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Il Nihon Animator Mihon`ichi/Japan Animator Expo è una serie di corti settimanali, il cui lancio fu annunciato dal noto regista Hideaki Anno all'evento "Il mondo di Hideaki Anno" del Tokyo International Film Festival del 2014 (il quale ha anche curato la regia della sigla di apertura dei corti). Questa campagna è frutto della collaborazione tra lo Studio Khara ("Rebuild of Evangelion") e la compagnia mediatica Dwango, e ha lo scopo di dare visibilità su scala globale a nuovi animatori grazie anche alla promozione in patria e all'estero attraverso lo streaming di NicoNico e ai sottotitoli inglesi.
Un banco di prova prezioso in un settore sempre più alla ricerca di giovani promesse per un ricambio generazionale richiesto a gran voce dal mercato sempre più globale degli anime. A fare da apripista a questo progetto, nel novembre del 2014, fu un corto di otto minuti scritto e diretto (la sua prima assoluta) proprio da un romanziere: Ōtarō Maijō. L'opera si chiamava "The Dragon Dentist" e narrava la curiosa storia di una giovane apprendista dentista. I denti da curare però non erano umani, bensì di enormi draghi fluttuanti nei cieli. Otto minuti ovviamente bastano giusto a farsi un'idea delle potenzialità del progetto, e così lo Studio Khara decide tre anni più tardi di ampliarne la storia attraverso una serie televisiva (se vogliamo chiamarla cosi) di due puntate da quarantacinque minuti ciascuna.

La versione TV di "The Dragon Dentist" mette da subito in chiaro che siamo di fronte a un lavoro vero di espansione dell’idea base, e che ciò fosse evidentemente la volontà dello staff fin dall’inizio. I corti sono tutti potenziali idee già pronte per quella che già si prevede come la grande impresa dello studio di Anno: andare oltre il brand di "Evangelion" e iniziare a farsi conoscere per altro. Toccava solo cominciare da qualche parte, e il compito non poteva che essere affidato al regista Kazuya Tsurumaki ("FLCL", "Punta al Top 2!"), uomo di fiducia di Anno e suo braccio destro, che non ha esitato a partire da questa curiosa storia scritta da Ōtarō Maijō, che mantiene ben salda la sceneggiatura anche in questa versione "estesa". Il corto di pochi minuti aveva infatti incuriosito molte persone, promettendo una storia e un universo narrativo, forse non originalissimo, ma sicuramente interessante.
La storia è ambientata in un universo narrativo fantastico dove due Paesi sono nel pieno di una sanguinosissima guerra che ricorda, per modalità e armamenti, i due conflitti mondiali del secolo scorso. Niente di nuovo, direte voi? Solita pappa pacifista in salsa nipponica vista e stravista? Sì e no.

La storia intanto prende da subito una piega piuttosto fantasy con l'entrata in scena del mastodontico drago volante, in grado da solo di decidere i destini del conflitto. Egli è infatti il guardiano di uno dei due Paesi in conflitto (che non hanno nome né un motivo dichiarato per il conflitto stesso, cosa che nulla avrebbe dato in più alla storia), con cui ha stipulato il patto di farsi curare l'unico reale punto debole: i denti. Questi ultimi sono quotidianamente attaccati da creature di varia grandezza, una sorta di magici batteri che appunto risentono della natura quasi divina del drago. A vegliare sulla enorme bocca del misterioso essere sono i dentisti dei draghi, un gruppo disposto a consacrare la vita alla cura e alla tutela del prezioso alleato, diventandone in pratica i custodi.

Una vita consacrata in maniera quasi religiosa al drago, senza farsi troppe domande, ma andando al sodo nonostante le continue esperienze soprannaturali, dà a questi dentisti un'autorità fuori del comune all'interno della comunità in guerra.
In questo gruppo c'è Nonoko, una ragazzina che nasconde dietro una gioviale solarità un carattere forte e volitivo. Nonoko trova su un dente del drago un giovane soldato delle forze nemiche. Il suo nome è Ber, ed è stato resuscitato all'interno del dente proprio dal drago, che dimostra una volta di più di essere una creatura al limite del divino.
La ragazza proverà a trasformare il ragazzo in un dentista dei draghi, ma questi si renderà ben presto conto di essere stato richiamato in vita per un motivo preciso e, a dispetto di Nonoko, tenderà a farsi molte più domande in un crescendo di situazioni che porteranno a un finale registicamente esaltante, tra stacchi pirotecnici, tanta azione e momenti di pathos tipici di un certo tipo di animazione degli ultimi anni ("Gurren Lagann", "Kill la Kill").

"The Dragon Dentist" è stato giudicato dalla critica come un ennesimo caso di ossessione del mondo animato giapponese (almeno quello legato ai lungometraggi) per certi temi piuttosto cari come la redenzione, la paura della morte, il senso di colpa, la condanna della guerra che distrugge ogni cosa. Questo lo giudico vero, anche se l'originalità con cui viene narrato il tutto, con la bizzarra invenzione narrativa dei dentisti, contribuisce a non focalizzare l'attenzione sui suddetti temi. Quello che davvero risulta una pecca in questo titolo è il mancato approfondimento della psicologia dei personaggi, che risulta piuttosto abbozzata, lasciando l'idea di qualcosa di incompiuto che poteva essere sicuramente interessante. Troppo facile additare il personaggio come novello Shinji Ikari, come ho letto in certi commenti, mentre egli non è altro che la solita rappresentazione del personaggio funzionale all'immedesimazione dello spettatore (giapponese) che finisce per empatizzare ed emozionarsi assieme a lui nel finale.

A livello estetico questo titolo si distacca non poco dal corto del 2014. Se nel corto ad occuparsi dei disegni era stato un veterano come Yoshimichi Kameda (key animator di "One-Punch Man" e dell'ultimo film del "Rebuild of Evangelion"), questa volta Khara non perde l'occasione di far fare esperienza ai talenti più giovani e promettenti, ed ecco quindi Shuichi Iseki. Questo ragazzo, che si è fatto le ossa in tanti ruoli secondari fino ad oggi, ha uno stile su cui pare evidente l’influenza di Yoshiyuki Sadamoto, celebre disegnatore di "Neon Genesis Evangelion" manga e anime, mentre alcune donne nel cast sono molto simili al suo lavoro sul video corto anime "Me!Me!Me!", sempre realizzato nell'ottica del Japan Animator Expo. Non mancano le evidenti somiglianze al chara dei recenti lavori dello Studio Trigger, segno di una fratellanza di stile (come abbiamo già detto per la regia) che non deriva solo dalla comune origine Gainax.

Quello che forse può far storcere il naso ai puristi è il grande uso della computer grafica. Ci sono molte scene quasi interamente prive di elementi disegnati a mano e un massiccio uso 3DCG sui grandi mezzi meccanici, come le corazzate, o sul drago; cosa che comunque trovo funzionale e direi abbastanza ben integrata.

Tirando le somme, "The Dragon Dentist" la considero una prova tecnica di post-Evangelion. Lo Studio Khara dimostra di voler intraprendere una strada niente affatto scontata di superamento del suo brand più famoso e atteso. Questo titolo riesce a consegnarci qualcosa di più di un'idea di quello che potrà fare questo staff in futuro, tenendo in piedi una storia che, seppur con certe mancanze e ingenuità evidenti, intrattiene e commuove lo spettatore. Niente di nuovo in quanto a tematiche ma tanta buona volontà di proporle in maniera diversa. L'esperienza del regista Tsurumaki viene messa al servizio dei giovani talenti che in futuro potranno riservare parecchie sorprese, portando quel tocco di ‘nipponicità’ in più nell'animazione mondiale.

Ricordiamo che le due puntate sono disponibili gratuitamente al momento sulla piattaforma VVVVID e che il Blu-Ray e il DVD con doppiaggio italiano sono editi da Dynit.