Recensione
All Greens
7.0/10
Una città di provincia asfittica, tre famiglie disfunzionali, una scuola senza troppe prospettive: è in questo vuoto che Hidemi, Miruku e Iwakuma sognano una via di fuga. Il piano di fondare un club scolastico per coltivare e spacciare marijuana, a dispetto delle rigide leggi giapponesi sulle droghe, è tanto assurdo quanto inverosimile, ma la disperazione che lo alimenta è tutt’altro che comica. Il regista Koyama — che firma anche sceneggiatura e montaggio — usa l’umorismo corrosivo per raccontare il disagio di chi cresce in provincia, facendo di “All Greens” una commedia di formazione dalla personalità decisamente originale.
Il film ricorda da un lato il tono ironico di “Baby Assassins”, ma senza le acrobazie violente, dall’altro i corto circuiti de “L’erba di Grace”. Vivace e pieno di contraddizioni narrative, riesce a essere più divertente di quanto ci si aspetti. L’umorismo e le situazioni rasentano il grottesco, ma il regista non perde mai di vista l’alienazione autentica dei suoi personaggi.
Il trio protagonista è promosso: Sara Minami, Natsuki Deguchi e Mizuki Yoshida offrono interpretazioni efficaci, energiche e sicure di sé, con presenze sceniche ben distinte e complementari. In particolare, Minami si distingue con una prova notevole, e vale la pena tenerla d’occhio.
Non mancano le incertezze: alcuni passaggi della sceneggiatura risultano forzati e qualche sequenza non funziona del tutto. Ma “All Greens” rimane un racconto di formazione con un cuore inquieto, lontano dalle derive nostalgiche del genere. Con ironia e calore, cattura sogni e ansie adolescenziali senza romanticizzarli.
A tenere insieme il tutto è l’ottima colonna sonora di Zo Zhit dei Dos Monos: la fusione di musica e immagini è uno degli elementi più riusciti del film, capace di amplificare tanto l’energia frenetica quanto il senso di deriva dei personaggi.
Il film ricorda da un lato il tono ironico di “Baby Assassins”, ma senza le acrobazie violente, dall’altro i corto circuiti de “L’erba di Grace”. Vivace e pieno di contraddizioni narrative, riesce a essere più divertente di quanto ci si aspetti. L’umorismo e le situazioni rasentano il grottesco, ma il regista non perde mai di vista l’alienazione autentica dei suoi personaggi.
Il trio protagonista è promosso: Sara Minami, Natsuki Deguchi e Mizuki Yoshida offrono interpretazioni efficaci, energiche e sicure di sé, con presenze sceniche ben distinte e complementari. In particolare, Minami si distingue con una prova notevole, e vale la pena tenerla d’occhio.
Non mancano le incertezze: alcuni passaggi della sceneggiatura risultano forzati e qualche sequenza non funziona del tutto. Ma “All Greens” rimane un racconto di formazione con un cuore inquieto, lontano dalle derive nostalgiche del genere. Con ironia e calore, cattura sogni e ansie adolescenziali senza romanticizzarli.
A tenere insieme il tutto è l’ottima colonna sonora di Zo Zhit dei Dos Monos: la fusione di musica e immagini è uno degli elementi più riusciti del film, capace di amplificare tanto l’energia frenetica quanto il senso di deriva dei personaggi.