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Questo film fa da prologo al primo gioco della saga di Zone of the Enders, raccontandone gli avvenimenti a partire da cinque anni prima.
Siamo su Marte, divenuto ormai una colonia terrestre. La sempre maggior voglia d'indipendenza delle colonie crea un clima di tensione tra l'UNSF (le Forze Spaziali delle Nazioni Unite) e l'armata di Barham (creata dalle colonie proprio per opporsi all'UNSF).
Oscure motivazioni politiche portano il sottotenente Radium Lavans ed un suo sottoposto, la sergente Viola Gyunee, all'allontanamento dalla base principale per essere spediti in una base di ricerca, con l'incarico di collaudare un nuovo tipo d'arma ancora in via di sviluppo. Si tratta dell'Orbital Frame. A capo di questo progetto, atto a migliorare le qualità dei LEV, i mecha in uso attualmente, ci sono la dottoressa Links e la sua assitente Dolores, la ragazza di Lavans. Del collaudo si occuperà proprio il sottotenente Lavans, che suo malgrado verrà influenzato da questa nuova arma, chiamata con il nome in codice "IDOLO", e dal nuovo e misterioso materiale da cui è composto, il METATRON. Questa influenza, legata all'astio del tenente verso le forze terrestri, porterà ad una serie d'eventi che verrà ricordato come "l'incidente di Deimos".
La realizzazione tecnica di questo film, del 2001, si attesta su una media discreta, senza ne eccellere ne peccare in nessun punto.

Il character design è buono in quanto a realizzazione, puntando sul realismo dei personaggi, ma a mio parere, risulta privo di carattere e personalità, e quindi piatto e anonimo. Stesso discorso per il mecha design, che pur cercando di rimanere fedele all'originale del videogioco, cerca allo stesso tempo di discostarsene, ammorbidendo forme e linee. Ne vengono fuori mecha, in particolare l'Orbital Frame, scialbi e sicuramente non all'altezza delle loro controparti videoludiche. Le animazioni sono abbastanza buone sopratutto, com'è lecito aspettarsi, nelle sequenze di combattimento dei mecha. Anche se a volte l'IDOLO sembra che "soffra" di troppa elasticità nei movimenti.
Le musiche sono buone e ben adattate ad ogni situazione, privilegiando genere e strumentazione classica (pianoforte, violino, etc.). Buona anche l'ending, "Kiss me sunlight".

Tirando le somme, credo che questo Z.O.E. 2167 I DOLO, sia un prodotto riuscito solo in parte. L'idea di voler raccontare i fatti antecedenti a giochi è sicuramente buona, ma non viene sfruttata nel modo adeguato.
I personaggi, attorno a cui dovrebbe ruotare tutta la storia, risultano privi di spessore e quindi di personalità. A risentirne maggiormente sono l'effettivo protagonista di questo film, il sottotenente Lavans, che sembra lasciarsi trasportare dagli eventi, e il sergente Gyunee. Sopratutto per quest'ultimo, credo si potesse fare qualcosa in più, essendo lei il punto di collegamento tra il film e il gioco. La sua personalità è solo abbozzata, mancando di spessore e quindi credibilità. Di lei c'è dato a sapere ben poco, a parte il non di certo originale motivo che l'ha spinta ad arruolarsi e a seguire Lavans.
Anche la genesi dell'Orbital Frame poteva essere gestita meglio, pur ritenendo interessante l'idea del sistema di pilotaggio che influenza il pilota.
(Presumo possa essere quello che poi si evolverà nel sistema ADA, l'unità indipendente di supporto presente all'interno del Jehuty nei videogiochi.)

Un film adatto sopratutto ai fan del brand Zone of the Enders, che vogliono venire a conoscenza dei fatti antecedenti al gioco, curiosi di sapere come tutto ebbe inizio. Per tutti gli altri, questo rimane un discreto film, che potrebbe piacere. Ma anche no.