The Legend of Zelda: Skyward Sword - Recensione Nintendo Switch

Come sono iniziate le avventure di Link e Zelda?

di Grifis

La saga di The Legend of Zelda è una delle più apprezzate dai fan Nintendo che dal 1986 ha permesso a tanti videogiocatori di seguire le gesta dell’eroico cavaliere Link in lotta per distruggere il male e salvare la principessa Zelda.

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In occasione del trentesimo anniversario della serie Nintendo ha annunciato una versione in alta definizione di The Legend of Zelda: Skyward Sword che esce cinque anni dopo l’originale versione per Wii.
In una saga dove la lotta tra bene e male si ripete ciclicamente è sempre stato difficile capire dove collocare i tanti capitoli che compongono la saga, almeno fino al 2016 quando Nintendo rilasciò Hyrule Historia, un libro che conteneva tutti i capitoli in ordine cronologico. Tra questi Skyward Sword rappresenta il primo episodio cronologico della lotta di Link contro le malvagie forze del male e per molti versi un vero e proprio esperimento che all’epoca divise in due i fan della saga.
 
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Nella ridente cittadina di Oltrenuvola gli abitanti vivono una vita tranquilla insieme a delle enormi creature volanti chiamate Solcanubi. Tra questi ci sono la figlia del capo villaggio Zelda e il giovane Link che si appresta ad affrontare la prova del volo che gli permetterà di diventare un vero e proprio cavaliere. Una volta ottenuto il titolo Zelda viene investita da un vortice che la porta al di sotto delle nubi e Link decide di scendere sulla terra, luogo in cui nessun altro era stato prima d’ora, per salvarla aiutato dalla fedele guida/spada Faih.
Da questa breve descrizione potrebbe sembrare l’ennesima rappresentazione dello scontro tra bene e male in cui il protagonista deve salvare la principessa ma nel corso dell’avventura scopriremo diversi cambiamenti sia a livello di trama che di gameplay.
La prima sostanziale differenza rispetto alle altre opere è rappresentata proprio dai protagonisti principali e in particolare da Zelda che qui viene raffigurata non più come la principessa da salvare ma come una semplice ragazza che deve seguire la propria strada e compiere il proprio destino per evitare che il perfido Ghiraim riesca a risvegliare il signore del male. Una ragazza forte e determinata, aiutata nel suo viaggio dalla fedele Impa e dallo stesso Link.

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L'avventura si svolge principalmente nel mondo sotto le nuvole dove sono presenti tre aree esplorabili in diverse fasi del gioco, tutti ottimi a livello di design ma che raggiungono picchi di perfezione nel Deserto di Ranel: un mondo in rovina fatto esclusivamente di sabbia ma grazie a delle particolari pietre del tempo sarà possibile per Link ritornare indietro nel tempo quando le miniere erano floride e ricche di acqua. Un vero spettacolo per gli occhi ma anche gli enigmi risultano essere coinvolgenti costringendo il giocatore a sforzarsi per trovare una soluzione per proseguire. Perfino i combattimenti, siano essi con i “normali” boblin o con gli enormi boss di di fine dungeon, richiedono una buona dose di strategia e di analisi su come sconfiggere il mostro che ci si para davanti.
Al contrario Oltrenuvola, il mondo in cui Link e Zelda sono nati e cresciuti, rappresenta un hub esplorabile in sella al nostro fedele Solcanubi. A livello di esplorazione, pur trattandosi di un’ampia area, le cose da fare sono davvero poche e si limitano a poche, minuscole isole che contengono al loro interno un massimo di un paio di tesori da aprire.

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L’avventura principale, senza contare le poche ma avvincenti sottomissioni, vi terrà impegnati per circa quaranta ore con Zelda e Link impegnati nelle loro avventure “parallele” in cui ogni incontro tra i due rappresenta un momento emozionante e ottimamente rappresentato nelle inquadrature. Fortunatamente i consigli di Faih, troppi e perfino fastidiosi nella versione Wii, sono stati ridotti rispetto all’originale ma siamo comunque di fronte a un action RPG fin troppo lineare e guidato, dove perdersi o non capire il prossimo passo da fare è davvero difficile se non impossibile.
Le peculiari caratteristiche di Nintendo Wii e dei suoi nunchuk permise agli sviluppatori di adottare diversi cambiamenti al gameplay sfruttando i sensori di movimento integrati ai controller; all’epoca l’effetto non fu dei migliori vista la poca precisione con cui si agitava la spada ma in questa edizione HD i controlli sono stati perfezionati e l’utilizzo di Joy-con permette un maggiore controllo della spada. La mossa rotante e il colpo di grazia risultano ancora un po’ macchinosi da effettuare ma comunque si tratta di un miglioramento importante che permette di affrontare alcune sfide decisamente difficili nell’originale con maggiore precisione. 
Parlando di novità è anche stata aggiunta una telecamera mobile, attivabile con la pressione del tasto L e dell’analogico destro a cui è stato affidata anche la gestione dei colpi quando si è in modalità portatile oppure con il controller Pro.

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La grafica è stata portata in alta definizione e tutto il gioco scorre fluidamente a 60 frame per secondo costanti in modalità dock mentre il sonoro rappresenta il primo esperimento di colonna sonora orchestrale e il tema principale è uno dei più apprezzati dei fan.
 
 
The Legend of Zelda: Skyward Sword torna in una edizione migliorata sia nei contenuti grafici che in quelli di gameplay grazie a una nuova telecamera mobile e a dei controlli motion decisamente più precisi rispetto a quelli presenti su Nintendo Wii.
Si tratta di un capitolo sperimentale con molte nuove aggiunte, una storia che racconta le origini della serie quando Zelda non era una principessa e la spada suprema ancora non esisteva e un game design al limite della perfezione con ambientazioni e dungeon tra i migliori del grosso parco titoli della saga.
Pur essendo il primo capitolo nella timeline ufficiale della serie Skyward Sword è anche l’ultimo capitolo uscito prima di Breath of the Wild. Ogni confronto sarebbe immeritevole rispetto ai due ma in molti punti è possibile vedere come molte delle novità introdotte per questa avventura siano stati ripresi ed implementati nel capolavoro del 2017.


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