Recensione
The Sickness Unto Love
7.0/10
Un timido studente appena arrivato in una nuova scuola si innamora della ragazza più popolare della classe: premessa classica del seishun eiga, il film adolescenziale giapponese per eccellenza. Ma Hiroki Ryuichi, presenza fissa al Far East Film Festival, non ha alcuna intenzione di restare nei confini del genere.
Il suicidio del bullo Akira non è che l’inizio: qualcosa non va in questo microcosmo giovanile, e i personaggi non sono affatto quello che sembrano. Il film, che per certi versi ricorda “Suicide Club”, è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Shasendo Yuki, e trasforma una storia d’amore sentimentale in un’indagine spietata sulla crudeltà che i giovani riescono a infliggersi e a infliggere agli altri, spesso con la stessa naturalezza con cui scorrono uno schermo.
Hiroki conosce bene i territori dell’eros e della perdizione, e li percorre senza compiacimento: la regia è asciutta, i corpi dei giovani attori restituiscono fragilità e innocenza, e la sceneggiatura procede inesorabile fino a un epilogo amarissimo.
Un film problematico che usa la grammatica del romance per arrivare dove il romance di solito si rifiuta di guardare: nella zona d’ombra tra manipolazione, solitudine e desiderio di scomparire.
Il suicidio del bullo Akira non è che l’inizio: qualcosa non va in questo microcosmo giovanile, e i personaggi non sono affatto quello che sembrano. Il film, che per certi versi ricorda “Suicide Club”, è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Shasendo Yuki, e trasforma una storia d’amore sentimentale in un’indagine spietata sulla crudeltà che i giovani riescono a infliggersi e a infliggere agli altri, spesso con la stessa naturalezza con cui scorrono uno schermo.
Hiroki conosce bene i territori dell’eros e della perdizione, e li percorre senza compiacimento: la regia è asciutta, i corpi dei giovani attori restituiscono fragilità e innocenza, e la sceneggiatura procede inesorabile fino a un epilogo amarissimo.
Un film problematico che usa la grammatica del romance per arrivare dove il romance di solito si rifiuta di guardare: nella zona d’ombra tra manipolazione, solitudine e desiderio di scomparire.