno della stessa sessione, come stare in disparte e godersi la storia che prende lentamente forma. Le regole che definiscono la metodologia di storytelling di Bibilioversum sono poche e molto semplici, in perfetta linea con lo spirito della collana di cui fa parte, detta Corti&Colti proprio perché il tempo impiegato per capire le regole è minimo e il contenuto creativo è alto.
 
Biblioversum rece

I partecipanti sono i protagonisti della storia e si chiamano Bibliomanti, maghi con il potere di viaggiare tra i mondi della fantasia e di evocarne elementi provenienti da essi. I giocatori devono prima di tutto rispondere a tre domande ovvero definire un incipit, scegliere uno o più generi della storia e un excipit. Una volta chiariti questi tre punti ogni giocatore è libero di porre quante altre domande desidera e gli altri, rispondendo, contribuiranno a dare una certa impronta all'avventura che si andrà a vivere. L'incipit può definire una piccola introduzione, che presenti l'interessante della storia, magari ponendo un problema da risolvere, e stabilendo poi una bozza di epilogo si definisce la risoluzione astratta al problema iniziale.
Ad esempio, l'incipit della nostra avventura potrebbe partire con un misterioso Bibliomante che ruba ai giocatori la gioia e il talento nella danza e potrebbe finire con il trionfo parziale degli eroi: i quali riescono a recuperare la gioia, ma non il ballo, motivo per cui non andranno mai in discoteca.

Ogni storia è costituita da capitoli, potenzialmente sconnessi cronologicamente proprio come quelli dei normali libri, e il loro numero è a discrezione di quanto i giocatori vogliano far durare la partita, purché il capitolo finale venga annunciato prima del suo inizio. Ogni capitolo ha un diverso narratore che, aprendo il personale testo di riferimento in una pagina casuale, riassume velocemente quello che succede e ne trae spunto per far proseguire la narrazione. Biblioversum lascia totale libertà e non c'è un giusto o sbagliato nello sviluppo, se aprendo il primo volume di Attacco dei Giganti vi trovaste nella scena in cui Eren viene mangiato non è detto che nella storia i protagonisti debbano venire inghiottiti da un mostro, semplicemente potreste prendere ispirarvi al concetto di sacrificarsi per un amico.
 
biblioversum

Il livello di sfida che si presenterà durante il capitolo è definita da una sottrazione sui numeri della pagina aperta in modo che sia sempre compreso tra 0 e 9: più alto sarà il risultato, maggiore sarà la difficoltà del capitolo. Ci sono poi altre regole che definiscono dei capitoli particolari, ma in ogni caso è il narratore che darà davvero anima al capitolo. Il narratore sceglie un giocatore che diventerà il protagonista del capitolo: il protagonista sarà  quindi l'eroe del capitolo, mentre gli altri saranno personaggi di supporto che, pur non potendo prendere le decisioni più importanti, contribuiranno a plasmare la storia a seconda delle loro intuizioni, della loro fantasia, oppure degli spunti che potranno trovare sul proprio testo di riferimento.

Per risolvere le sfide, i partecipanti hanno a disposizione un numero limitato di segnalibri. I segnalibri rappresentano il potere dei Bibliomanti e possono essere spesi per evocare vari dei ex machina come ad esempio oggetti, magie o personaggi da altri libri o fumetti che giungano in aiutino per risolvere le situazioni. Ad esempio, spendendo un numero di segnalibri variabile tra 1 e il grado di difficoltà del capitolo è possibile evocare il mantello dell'invisibilità  di Harry Potter così da intrufolarsi senza essere visti, tuttavia se il numero di segnalibri spesi fosse inferiore alla difficoltà designata allora il "successo" sarà parziale: spendendo pochi segnalibri, il mantello potrebbe arrivare in un momento in cui Harry lo aveva bucato, in questo modo il gruppo entrerà dove voleva entrare, ma i nemici potrebbero notarli e iniziare un inseguimento.
 

Biblioversum, come tutte le attività che coinvolgono lo storytelling, non è di certo adatto a tutti e, soprattutto, il gruppo di persone che prende parte alla sessione deve necessariamente essere molto affiatato, o comunque molto appassionato di tale genere di intrattenimento. Il rischio di avere un giocatore annoiato è sempre dietro l'angolo, ma il caso peggiore è quello di cadere nella sfera delle prese in giro: il pericolo è concreto se a partecipare vi sono gruppi male assortiti, magari di adolescenti, non abituati allo storytelling. Biblioversum non ha regole ferree, si limita ad offre delle linee guida per divertirsi in compagnia, costruendo insieme una storia personale pescando in modo più o meno velato da libri e fumetti preferiti, ma se uno o più partecipanti decidono di remare contro i risultati possono essere disastrosi.

Solitamente tale rischio è minimo sicché persone poco interessate raramente si avvicinano ad un intrattenimento peculiare come lo storytelling e in genere quando si organizza una sessione di gioco si conoscono a priori le attitudini degli invitati. Il clima quasi famigliare di Biblioversum e, più in generale, delle attività  di storytelling richiede un occhio di riguardo in più nello scegliere i compagni di avventure rispetto al classico gioco da tavolo, perché trasformare una potenziale bella e tranquilla serata in un'occasione da dimenticare è un rischio concreto, soprattutto quando portate come testo di riferimento il vostro libretto d'infanzia preferito.

GIUDIZIO FINALE

Biblioversum è un'ottima scusa per rispolverare i vecchi libri o per vedere certi fumetti sotto un nuovo punto di vista, dando loro nuova linfa vitale, usandoli come base per costruire una bellissima storia inedita in compagnia di amici e parenti. Le regole semplici e il numero di partecipanti potenzialmente illimitato, sebbene i gruppi consigliati vadano da 3 a 6 giocatori, rende Biblioversum un'attività piacevole per serate in famiglia che coinvolgano tutti, dai nonni ai nipoti, tuttavia il rischio di annoiare persone impazienti e poco inclini allo storytelling, di ritrovarsi dei guastafeste che si divertono a distruggere una bella storia o di maniaci di protagonismo che colgono ogni occasione per rubare la scena è sempre dietro l'angolo.


Versione originale della notizia