GTA The Trilogy Definitive Edition - Recensione

Un ritorno di tre classici tanto amati tutt'altro che in grande stile

di Klarth Curtiss

Per quanto sembri impossibile e quasi surreale i dati parlano chiaro: Grand Theft Auto V rimane tutt'oggi uno dei titoli costantemente presente nelle classifiche dei più venduti, vuoi per la popolarità del titolo anche con le generazioni più giovani vuoi per l'enorme supporto a GTA Online; con queste premesse è innegabile che Rockstar puntasse ad ingolosire anche la fanbase un po' più vecchiotta, che chiedeva da anni una remastered di GTA San Andreas, forse il più amato tra i vecchi giochi della software house, che non si è fatta mancare di prendere la palla al balzo e creare un trilogia contenente non solo il capitolo sopracitato, ma anche GTA III e Vice City, ricostruendo totalmente la trilogia dell'era Playstation 2, con delle premesse del genere pareva impossibile fare cilecca, giusto?
Beh, in realtà no, dal momento della sua uscita il titolo è stato bombardato di valutazioni negative sia da critica che da pubblico, gente che grida al rimborso, rimozione del titolo dagli store e quant'altro, ma sarà davvero stato un disastro così colossale? Abbiamo giocato a fondo tutti e tre i titoli ed oggi vi raccontiamo cosa ne pensiamo nella nostra recensione
 
gta trilogy

Diversamente da quanto siete abituati rispetto alle nostre recensioni (specialmente le mie ndr.) non ci soffermeremo a parlare della trama dei tre capitoli (in quanto non è cambiata di una virgola e si tratta sempre di storie di tre protagonisti invischiati, in una maniera o nell'altra, in vicende criminali), bensì dedicheremo ampio spazio a tutte le migliorie apportate a questa collection, a partire da quanto riguarda il gameplay, quest'ultimo infatti, come promesso da Rockstar, è stato modernizzato in linea con i canoni stabiliti dal quinto capitolo, abbiamo infatti finalmente un sistema di mira sia in terza che in prima persona che si avvale dell'autolock sui bersagli, non totalmente ottimizzato sul versante console (in quanto punterà sempre al petto e non alla testa) ma sicuramente più funzionale di quello adottato vent'anni fa, viene anche introdotta la ruota delle armi, che tenendo premuto il tasto L1 (o corrispettivi) ci permetterà di scegliere al volo un'arma senza bisogno di scorrere su tutte quelle presenti nel nostro inventario, rendendo il gunplay leggermente più fluido, un'altra sostanziale miglioria è sicuramente da ricercarsi nei checkpoint inseriti nelle missioni, che consentono di ripartire da un punto cruciale e non necessitano di riavviarle da capo come negli originali.
La seonda parte che va evidenziata in questa trilogia è sicuramente quella dell'aspetto tecnico, Rockstar non si è limitata a dare una veste più moderna al titolo, ma lo ha ricreato dalla fondamenta, passando dal vecchio Renderware al più recente Unreal Engine 4 ed il risultato si vede sicuramente, i protagonisti sono resi in modo molto fedele e gli effetti di luce ed i riflessi fanno la loro ottima figura, dando vita a dei panorami più vivi che mai.
Piccola nota a margine per la gioia di tutti i fan: i fantomatici trucchi che hanno contribuito a rendere popolare i titoli funzionano ancora!
 
personaggi

Per quanto abbiamo avuto dei riscontri positivi con la trilogia tuttavia, ne abbiamo avuti parecchi altri di negativi, se infatti abbiamo lodato le migliorie di gameplay queste sembrano fatte a metà, con il controllo di determinati veicoli che risulta ancora mal ottimizzato ed alquanto legnoso (nello specifico quello degli elicotteri, dei jet e dei carri armati), passando poi all'aspetto tecnico si va in acque ancora più cupe, partendo da effetti particolarmente invasivi (come la pioggia), ad un dosaggio quasi inesistente del contrasto (con le zone buie che risultano quasi completamente oscurate e difficili da navigare) a parecchie stranezze a livello di programmazione (come insegne arrotondate laddove non dovrebbero esserlo) che ci fa pensare che buona parte del titolo sia stato progettato tramite machine learning, se poi prendiamo in esame i personaggi è si vero che i protagonisti sono ben riprodotti, ma è altrettanto vero che i comprimari risultano altamente trascurati, specialmente nelle caratteristiche facciali, entrambi poi soffrono di movimenti che alla vista risultano davvero tanto legnosi e fuorché naturali.
Ultima nota dolente per quanto riguarda il framerate, abbiamo testato i titoli nella loro versione Playstation 5 e si sono mantenuti perlopiù sui 50/55 fps ma non raggiungendo mai i 60, cosa impensabile per titoli di 20 anni fa che girano su console moderne.
 
 
Non ci gireremo troppo attorno: Grand Theft Auto The Trilogy Definitive Edition non è un'operazione ben riuscita, il gioco soffre di una pletora di problemi e glitch sia a livello visivo che di programmazione e molte delle animazioni risultano altamente datate, è pur vero che si tratta di un titolo di tre generazioni fa che non punta ad attirare i giocatori più giovani e la software house è costantemente al lavoro su aggiornamenti atti a migliorarne la qualità, ma il ritorno dei pezzi da novanta di Rockstar ce lo saremmo immaginato molto più dignitoso.


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