C’era un tempo in cui la sfida per il titolo di miglior racing game simulativo su console era una partita a 2, da una parte l’utenza Sony con Gran Turismo di Polyphony Digital e dall’altra quella Microsoft con Forza Motorsport di Turn 10. Un paio d’anni fa però il team inglese Slightly Mad Studios ha provato a rompere il duopolio. Facendo anche affidamento sul crowdfunding, hanno realizzato il primo Project Cars ottenendo un buon successo di critica e pubblico. Vediamo come se la sono cavata con il seguito.
 

Il 2017 sarà ricordato dagli appassionati di racing game come uno degli anni più ricchi, nel giro di poche settimane sono infatti usciti ben 3 titoli di primo piano, parliamo di Project Cars 2, Forza Motorsport 7 e Gran Turismo Sport. Nonostante ci fossero già 2 big in uscita, Slightly Mad Studios non ha avuto paura della concorrenza, la sicurezza della bontà del nuovo gioco è dovuta alla solida base di partenza rappresentata dal primo Project Cars, ma anche dai titoli precedenti che rendono il team uno dei più esperti nel settore. Project Cars si era rivelato un buon prodotto fatto con passione ma minato da qualche piccolo difetto, lo studio londinese è partito da questo per costruire un seguito sicuramente più ricco di contenuti, sarà riuscita però a migliorare anche tutto il resto?
Alla base di un gioco simulativo c’è sicuramente la fisica, per questo Slightly Mad Studios ha stretto una partnership non solo promozionale ma, soprattutto, tecnica con Pirelli per poter migliorare la resa delle gomme. Un lavoro di questo tipo si è reso necessario perché sono state aumentate le condizioni di gara, in Project Cars 2 infatti ci troveremo a correre anche sul ghiaccio o affrontare gare di rallycross. Incuriositi dalle novità del motore fisico, ci siamo buttati subito in pista iniziando una nuova carriera e, pad alla mano, le differenze con il predecessore si sentono. Disattivando tutti gli aiuti, le auto sono meno sui binari se si guida in maniera troppo aggressiva, gareggiando però si trova piano piano il giusto approccio con il mezzo riuscendo così a domarlo per bene e ricevendo in cambio grandi soddisfazioni. Da segnalare però una stranezza, le gare sul bagnato sono realizzate in maniera meno accurata, adottando infatti lo stile di guida “sbagliato” ci si trova ad avere meno difficoltà di controllo che sull’asciutto. Ad aiutare a correre bene contribuisce anche la regolazione dell’assetto, le modifiche incidono sul comportamento dell’auto e per i meno esperti sarà possibile eseguirle in maniera semplice, basterà infatti rispondere a delle domande del proprio ingegnere per avvicinarsi all’assetto ideale per il proprio stile di guida.
 

In precedenza abbiamo detto che Project Cars 2 è più ricco di contenuti rispetto al predecessore, ma in cosa consistono queste differenze? Le piste sono passate da 110, in 30 località differenti, a 146 su 63 circuiti rendendolo, secondo gli sviluppatori, il gioco con la più ampia scelta in questo campo. Anche il numero di auto è aumentato, si è passati infatti da 76 modelli (del gioco base, la Game of the Year ne contava circa 125) ai 189 attuali.
Novità anche per le modalità di gioco presenti. Slightly Mad Studios ha tenuto in considerazione una dei maggiori fenomeni degli ultimi anni, è stata quindi introdotto il supporto agli e-sport con classifiche e streaming.
Cambi pure sulla gestione dell’IA, questa è stata divisa in 2 parti permettendo così di modificare non solo la bravura degli avversari ma anche la loro aggressività. Purtroppo i risultati non sono sempre all’altezza delle aspettative, questo porterà a degli scontri con le altre macchine che potrebbero essere evitati, la loro riproduzione poi in alcuni casi non è delle migliori.
 

La modalità carriera, che è ripresa dal primo Project Cars, ci mette a disposizione 6 macro categorie, definite tier, e potremo iniziare già da una avanzata e non per forza dal fondo, che è rappresentato dai go kart e altri campionati minori. Per poter essere competitivi, e apprendere bene le meccaniche della fisica, converrà iniziare dal tier 6 risalendo la china piuttosto che buttarsi sul 3 (il più alto accessibile da subito) e trovarsi quindi in difficoltà. Le stagioni da affrontare si potranno settare su modalità corta o lunga, questo inciderà sia sul numero di gare da affrontare per ogni campionato. Sarà possibile inoltre decidere come affrontare il weekend di gara, chi vorrà sbrigarsi nelle rincorsa al titolo potrà scendere in pista e lottare subito per i punti, i più pazienti o appassionati invece potranno partecipare prima alla sessione di prove libere seguita poi dalle qualifiche, in base al risultato ottenuto poi si potrà partire dalla relativa piazzola in gara.
Viste la buona base del predecessore, Project Cars 2 mantiene l’ottima gestione climatica e temporale, sarà possibile quindi correre con il sole, le nuvole, la pioggia più o meno intensa, la nebbia o la neve. Queste situazioni potranno poi essere mischiate alle varie ore del giorno rendendo molteplici le condizioni in cui affrontare le gare.
 

Dal punto di vista tecnico Slightly Mad Studios ha fatto un buon lavoro con Project Cars 2. Abbiamo testato il gioco su PlayStation 4 Pro (dove, secondo le analisi di Digital Foundry, gira a una risoluzione di 1440p con cali fino a 1360p nelle fasi di maggior carico) e non abbiamo riscontrato grossi problemi di fluidità, la maggior parte del tempo quindi il gioco viaggia a 60 frame per secondo con un comparto visivo di buon livello.
Anche per il comparto audio non ci si può lamentare troppo, il rombo dei motori è ben realizzato con nette differenze in base al mezzo e alla telecamera. Meno riuscita invece la parte relativa alle gomme e gli urti con gli altri mezzi, oltre alle musiche che non entreranno di certo nella storia.
 

Slightly Mad Studios con Project Cars 2 continua a lavorare nella giusta direzione, portando su console e pc un buon simulatore che ben si destreggia tra il realismo e il divertimento. Rispetto al primo capitolo, le novità non sono poche: nuovo motore fisico con l’introduzione di nuove superfici su cui correre, un parco auto decisamente aumentato con tante nuove piste, nuove discipline, supporto alle console di metà generazione e a risoluzioni elevatissime su pc (fino a 12K su triplo schermo). Insomma, la carne al fuoco è tanta da rendere felici tutti gli appassionati del genere, anche se comunque il team inglese deve ancora lavorare per limare un po’ di limiti