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È un film sulla solitudine di un anziano vedovo alle prese con le vicissitudini della vita e sul coraggio di continuare a lottare. Ha venduto il suo appartamento ed è pronto a partire per il Canada dal figlio maschio. L’unica cosa che non riesce a cedere è la sua amata vecchia Mercedes color champagne, ultimo legame con la moglie defunta e con una vita che non tornerà.
I dissapori con i figli e l’incontro con una potenziale acquirente transgender scompiglieranno i suoi piani, e Hock sarà costretto a fare i conti con sé stesso e con il suo passato.

Il titolo cinese significa “vecchio e sgangherato”, un sottile doppio senso riferito sia all’auto che all’uomo, che dice molto sull’intelligenza silenziosa del film. Lim Kay Tong è in scena quasi ogni minuto, portando avanti il film con stanchezza rassegnata, lampi di intelligenza e qualche momento di burbero umorismo.
La regia di Jeremy Lau evoca la solitudine di Singapore con immagini diurne dai contrasti smorzati e interni dalle ombre nette.

Il difetto principale è che, a tratti, il ritmo indugia un po’ troppo, con una recitazione rigida e alcune scelte di dialogo non sempre convincenti.
Ma nel penultimo atto, Hock e Junie danno vita a uno scontro drammaturgico tra due anime fragili e perdute che colpisce nel profondo.