Monster Menu The Scavenger's Cookbook - Recensione

Un dungeon crawler a base di piatti mostruosi ma che risulta un po’ indigesto

di Mistral

Intrappolati in un dungeon senza fine, la fame vi attanaglia. Sareste disposti a tutto pur di far passare questa terribile sensazione, persino mangiare cose inenarrabili, ma potrete veramente sfuggire a questa prigione fatta di passaggi segreti e pullulante di mostri? Inizia così Monster Menu: The Scavenger's Cookbook, il nuovo gioco di Nippon Ichi Software dedicato ai limiti estremi della cucina da campeggio. Si tratta di un RPG strategico e roguelite, nel quale con il vostro party dovrete sopravvivere alla fame e agli attacchi dei mostri. Ma ne varrà veramente la pena? Scopriamolo in questa recensione.
 
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All’inizio del gioco dovrete scegliere e personalizzare il vostro avatar e per farlo avrete a disposizione differenti modelli e aspetti tra cui scegliere. Ritroviamo qui il classico stile accattivante di Disgaea, con le ragazzine loli, i guerrieri taciturni e le guaritrici formose. Una volta scelto il vostro personaggio, inizierete la vostra avventura intrappolati in un dungeon apparentemente senza fine. La fame vi porterà persino ad assaggiare il cadavere di un mostro, ma senza portare veramente dei benefici! Deciderete cosi di esplorare gli angoli più nascosti della mappa alla ricerca di ingredienti, che potrete poi utilizzare per cucinare dei piatti prelibati (o decisamente immangiabili!) una volta tornati alla base. Non sarete soli nella vostra ricerca di un piatto digeribile: fino a tre altri esploratori, infatti, si uniranno a voi fin dalle vostre prime ore di gioco. Potrete personalizzare anche gli altri membri del party, scegliendo tra genere, dieci classi differenti, e vari aspetti fisici. Questa scelta può piacere oppure no, ma senza una storia di background dei personaggi trovo sia più difficile affezionarsi a loro. L'unica particolarità, la classe del cuoco è a tutti gli effetti il miglior curatore del gioco e converrà averne almeno uno nel party per poter sopravvivere. Potrete inoltre scegliere di aggiungere solamente uno o due nuovi compagni, per aumentare esponenzialmente il livello di difficoltà del gioco (già di per sé modificabile in ogni momento nelle opzioni di gioco). Una volta completato il party, inizierete ad esplorare i vari livelli del dungeon nel quale vi trovate: mostri, tesori, nuove ricette e soprattutto ingredienti inusuali vi aspettano!
 
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Sconfiggendo mostri, otterrete le loro spoglie per preparare dei manicaretti una volta di ritorno alla vostra base. I piatti che potrete preparare, in una complessa componente di crafting, potranno soddisfare il bisogno dei vostri personaggi di calorie, idratazione e gradimento culinario, oltre a riempier la barra degli HP. Potrete sperimentare con gli ingredienti appena raccolti o seguire delle ricette, ma dovrete sempre tenere in mente i quattro parametri prima di nutrire il vostro gruppo. Alcuni piatti, infatti, fanno diminuire i parametri, soprattutto quelli che non incontrano i gusti personali. Parametri bassi porteranno presto alla diminuzione degli HP e alla morte in battaglia! Solamente una buona preparazione vi permetterà di sopravvivere ai livelli successivi, in pieno stile roguelite. Morendo, perderete gli ingredienti e tornerete al livello uno, ma manterrete le nuove ricette e gli equipaggiamenti trovati nei vari forzieri.
 
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L’esplorazione dei dungeon è intuitiva nella sua semplicità, i controlli dei movimenti dei personaggi sono immediati da padroneggiare, come la ricerca di oggetti da raccogliere e di tesori nascosti. I corridoi sono pieni di mostri, che cercheranno di attaccarvi a sorpresa e i livelli dei dungeon sono procedurali, con mostri, tesori e difficoltà casuali. Il combattimento è esattamente quello tattico a scacchiera a turni, senza nessuna innovazione: dovrete piazzarvi vicino al mostro per colpirlo, dovrete coordinare gli altri membri del party e avrete anche un menu a tendina per eventuali altre azioni. La presenza di un party di quattro alleati, rende la strategia un po’ più ricca. Numerosi sono, infatti, gli attacchi combo e automatici che si attivano solamente grazie alla vicinanza tra due personaggi. Una feature interessante è il feast: alla fine di un combattimento potrete, infatti, banchettare divorando il vostro nemico per aumentare la vita e ottenerne per un breve periodo le abilità speciali (ma che purtroppo non verranno mantenute per tutto il piano del dungeon).
 
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Dopo il primo impatto, il gioco apparirà come molto ripetitivo, senza offrire delle vere e proprie innovazioni di genere. Tra il dungeon crawler e il crafting di piatti culinari, non ci sono feature che possano catturare l’attenzione e rendere questo gioco un valido passatempo. Sembrerebbe come se NIS avesse fatto un primo tentativo in una nuova direzione artistica, ma purtroppo senza grande successo. Per quanto riguarda lo stile, Monster Menu: The Scavenger's Cookbook presenta dei personaggi raffigurati con uno stile anime magnetico, quello immediatamente riconoscibile della serie di Disgaea e di altri titoli della Nippon Ichi Sofware. Graficamente però, i mostri e gli ambienti sono semplici e poveri di dettagli.
Il principale problema di Monster Menu è la mancanza di un vero e proprio scopo: oltre alla fame atavica del povero gruppo di esploratori, nessuna storia vi farà immergere in questa avventura. Dovrete esplorare i livelli dei dungeon, abbattere mostri, utilizzare gli oggetti raccolti per cucinare e ottenere bonus, ma fin da subito vi domanderete il perché delle vostre azioni. Per questo gioco, NIS ha chiaramente puntato ad un pubblico ristretto di giocatori, e per coloro che fossero attirati dallo stile alla Disgaea e alla componente di crafting culinario non rimane molto su cui soffermarsi. Il gioco è solamente in lingua inglese.
 
 
CONCLUSIONI
Nonostante il forte appeal della componente culinaria, tra ricette da scoprire, ingredienti assurdi da utilizzare e la classe cuoco-curatore, Monster Menu: The Scavenger's Cookbook non convince appieno. Chiaramente si tratta di un prodotto destinato ad un pubblico di nicchia, amante dei roguelite e non spaventato dalla monotonia del gameplay. Le idee sui piatti e sul loro ruolo attivo nel potenziamento dei personaggi e nella sopravvivenza sono valide, ma si tratta comunque di un gioco non ben bilanciato. Pesano inoltre sull’esperienza di gioco la mancanza di una storia e il cast anonimo, nonostante il design accattivante e la loro personalizzazione. Il gioco è solamente localizzato in inglese.
 
Versione testata per PlayStation 5. 


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