Recensione
Tōgen Anki
5.0/10
"Tōgen Anki" è un anime uscito sul finire del 2025, accompagnato da premesse interessanti, almeno da chi conosceva il manga.
Si tratta di un battle shonen, che sbeffeggia un simile anime scolastico tipo "My Hero Academia", ma molto alla lontana, e la serie di poteri sovrannaturali proposti ricorda molto "Deadman Wonderland", ma solo per questo dettaglio. Il titolo infatti vuol dire 'sangue maledetto'.
La storia è presto detta: nel sottobosco della società attuale prosegue una guerra millenaria tra Momotariani e Oni, con i primi che puntano allo sterminio e i secondi decisamente alla sopravvivenza.
La storia prende spunto dalla leggenda mitologica del cacciatore Momotaro, massacratore di demoni Oni, di cui le fazioni protagoniste sono progenie. Gli Oni, una volta risvegliati i propri poteri, sono in grado di manipolare il proprio sangue per creare armi, bestie o ottenere poteri sovrannaturali. Ugualmente i Momotariani, anche se loro utilizzano delle non precisate particelle particolari, per creare armi e via dicendo. In teoria, gli Oni sarebbero più potenti, uniscono all'uso del sangue un gran potere rigenerativo e forza fisica, anche se rischiano in certi frangenti di perdere completamente il controllo, dando sfogo a una furia omicida cieca in preda al loro potere demoniaco. Tuttavia, rimangono in netto svantaggio, in quanto i Momotariani sono da sempre organizzati in un gruppo armato, e siccome molto più simili agli umani, con la scusa di proteggere le persone hanno imbastito anche conoscenze politiche e militari nell'ordine costituito, che permette loro di muoversi a piacimento, tipo agenti segreti. Gli Oni invece sono costantemente sotto controllo, vengono sistematicamente massacrati senza pietà, allorché qualcuno, anche inconsapevolmente, mostri il proprio potere, fossero donne, vecchi o bambini.
Il protagonista di questa storia, Shiki, ha vissuto inconsapevolmente la sua condizione di Oni, allevato da un padre adottivo che si scoprirà essere un Momotariano disertore che ha rifiutato di uccidere uno Shiki neonato ed è fuggito con lui. Al giorno d'oggi, Shiki ha sedici anni, si comporta da ribelle ed è un appassionato di armi. Scoprirà la sua condizione di Oni, perdendo il controllo, quando un Momotariano che è riuscito a rintracciarli tenta di ucciderlo, ma si salverà grazie al sacrificio di suo padre. Da quel momento il ragazzo viene preso in custodia da un'organizzazione composta da Oni che si batte per nascondere e proteggere tutti quelli della propria specie. Insieme ad altri ragazzi che come lui hanno sangue di Oni viene reclutato in quella che sembra una scuola, in cui impareranno a padroneggiare i propri poteri e a rendersi "soldati" devoti alla causa. Shiki, ribelle per principio, accetta riluttante, col pallino fisso di vendicarsi per la morte di suo padre.
Ecco, tutto questo non è un vero spoiler, perché avviene nella prima di ventiquattro puntate, ed è una premessa scontata ma molto ragionevole nell'aspettarsi uno shonen di tutto rispetto. Ahimè, le buone premesse finiscono qui!
Purtroppo, la storia si districa tra personaggi cliché, storie scontate, lente e che non sembrano mai portare a un accrescimento di una trama verticale che sale di interesse. Tutto è molto piatto, succede poco o nulla di eclatante, tra qualche battaglia, stupide gag atte a mostrare l'interazione tra un gruppo di ragazzi male assortiti e poco approfonditi. A parte un paio di personaggi, il resto sono autentiche macchiette che ripetono sempre le stesse cose, battute, e non fanno mai nulla. Lo stesso protagonista è il classico idiota petulante, buono fino al midollo, tanto da essere scemo, ma che poi è in grado di far cose senza sapere esattamente come fa.
La storia in sé vorrebbe essere l'epica di una saga corposa, ma è piuttosto vuota. Ed è imbarazzante che questa prima stagione sia addirittura composta da ventiquattro episodi, ma non evolve e non approfondisce nulla di questo mondo particolare narrato.
Di per sé questa prima stagione, passando come introduttiva, potrebbe anche avere un senso, ma diventa imbarazzante per le animazioni davvero grottesche messe in scena. Il livello è bassino in generale, ma ci sono momenti in cui le prospettive e le sagome dei personaggi (chissà perché soprattutto femminili) sono di un cringe insopportabile senza motivo. Personaggi sproporzionati cambiano fisionomia senza senso.
Arrivo a dire che la cosa più bella di questo anime è solo la sigla iniziale molto accattivante, per il resto un'occasione buttata alle ortiche.
Onestamente, non mi sento di consigliarlo, perché tecnicamente è un prodotto fatto proprio male senza motivo apparente. Ok, mi ha intrattenuto e non è particolarmente pesante, però ho faticato a non decidere di 'dropparlo'.
Si tratta di un battle shonen, che sbeffeggia un simile anime scolastico tipo "My Hero Academia", ma molto alla lontana, e la serie di poteri sovrannaturali proposti ricorda molto "Deadman Wonderland", ma solo per questo dettaglio. Il titolo infatti vuol dire 'sangue maledetto'.
La storia è presto detta: nel sottobosco della società attuale prosegue una guerra millenaria tra Momotariani e Oni, con i primi che puntano allo sterminio e i secondi decisamente alla sopravvivenza.
La storia prende spunto dalla leggenda mitologica del cacciatore Momotaro, massacratore di demoni Oni, di cui le fazioni protagoniste sono progenie. Gli Oni, una volta risvegliati i propri poteri, sono in grado di manipolare il proprio sangue per creare armi, bestie o ottenere poteri sovrannaturali. Ugualmente i Momotariani, anche se loro utilizzano delle non precisate particelle particolari, per creare armi e via dicendo. In teoria, gli Oni sarebbero più potenti, uniscono all'uso del sangue un gran potere rigenerativo e forza fisica, anche se rischiano in certi frangenti di perdere completamente il controllo, dando sfogo a una furia omicida cieca in preda al loro potere demoniaco. Tuttavia, rimangono in netto svantaggio, in quanto i Momotariani sono da sempre organizzati in un gruppo armato, e siccome molto più simili agli umani, con la scusa di proteggere le persone hanno imbastito anche conoscenze politiche e militari nell'ordine costituito, che permette loro di muoversi a piacimento, tipo agenti segreti. Gli Oni invece sono costantemente sotto controllo, vengono sistematicamente massacrati senza pietà, allorché qualcuno, anche inconsapevolmente, mostri il proprio potere, fossero donne, vecchi o bambini.
Il protagonista di questa storia, Shiki, ha vissuto inconsapevolmente la sua condizione di Oni, allevato da un padre adottivo che si scoprirà essere un Momotariano disertore che ha rifiutato di uccidere uno Shiki neonato ed è fuggito con lui. Al giorno d'oggi, Shiki ha sedici anni, si comporta da ribelle ed è un appassionato di armi. Scoprirà la sua condizione di Oni, perdendo il controllo, quando un Momotariano che è riuscito a rintracciarli tenta di ucciderlo, ma si salverà grazie al sacrificio di suo padre. Da quel momento il ragazzo viene preso in custodia da un'organizzazione composta da Oni che si batte per nascondere e proteggere tutti quelli della propria specie. Insieme ad altri ragazzi che come lui hanno sangue di Oni viene reclutato in quella che sembra una scuola, in cui impareranno a padroneggiare i propri poteri e a rendersi "soldati" devoti alla causa. Shiki, ribelle per principio, accetta riluttante, col pallino fisso di vendicarsi per la morte di suo padre.
Ecco, tutto questo non è un vero spoiler, perché avviene nella prima di ventiquattro puntate, ed è una premessa scontata ma molto ragionevole nell'aspettarsi uno shonen di tutto rispetto. Ahimè, le buone premesse finiscono qui!
Purtroppo, la storia si districa tra personaggi cliché, storie scontate, lente e che non sembrano mai portare a un accrescimento di una trama verticale che sale di interesse. Tutto è molto piatto, succede poco o nulla di eclatante, tra qualche battaglia, stupide gag atte a mostrare l'interazione tra un gruppo di ragazzi male assortiti e poco approfonditi. A parte un paio di personaggi, il resto sono autentiche macchiette che ripetono sempre le stesse cose, battute, e non fanno mai nulla. Lo stesso protagonista è il classico idiota petulante, buono fino al midollo, tanto da essere scemo, ma che poi è in grado di far cose senza sapere esattamente come fa.
La storia in sé vorrebbe essere l'epica di una saga corposa, ma è piuttosto vuota. Ed è imbarazzante che questa prima stagione sia addirittura composta da ventiquattro episodi, ma non evolve e non approfondisce nulla di questo mondo particolare narrato.
Di per sé questa prima stagione, passando come introduttiva, potrebbe anche avere un senso, ma diventa imbarazzante per le animazioni davvero grottesche messe in scena. Il livello è bassino in generale, ma ci sono momenti in cui le prospettive e le sagome dei personaggi (chissà perché soprattutto femminili) sono di un cringe insopportabile senza motivo. Personaggi sproporzionati cambiano fisionomia senza senso.
Arrivo a dire che la cosa più bella di questo anime è solo la sigla iniziale molto accattivante, per il resto un'occasione buttata alle ortiche.
Onestamente, non mi sento di consigliarlo, perché tecnicamente è un prodotto fatto proprio male senza motivo apparente. Ok, mi ha intrattenuto e non è particolarmente pesante, però ho faticato a non decidere di 'dropparlo'.