Raiden III X Mikado Maniax - Recensione

Il ritorno di un classico arcade.

di Revil-Rosa

Quando il cinema era agli albori l'impronta teatrale era molto sentita e, un po' per abitudine un po' per limiti tecnici, le varie produzioni parevano delle trasposizioni su piccolo schermo delle rappresentazioni teatrali. Inquadrature statiche dominavano la scena riprendendo insieme tutti i personaggi, ognuno intento ad agire nella 'stanza' per dare un senso di movimento e veicolare il focus dello spettatore, tutte tecniche oggi 'sostituite' da inquadrature più dinamiche.
 
Raiden III x Mikado Maniax recensione

Il mondo dei videogiochi arcade sono un po' come il teatro agli albori del cinema: il divertimento semplice ed immediato offerto da titoli che senza tanti problemi mettono il giocatore in un contesto-pretesto al solo scopo di intrattenere. Questi titoli hanno posto le basi dei giochi di oggi, decisamente più articolati e vari. Se ieri andava bene salire su un aereo e massacrare orde di "cattivi" oggi i giocatori preferiscono sapere il perché si stia decimando la popolazione terrestre con la nostra nave, ma come cinema e teatro convivono nello stesso periodo, anche i titoli arcade rimangono un caposaldo dell'industria, fieramente capaci di tenere i giocatori incollati allo schermo con la sola forza della sfida o dei punti.

Il bullet hell spaziale arriva anche su Playstation 5!

Raiden III X Mikado Maniax è la versione espansa e migliorata di Raiden III, un classico dei bullet hell che ritorna a stregare i giocatori, generazione dopo generazione, nonostante il peso degli anni e delle features non proprio più innovative. D'altro canto, la magia di uno shooter verticale sta proprio nella sua immediatezza e semplicità, anche se Raiden III e "semplice" non sono parole che andrebbero messe nella stessa frase. Il genere bullet hell prende questo nome per un motivo e la serie Raiden Mikado ne è in un certo senso uno dei fondatori, sebbene esistano titoli ancora più hardcore da questo punto di vista.
 
Raiden III x Mikado Maniax recensione

Il giocatore, o i giocatori se si affrontano le missioni con un amico in locale, è chiamato a pilotare il leggendario aereo rosso e a farsi strada per i difficilissimi livelli, ricchi di nemici e ostacoli che riempiranno lo schermo di, appunto, proiettili per creare un vero e proprio inferno dal quale sarà davvero complicato uscire illesi. Tra asteroidi spaziali, semplici carri armati o futuristiche navicelle, il Fighting Thunder ME-02 sfreccerà tra edifici e stelle sparando una quantità incalcolabile di missili, proiettili o raggi laser, distruggendo orde di cattivi fino al temibile boss finale per la più classica e impegnativa delle missioni. I semplici comandi e la quantità di colpi che l'aereo lancia mettono subito a proprio agio il giocatore, il quale capirà al volo le dinamiche e si sentirà subito padrone della scena, distruggendo senza pietà le nevette nemiche che blandamente spareranno qualche colpo o si lanceranno in ridicoli attacchi suicida contro l'aereo rosso.

Terminato il primo livello, l'asticella si alza e l'aumento di difficoltà proseguirà in modo esponenziale stage dopo stage, arrivando già ad un terzo livello capace di fare da spartiacque tra neofiti e veterani del genere. Nella sua semplicità, Raiden III si riconferma spietato, perché basta un colpo diretto per andare all'altro mondo, spartano, con le sue sole tre armi, e brutale per la quantità di nemici e ostacoli a schermo, tutti estremamente letali e ben calibrati per rendere la vita del giocatore un inferno. Il Fighting Thunder ME-02 può recuperare diversi potenziamenti lungo il percorso, indispensabili per sopravvivere ai terribili nemici. I proiettili sono l'arma di default e partono con tre mandate, per poi incrementare a cinque con i vari potenziamenti. A seguire abbiamo il letale raggio laser blu che perforerà i nemici con un raggio verticale di spessore variabile a seconda del livello di potere. La terza e ultima arma è un raggio laser verde, molto elastico e indirizzabile dal giocatore mentre si muove, anche questo con uno spessore e un valore d'attacco che varia a seconda del livello raggiunto. Non c'è un'arma più forte delle altre, a seconda delle situazioni ognuna risulta più utile delle altre e la loro semplicità fa si che il giocatore riesca ad usarle "al meglio" fin da subito ma questo non rende gli stage meno difficili e recuperare i potenziamenti è tutto fuorché scontato tra locazioni segrete e fuoco nemico.
 
Raiden III x Mikado Maniax recensione

Il raggio verde è perfetto per le aree con tanti nemici deboli perché con poco movimento è possibile indirizzare il raggio verso tutte le navicelle, tuttavia contro nemici più resistenti diventa difficile mirare perché schivando per la mappa il raggio tende a chiudersi negli angoli, mancando tutti i nemici. Il raggio blu è quello che causa più danno ma ha una copertura limitata in quanto colpisce solo i nemici direttamente davanti e, se questi sono resistenti, ciò può essere un grosso handicap. I proiettili hanno una buona gittata e un buon danno, non eccelgono in nessuna area particolare, ma si adattano bene ad ogni evenienza e per questo risultano più semplici da usare perché coprono una buona area anche se il giocatore è impegnato a schivare i colpi per sopravvivere.

Livello dopo livello il giocatore sblocca nuove musiche e bozzetti, bande laterali e opzioni di modifica per personalizzare la propria esperienza arcade che, di fatto, consiste nel ripetere le stesse missioni e battere sempre gli stessi boss fino ad impararne a memoria ogni più recondito segreto. Migliorare per riuscire a superare tutti gli stage nel modo migliore possibile e confrontarsi con gli altri per bullarsi del proprio punteggio più alto sono gli unici motivi che spingono il giocatore a ripetere sessione dopo sessione le 9 arene fino ad imparare ogni trucco e superare illesi anche le raffiche di colpi più brutali.
 
Raiden III x Mikado Maniax recensione

Proprio come nei vecchi arcade, ma senza dover spendere il corrispettivo in gettoni del PIL giapponese. Un trial and error spietato è l'unico modo per migliorare e poco alla volta gli stage che prima apparivano impossibili diverranno un ostacolo da superare in maniera sempre più eccelsa, scalando le classifiche mondiali e scoprendo tutto ciò che le varie incarnazioni della serie hanno prodotto. Raiden III X Mikado Maniax è un gioco da amanti dei bullet hell per gli amanti dei bullet hell, un'esperienza arcade pura come quelle di una volta ma che non si sforza di tendere una mano ai neofiti, proprio come si confà ad un gioco hardcore: non è lui a venirvi incontro, siete voi che dovete imparare.

GIUDIZIO FINALE

L'esperienza arcade vecchio stile offerta da Raiden III X Mikado Maniax è un viaggio nel tempo, è come tornare a giocare nel parchetto della propria scuola elementare. Quello con il terreno in puro cemento rovente che ha disintegrato centinaia di pantaloni della tuta e sbucciato più gomiti e ginocchia di quante stelle ci siano in cielo. Le partite giocate su quel campetto hanno forgiato il vostro carattere così come i gettoni spesi nelle sale giochi hanno temprato il vostro spirito da gamer, rendendovi capaci di superare le sfide più difficili senza battere ciglio, ma vogliamo davvero ripetere questa esperienza? Se si è in vena di nostalgia sì, tutti questi momenti sono parti importanti nella vita di molte persone nate tra gli anni '70 e '90 ed è bello poter tornare mentalmente a quel periodo grazie a porting di vecchie glorie, ma chi è vissuto fuori da quel periodo difficilmente riuscirà a capire il fascino dell'aereo rosso che sfreccia tra i proiettili. Chi i brividi arcade li ha vissuti in sala giochi non è detto che oggi abbia la forza e la costanza di dedicarsi con altrettanta passione a quelle sfide così fini a sé stesse e Raiden III X Mikado, nel bene o nel male, non fa nulla di più che non riproporre quelle spartane esperienze arcade.

Gioco testato su Playstation 5.

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