Lost in Random - Recensione

La fiaba moderna secondo EA

di Klarth Curtiss

Oggigiorno quando si guarda ad un nuovo titolo si pensa al comparto tecnico, la fluidità, l'essere esente da bug e si è contenti se ci racconta una bella storia, ma difficilmente si spera che quella stessa storia tocchi delle corde particolari e ci lasci qualcosa se non si tratta di un gdr, in un 2021 dove hanno fatto da padroni i giganti del gameplay come Monster Hunter Rise, Returnal o il più recente Deathloop e le grandi trame sono state lasciate in mano a titoli del calibro di NieR Replicant e Tales of Arise, a tentare l'ardua impresa di soddisfare tutti ci pensa il peculiare Lost in Random, sviluppato da Zoink (già autore di Fe) ed inserito nel programma EA Originals (che già all'inizio dell'anno ci aveva stupito con il suo It Takes Two) questa piccola perla mira a farsi in un nome in un periodo che molti definirebbero saturo, ma sarà riuscito nel suo intento?
 
LiR

Lost in Random si ambienta nel magico regno di Alea (azzeccato adattamento dell'inglese Random), dove in un tempo ormai perduto i cosiddetti dadomastri amavano rischiare la loro vita in sfide dove la casualità faceva da padrone, tuttavia questo periodo finì molto presto ed a seguito di alcune vicissitudini salì al trono la terribile regina, che divise il regno in sei regioni e bandì da esso ogni dado, fatta eccezione per quello nero in suo possesso.
La nostra avventura si apre nella terra di Primagora, una sfortunata landa dove risiedono le persone meno importanti di tutto il reame, qui facciamo la conoscenza delle sorelle Even ed Odd, che per quanto conducano la loro vita si in povertà ma tuttavia felici, sono soggette ad un destino ignobile: per decreto della regina infatti, tutti i bambini, nel giorno del loro dodicesimo compleanno, sono obbligati a tirare il misterioso dado della matriarca, che determinerà in quale dei sei regni vivranno per il resto della vita; sfortuna vuole che Odd abbia appena compiuto proprio dodici anni e seppur le due tentino invano di nascondersi, Odd viene trovata dai tirapiedi di Tata Fortuna, il braccio destro della regina, che la portano al cospetto di quest'ultima per costringerla al tiro; dopo un'avvenimento alquanto scioccante durante il lancio del dado (che non vi sveleremo per lasciarvi la sorpresa), Odd riceve un sei e viene quindi decretata come abitante di Sest'incanto, terra delle persone più fortunate e facoltose nonché dimora della regina.
Sebbene la famiglia di Odd pianga la sua partenza ma la accetti in quanto volere della sovrana, sua sorella Even non è affatto d'accordo e dopo aver fatto la conoscenza di un misterioso fantasma che sembra volerla guidare ed un piccolo dado di nome Dicey decide di attraversare i sei regni e partire alla volta di Sest'incanto per salvare Odd da un destino che non le appartiene.
 
valle dei dadi

A livello di gameplay Lost in Random si presenta come un normale action in terza persona, nel quale ci districheremo tra l'esplorazione dei reami e la risoluzione di varie missioni, tuttavia la sua componente più ricercata è situata nel sistema di combattimento: una volta ingaggiato il nemico saremo infatti armati solo della nostra fida fionda, che ci permetterà di colpire alcuni cristalli addosso ad esso per ottenere dell'energia che Dicey assorbirà, per ogni tot di energia assorbita otterremo fino ad un massimo di cinque carte casuali prese dal nostro mazzo, una volta che la mano sarà piena verrà quindi il momento di tirare il dado che, in base al numero che otterremo, ci fornirà un determinato numero di cristalli azione, utilizzabili per giocare le nostre carte; all'inizio saremo molto limitati nelle carte che potremo giocare e le combo che potremo creare, in quanto Dicey sarà sprovvisto dei puntini per ottenere un numero superiore al due, tuttavia proseguendo nella storia la situazione cambierà e potremo concatenare combo sempre più devastanti; la varietà di carte non è enorme (si parla di circa una quarantina di carte) ma queste ci permetteranno di sperimentare diverse tecniche, evocando armi come archi, spade o martelli, pericoli ambientali come rospi sputaveleno o dadi a 20 facce oppure ostacolando i nostri avversi con debuff alla difesa e campi rallentanti, insomma le combinazioni sono parecchie; nel nostro mazzo potremo inserire fino ad un massimo di 15 carte e quelle nuove si otterranno o completando le numerose missioni secondarie o comprandole con moneta sonante dal venditore, che più carte compreremo più ce ne fornirà di nuove.
 
uomo ombre

Sotto il versante artistico Lost in Random ci ha lasciato piacevolmente sorpresi, il titolo presenta un character design particolare che prende molta ispirazione dalle opere di Tim Burton, presentandoci personaggi grotteschi e dagli arti oblunghi, seppur non tutti necessariamente spaventosi e che anzi saranno ben propensi a raccontarci la storia del decaduto regno e le loro preoccupazioni (persino l'uomo nero sa di non essere abbastanza spaventoso quando c'é una guerra in corso), e location ben caratterizzate per ognuno dei numeri dei reami, rappresentando cittadini che soffrono di doppia personalità a Borgodoppio o una guerra tra tre fratelli a Triscordia, menzione d'onore per Even, che oltre a godere di un ottimo doppiaggio inglese non perde occasione per interrogarsi su questioni che difficilmente una ragazzina di 12 anni si farebbe; ottimo anche l'aspetto tecnico, abbiamo giocato il titolo in versione Playstation 5 ed ha mantenuto costanti i 60 fps senza mai perdere colpi, più che giusta la durata che si attesta sulle 10 ore per portare a termine il titolo e 15 se si vuole portare a compimento ogni missione secondaria ed esplorare ogni pertugio (per quanto la libertà di esplorazione sia ridotta al minimo indispensabile).
 
 
Come abbiamo detto in sede di apertura, il reparto EA Originals ci aveva già stupito all'inizio di quest'anno e siamo più che felici di constatare che lo abbia fatto nuovamente, Lost in Random è un libro illustrato dalle tinte dark che attraverso l'amore tra due sorelle non perde occasione tanto di strapparci una risata quanto di farci riflettere su problematiche ancora molto attuali come povertà, guerra e razzismo, raccontadoci una storia che ha il sapore della favola ma non perderà occasione di farci venire la pelle d'oca con il suo grottesco cast; la storia di Even ed Odd e del regno di Alea tiene incollati dall'inizio alla fine e seppur con qualche forzatura di trama possiamo affermare senza ombra di dubbio che si tratta di una delle migliori che abbiamo visto quest'anno.
Non aspettate ulteriormente dunque, armatevi di fionda e dado e partite alla volta di Sest'incanto, il regno di Alea vi aspetta!


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