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Sands of destruction è un anime tratto da un videogame del 2008.
Mi è capitato sottomano ed avendomi incuriosito l'ho recuperato.
Devo dire che leggendo altre recensioni piuttosto positive mi sono chiesto se non fosse il tempo a non aver reso giustizia a questo titolo.
La storia propone un mondo fantasy piuttosto particolare ambientata in un pianeta sabbioso che sarebbe nell'iconografia l'alter ego del mare terrestre, con tanto di navi e sottomarini che vi viaggiano sopra.
In questo mondo esistono gli umani ma la razza dominante è composta da animali antropomorfi evoluti che spadroneggiano sui primi.
C'è all'interno della storia una forte componente di odio e razzismo tra le due razze.
Ad occhio e senza tanto approfondire il periodo storico del racconto, sembra una sorta di futuro distopico del pianeta in essere con tanto di rimandi ad una civiltà passata più evoluta, ma che francamente non è approfondita per niente se non per qualche flashback.
I protagonisti sono un trio piuttosto bizzarro formato da una ragazza umana (molto bella) guerriera dal nome Morte che sembra abbia fondato un "comitato distruzione del mondo" in possesso di una sfera chiamata codice della distruzione, avuta in eredità da suo fratello rivoluzionario morto in azione.
A lei si aggiungono per varie traversie un ragazzo umano di nome Kyrie piuttosto bonaccione e pasticcione ed un orsetto di nome Toppy che si definisce un eroe.
Capitati insieme e costretti a fuggire diventano dei ricercati e tutti e tre pur non essendolo vengono etichettati come membri del suddetto Comitato.
Principali antagonisti un duo di agenti (un maschio occhialuto ed una irascibile ragazza drago) governativi semiumani che si definiscono "Comitato salvatori del mondo"
In realtà i 3 protagonisti non hanno la più pallida idea di come usare il Destruction code ed in realtà a voler distruzione questo mondo fatto di sofferenza e sopraffazione sul genere umano è la ragazza Morte che cerca vendetta per suo fratello ed il genere umano.
I tre girano per vari continenti (curiosamente tutti vicini) che hanno il nome delle stagioni (naturalmente per il clima) cementando la loro amicizia e mostrando allo spettatore la condizione precaria del genere umano schiavizzato e bullizzato dai semiumani e l'astio tra le due razze, in guerra aperta da tanto tempo.
Le puntate sono più o meno autoconclusive e non presentano chissà che grandi plot o combattimenti.
Più o meno si risolvono sempre, a volte anche in maniera ironica e bonaria.
Diciamo che per la verità ho fatto un pò fatica a guardare i 13 episodi da cui è composta la serie, esclusi gli ultimi 3 episodi dove per la conclusione si evincono un pò di colpi di scena e si sviluppa più celermente la presunta macrotrama, per il resto l'ho trovato carino ma noiosetto.
Ecco non sò se nel 2008 fosse chissà che novità... oggi lo definirei appunto noioso!
Tecnicamente non è fatto malissimo ma nemmeno eccellente, francamente lo trovo mediocre persino per il 2008, anzi avrei detto fosse più vecchio.
Sinceramente penso sia un'opera da catalogare tra le occasioni perse, per quella che è la base iniziale della trama e per come chiude con colpi di scena che ricordano molto l'animazione classica degli anime anni 70, mi sarei aspettato un prodotto migliore.
Poi ok... è tratto da un videogioco e la pochezza dei personaggi, tutti molto strereotipati viene fuori alla grande.
Tuttavia il fatto che comunque in un'intera serie di 13 episodi almeno 10 sono passati a chiacchiere, mi sarei aspettato qualcosa di più complesso che raccontasse meglio i contorni di questo strano mondo e che facesse crescere la personalità dei personaggi.
Mi rendo anche conto che dopo 18 anni questa serie non avrà mai chissà che seguito di visione, ma avendo trovato delle recensioni precedenti in cui mi ci rispecchio davvero poco, ho avuto voglia di dire la mia.
Nota davvero azzeccate le sigle.
Opening ed ending davvero molto, molto belle.
Infine non mi sento di bocciarlo in malo modo, solo per il finale che mi ha sorpreso, ma onestamente non riesco a dargli la sufficenza, proprio perchè per finirlo mi ci sono dovuto davvero impegnare.