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7.5/10
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Q Hayashida è un'autrice coraggiosa. Ha portato avanti per 18 anni, praticamente in solitudine, un progetto immenso. Il risultato è un'opera lunga, unica e degna di essere ricordata.

In sostanza Dorohedoro è un giallo horror, molto splatter, surreale e ironico. Si svolge in un mondo immaginario diviso in due, una terra verdeggiante e ricca di opportunità, abitata dai maghi, ed una seconda terra prosciugata ed in rovina, abitata dagli umani.

La differenza sostanziale tra umani e maghi sta nella capacità di emettere un fumo nero che è alla base della magia stessa. Umani e maghi hanno un corpo del tutto simile dall'esterno, ma completamente diverso nelle funzioni fisiologhiche. Ovviamente sono possibili figli "mezzo-sangue" così come un chirurgo pazzo cercherà di dare i poteri dei maghi ad un umano particolarmente disperato.

Non mancano le consuete forze sovrannaturali, principalmente demoni, che sono in sostanza l'evoluzione dei maghi, non ti spoilero come e perchè si creino i demoni all'interno di questo mondo perchè è parte integrante della trama.

La sua unicità sta proprio nel mix tra crudeltà inspiegabile e leggerezza scanzonata. I personaggi sembrano serissimi eppure buffi, col cuore infranto eppure sempre in piedi e disposti a fare nuovi incontri e nuove amicizie.

PROBLEMI:
Dorohedoro ha un paio di problemi che ne minano la godibilità: la cura del dettaglio e la determinazione dell'autrice sono encomiabili, ma non riescono ad oltrepassare grossolani errori nel disegno delle fisionomie: i corpi a volte sono giganteschi, a volte sproporzionati, spesso grotteschi. Quest'ultima caratteristica comunque fa spesso dimenticare l'imperizia tecnica, proprio perchè in questo mondo distorto e corrotto sembra tutto sbagliato, indipendentemente dai corpi di chi lo abita.

Resta comunque troppo lungo, la trama sarebbe potuta stare nella metà dei volumi, mantenendo lo stesso valore.

Le tavole sono spesso disegnate a matita e non ripassate, questo nel processo di scansione fa perdere moltissimi dettagli e rende quasi nere molte tavole che in realtà sarebbero probabilmente bellissime... e che purtroppo non riusciamo a vedere in nessuna delle edizioni ad oggi in commercio, perchè troppo nere e senza dettagli visibili.

I "salti dello squalo" non si contano, cioè abbiamo tanti punti in cui la trama evidentemente non regge ma viene portata avanti con qualche stratagemma spesso neppure spiegato o improbabile.

Insomma: opera interessante e degna di nota, consigliabile ai fan dell'horror che vogliono provare una variazione sul tema particolarmente creativa.

PS: geniale la caratterizzazione bambinesca ed ingenua dei demoni, mi ha fatto ricordare il miglior Death Note per l'eleganza con cui l'autrice riesce a portare invita figure mitologiche, sempre sadiche eppure sempre in grado di strappare un sorriso.