Recensione
Serie nata probabilmente sulla scia di Spy X Family, in quanto mostra una famiglia artificiale che tramite un mix di azione e umorismo si dimostrerà una eccezionale famiglia vera.
Nello specifico le avventure di Alma non prendono mai una piega veramente seria, stiamo parlando di un titolo molto leggero che una volta impostato il soggetto prosegue lungo due direttive e mezza: le due principali sono la crescita di Alma come persona grazie all'interazione con gli altri e lo sviluppo del rapporto con i suoi creatori, per poi ficcarci ogni tanto qualche indizio di un possibile innamoramento tra questi ultimi.
Tale materiale, pur non molto originale, in teoria potrebbe comunque bastare per suscitare risate e affetto, ma devo usare il condizionale perché la serie soffre di uno stile narrativo medio-basso che ogni tanto ci azzecca ma quante volte non ci riesce.
I suoi difetti credo siano i seguenti: la trattazione dei personaggi non è un granché, resta assai in superficie, i protagonisti alla fine possono risultare moderatamente simpatici (ma può bastare quando si tratta dei protagonisti?) e solamente nell'ultimo episodio si arriva a tifare per loro come famiglia (con un discorso semplice e comunque adeguato sulla priorità dell'affetto), mentre i comprimari (tranne l'assai arzilla Machina) non dicono nulla, sono semplici tipi variegati (la scienziata pazzoide, la sorella dolce e un po’ stralunata, una riccona eccentrica, la tsundere) messi lì per arricchire il cocktail ma che non riescono a risultare molto coinvolgenti.
L'altro difetto riguarda il dosaggio dei tempi: diverse volte la serie utilizza delle trame dove ben presto si capisce che non ha molto da dire su quei determinati soggetti e quindi si ha l'impressione che la narrazione cominci a girare a vuoto, allunghi tutto per arrivare a riempire il tempo assegnatole, e si salva in corner dalla noia vera e propria solo perché spesso sono microtrame che durano al massimo dieci minuti.
In questa fiera del 'tirato per le lunghe' ci sono anche due episodi che vogliono essere una frecciatina contro il rischio che l'intelligenza artificiale sostituisca la creatività umana e si tratta di un bel concetto, però la serie di Alma non è certo il posto adatto per riflessioni profonde e quindi sono due episodi che ti lasciano giusto con un 'ah, ok',
Il terzo difetto è la mancanza di vitalità nel raccontare: ci sono dei momenti in cui la regia, pur avendo a disposizione un soggetto abbastanza ricco di potenzialità, non riesce a sfruttarlo appieno, presentandoci così una versione spompata di quello che poteva essere un divertente caos demenziale (in tal senso credo che l'esempio migliore sia la seconda storia del 7° episodio).
Bisogna comunque dire che questo difetto non è continuo, in altri casi il buon soggetto viene invece sfruttato piuttosto bene, per questo ci sono alcuni micro-episodi che pur non eccezionali sono davvero divertenti da vedere per la loro demenzialità.
Un altro elemento positivo della serie è la qualità tecnica, di buon livello e senza cali sia per il design che per le animazioni. Le musiche sono gradevoli e in linea col prodotto.
Per concludere Alma-Chan non mi ha fatto proprio impazzire ma non è neppure tutto da buttare, se volete guardatelo pure stando però attenti, in alcuni punti potreste annoiarvi.
Nello specifico le avventure di Alma non prendono mai una piega veramente seria, stiamo parlando di un titolo molto leggero che una volta impostato il soggetto prosegue lungo due direttive e mezza: le due principali sono la crescita di Alma come persona grazie all'interazione con gli altri e lo sviluppo del rapporto con i suoi creatori, per poi ficcarci ogni tanto qualche indizio di un possibile innamoramento tra questi ultimi.
Tale materiale, pur non molto originale, in teoria potrebbe comunque bastare per suscitare risate e affetto, ma devo usare il condizionale perché la serie soffre di uno stile narrativo medio-basso che ogni tanto ci azzecca ma quante volte non ci riesce.
I suoi difetti credo siano i seguenti: la trattazione dei personaggi non è un granché, resta assai in superficie, i protagonisti alla fine possono risultare moderatamente simpatici (ma può bastare quando si tratta dei protagonisti?) e solamente nell'ultimo episodio si arriva a tifare per loro come famiglia (con un discorso semplice e comunque adeguato sulla priorità dell'affetto), mentre i comprimari (tranne l'assai arzilla Machina) non dicono nulla, sono semplici tipi variegati (la scienziata pazzoide, la sorella dolce e un po’ stralunata, una riccona eccentrica, la tsundere) messi lì per arricchire il cocktail ma che non riescono a risultare molto coinvolgenti.
L'altro difetto riguarda il dosaggio dei tempi: diverse volte la serie utilizza delle trame dove ben presto si capisce che non ha molto da dire su quei determinati soggetti e quindi si ha l'impressione che la narrazione cominci a girare a vuoto, allunghi tutto per arrivare a riempire il tempo assegnatole, e si salva in corner dalla noia vera e propria solo perché spesso sono microtrame che durano al massimo dieci minuti.
In questa fiera del 'tirato per le lunghe' ci sono anche due episodi che vogliono essere una frecciatina contro il rischio che l'intelligenza artificiale sostituisca la creatività umana e si tratta di un bel concetto, però la serie di Alma non è certo il posto adatto per riflessioni profonde e quindi sono due episodi che ti lasciano giusto con un 'ah, ok',
Il terzo difetto è la mancanza di vitalità nel raccontare: ci sono dei momenti in cui la regia, pur avendo a disposizione un soggetto abbastanza ricco di potenzialità, non riesce a sfruttarlo appieno, presentandoci così una versione spompata di quello che poteva essere un divertente caos demenziale (in tal senso credo che l'esempio migliore sia la seconda storia del 7° episodio).
Bisogna comunque dire che questo difetto non è continuo, in altri casi il buon soggetto viene invece sfruttato piuttosto bene, per questo ci sono alcuni micro-episodi che pur non eccezionali sono davvero divertenti da vedere per la loro demenzialità.
Un altro elemento positivo della serie è la qualità tecnica, di buon livello e senza cali sia per il design che per le animazioni. Le musiche sono gradevoli e in linea col prodotto.
Per concludere Alma-Chan non mi ha fatto proprio impazzire ma non è neppure tutto da buttare, se volete guardatelo pure stando però attenti, in alcuni punti potreste annoiarvi.