Disgaea 7 Vows of the Virtueless - Recensione

Il ritorno del più folle degli strategici!

di Revil-Rosa

L'enorme produzione giapponese nel mondo dell'intrattenimento ha ormai abituato il mondo alle storie più stravaganti e ai design più esagerati, delineando un panorama che non solo può definirsi uno dei più prolifici e variegati al mondo, ma che perseverando nella sua unicità ha finito per delineare una sua identità unica e fortemente riconoscibile: lo stile anime. Ridurre la produzione giapponese ad anime e manga è riduttivo e al limite dell'offensivo per una cultura ricca e affascinante come quella giapponese, ma è indubbio che – nel mondo dell'intrattenimento – sono i cartoni animati ciò che più saltano all'occhio tra colori sgargianti, forme grottesche e tematiche piuttosto fantasiose.
 

Se esagerato, stravagante e kawaii sono tre elementi chiave della magia anime, la software house Nippon Ichi Software si può di certo definire un pilastro di tale stile e fin dalla Playstation 1 ha proposto peculiari storie, alcune delle quali tra l'altro sono state riproposte di recente, raggiungendo poi la notorietà con quella che è poi diventata la loro serie di punta: Disgaea. Tenere vivo l'interesse dopo 7 capitoli non è facile, soprattutto quando si parte da un genere affermato come quello degli strategici a scacchiera unito ad un twist che si può solamente descrivere come "esageratamente assurdo", aspetto che ha dato una forte personalità a Disgaea sia lato gameplay che lato narrativo, alzando l'asticella sempre più in alto ad ogni capitolo, arrivando ad un Disgaea 6 con un level cap massimo di 99999999... ma se non apprezzassimo l'esagerato e l'assurdo non saremmo qui a seguire con passione le opere giapponesi, no?

Storie di demoni sparse per infiniti Mondi, dopo gli ultimi due capitoli incentrati su viaggi e vendette, la settima avventura di Disgaea vede un ritorno ai vecchi ritmi e si concentra su un unico Netherworld a tema Giappone feudale.

Negli inferi esistono un'infinità di Netherworld, mondi a sé stanti dalle regole e peculiarità più disparate, ma ciò che accomuna questi strabilianti luoghi sono i suoi abitanti: i demoni. I demoni sono esseri potenti, egoisti e meschini, malvagi per natura, sono pronti a tutto pur di ottenere ciò che vogliono, ricorrendo all'inganno o alla forza. Nel mare di mondi demoniaci esiste un Netherworld a dir poco peculiare chiamato Hinomoto, un luogo dove i suoi abitanti seguono una rigida disciplina: il bushido. Le onorevoli imposizioni del bushido sembrano andare contro i principi basi dei demoni, ma i guerrieri di Hinomoto sono fieri della propria dottrina e si sono guadagnati una certa fama... fino a che un giorno non è arrivato Opener, un potentissimo demone che ha distrutto le fondamenta di Hinomoto e rivoluzionato la sua filosofia. Il bushido è stato destituito, i fieri guerrieri sono ora ridotti a schiavi senza onore e lo shogun non è che una marionetta che pensa solo a divertirsi mentre i suoi tredici Magistrati di fiducia fanno i proprio interesse, come i demoni quali sono.
 
La gaijin arriva in Giappone su Disgaea 7

La giovane Pirilika, CEO di una potente multinazionale nonché otaku sfegatata di Hinomoto, si reca nel Netherworld dei suoi sogni pronta a mangiare sushi e a salutare stoici samurai, ma rimane molto delusa quando scopre che non c'è più traccia delle antiche tradizioni. Non passa molto dal suo arrivo che Pirilika incontra Fuji, un samurai decaduto e sommerso di debiti con lo stato che detesta il bushido e inganna la ingenua ragazza portandola ad assumerlo come guardia del corpo in cambio di una cifra folle, la stessa richiesta dallo shogunato nei suoi confronti. Pronta a riportare Hinomoto ai fasti di un tempo, Pirilika inizia il suo viaggio per il più orientale dei Netherworld rivelando le oscure trame che lo hanno portato alla rovina, entrando in contatto con numerose stravaganti personalità che donano colore e personalità al mondo e rivelando che le vicende coinvolgono il gruppo in modo molto più personale di quanto non sembrasse all'inizio.

Dialoghi esilaranti, eventi stravaganti conditi con citazioni e assurdità di ogni genere sono il marchio di fabbrica della serie e Disgaea 7 riesce alla perfezione in questo, divertendo genuinamente il giocatore dall'inizio alla fine con battute sagaci e personaggi irriverenti. Se in un primo momento si è portati a pensare ad una certa affinità con Disgaea 3, dove però al posto dei valori scolastici invertiti si ritrova una rivisitazione ribaltata del bushido, terminati i primi capitoli diventa chiaro che le mire del settimo capitolo sono ben più ambiziose della mera comicità. Con Disgaea 7 la casa ha dimostrato di aver ben colto i "problemi" dei precedenti capitoli riuscendo ad imbastire una storia allo stesso tempo epica e comica senza la necessità di ripescare dai propri stessi stereotipi, anzi, delineandone di nuovi.
 
Disgaea 7 le mosse speciali sono spettacolari

Se lo shogun festaiolo Yeyasu può inizalmente apparire come una rivisitazione del leggendario Axel da Disgaea 2 – ripescato poi in Disgaea 4 e che in un certo senso vede le sue radici spirituali in Alexander da Makai Kingdom – per la sua stupidità e l'attaccamento alla fama, già dalle prime battute appare chiaro come la matrice alla base del personaggio sia radicalmente diversa da quella del (auto proclamato) Dark Hero. Il protagonista Fuji non è né il più carismatico dei protagonisti della serie né il più peculiare, ma riesce alla perfezione nel suo ruolo di collante per gli altri protagonisti e alla fine Disgaea 7 riesce nella ardua impresa di far brillare tutti i suoi personaggi, dando loro il giusto spazio e dignità senza farli scadere nella mera formula capitolo-personaggio per poi relegarli a battute di contorno, come in un certo senso accadeva a Disgaea 6.

Lo stesso discorso vale solo a metà per gli antagonisti perché la scelta di usare personaggi generici con palette uniche per dare volto ad avversari con una certa rilevanza narrativa è una decisione che ci è parsa dettata dal risparmio economico e non dalla funzionalità. Avere unità generiche come "nemici importanti" non è una novità per la serie, ma la rilevanza nella trama di tali figure negli altri capitoli era minima mentre qui invece no ed è innegabile che – per quanto accattivanti siano i design dei personaggi generici – sia difficile prendere sul serio i discorsi o le battaglie di boss che sono tali e quali alle nostra unità secondarie. Il punto più basso lo si raggiunge con il rivale del protagonista che, per quanto estremamente marginale lato narrativo, ci appare letteralmente con le sembianze di Void Dark, antagonista di Disgaea 5, solo con i colori invertiti. Forse tale gestione voleva dare maggiore dignità alle unità generiche, ma a nostro avviso il risultato finale è decisamente poco accattivante.
 
Disgaea 7 le mappe sono belle da vedere

Il gameplay della serie è rimasto pressoché sempre lo stesso da Disgaea 2 e ogni nuovo capitolo si è visto aggiungere o togliere features più o meno particolari, ma mai nulla di realmente stravolgente, se non giusto per dinamiche apprezzabili solo ai livelli più alti, dal post game in poi. Data la grande similitudine tra un capitolo e l'altro non è sbagliato affermare che se è piaciuto un Disgaea allora piaceranno di certo anche tutti gli altri, ma il map design e le features uniche di Disgaea 7 lo rendono senza dubbio uno dei più apprezzabili, se non addirittura il migliore. Sulla base di uno strategico a scacchiera a turni, in Disgaea il giocatore può chiamare in campo fino a 10 unità contemporaneamente pescando dalla sua base. Ogni personaggio ha un suo set di abilità che dipendono dalla sua classe, abilità con l'arma in uso o semplicemente dal livello e può usarle liberamente in battaglia consumando SP per colpire, curare, potenziare o depotenziare alleati e avversari.

A rendere peculiare lo strategico di NIS sono le potenzialità tendenti all'infinito di personalizzazione e potenziamento di oggetti e personaggi, sebbene l'eleganza di tale sistema si apprezzi per lo più ai livelli più alti, Disgaea 7 offre una personalizzazione molto alta già dopo la prima manciata di capitoli, ovvero quando si iniziano a sbloccare un po' più di classi – i personaggi generici che rimpolperanno le nostre fila accompagnando i protagonisti – e le numerose funzionalità extra come l'iconico Item World, una modalità che permette di entrare negli oggetti affrontando mappe procedurali ricche di misteri, pericoli e tesori unici. Le numerose opzioni tipiche della serie vengono sbloccate capitolo dopo capitolo in automatico oppure vanno sbloccate manualmente attraverso la Dark Assembly, ma se anche è vero che i neofiti potrebbero rimanere un po' disorientati dalla quantità di opzioni e modalità disponibili, è altrettanto vero che queste vengono introdotte poco alla volta e sono sempre accompagnate da una rapida introduzione che ne esplcita funzionamento e potenzialità. Da notare inoltre che il sitema di Quest invoglia il giocatore a provare un po' tutto anche se la quantità di missioni e la mancanza di filtri rende difficile tenere traccia di ciò che si ha in corso, se non giusto quando si hanno effettivamente completato gli obiettivi.
 
Disgaea 7 cita anime e manga per gag davvero divertenti

Oltre a tutto lo stravagante pacchetto che farà sentire a casa i fan della serie, ciò che più salta all'occhio ai veterani è il map design: le mappe sono più grandi dei precedenti capitoli e richiedono al giocatore una certa strategia nell'affrontarle, soprattutto se si decide di non abusare dell'Item World per potenziare eccessivamente i propri personaggi. Un buon utilizzo della meccanica di Lancio è fondamentale su Disgaea 7 per completare gli stage in modo rapido e ottenere così tutti i premi del livello, ora non più sbloccabili accumulando punti con lunghe combo, bensì completando obiettivi specifici diversi per ogni mappa.

Come negli altri capitoli, i personaggi umani possono "prendere" un compagno, muoversi tenendolo in braccio e poi lanciarlo a N caselle di distanza. E' possibile prendere personaggi che a loro volta ne hanno già presi altri creando delle piramidi umane da srotolare per la mappa, coprendo così lunghe distanze in un solo turno... anche se questo porta a sparpagliare il gruppo, rischiando di vedere i propri personaggi cadere sotto gli attacchi ripetuti dei numerosi nemici. I personaggi "mostro" fungono da jolly perché non possono "predere" altri personaggi, ma se si lancia qualcuno su di loro, questo atterrerà un certo numero di caselle più avanti. Le mappe possono quindi essere viste come dei piccoli puzzle che il giocatore può strategicamente risolvere in modo elegante oppure – alla maniera dei demoni – distruggere brutalmente con la forza bruta.
 
Disgaea 7 offre molte features

Altre aggiunte di rilievo in Disgaea 7 sono ovviamente la Jumbification e la Hell Mode, entrambe opzioni offensive utilizzabili dopo aver riempito l'apposita barra in combattimeto. La prima opzione permette di rendere gigante un proprio personaggio per un certo numero di turni, conferendo bonus passivi diversi a seconda della classe che coinvolgono amici, nemici o entrambi. La Jumbification risulta particolarmente divertente perché è utilizzabile anche dai nemici e può ribaltare le sorti dello scontro in positivo o in negativo, aggiungendo una valida opzione strategica che copre tutto il campo: un personaggio gigante può lanciare un potente colpo ad area raggiungendo potenzialmente tutta la mappa.

La Hell Mode è uno status in cui possono entrare solo i protagonisti principali e dura una manciata di turni, esattamente come la Vengeance Mode di Disgaea 5 anche se purtroppo non è accompagnata dalle variazioni estetiche tanto apprezzate nel quinto capitolo. La Hell Mode conferisce poteri speciali unici ai protagonisti, come ad esempio incrementare il loro raggio d'attacco, e permette loro di lanciare una potente mossa speciale. Come non citare poi la Reincarnation, meccanica cardine della serie che permette di (appunto) reincarnare un personaggio in una nuova classe – possibilmente di rango superiore alla precedente – facendolo tornare a livello 1 ma aumentando i suoi parametri base. Ripetendo questo processo si possono forgiare dei personaggi potentissimi e su Disgaea 7 questa meccanica è stata ampliata anche agli oggetti, offrendo una ulteriore opzione di potenziamento, ma che – come anche la Reincarnation per i personaggi – diventa necessaria solo per il post game. Menzione d'onore inoltre per le varie modalità extra che si trovano durante il Nethertourism, modalità che permette muoversi in una area visitata durante la storia, oppure che si scoprono casualmente mentre ci si aggira per l'Item World.
 
Disgaea 7 recensione

La grafica 3D è da sempre il tallone d'achille delle produzioni Nippon Ichi Software e la scelta presa con Disgaea 6 di abbandonare le bellissime sprite HD introdotte con Disgaea 4 prosegue purtroppo anche su Disgaea 7, rivelandosi migliorata rispetto al precedente capitolo ma comunque ben lontana da ciò che ci si aspetterebbe da un titolo moderno. La maggiore fluidità dei movimenti e l'ottimo design di Takehiko Harada rende piacevole l'impatto visivo sia in battaglia che, soprattutto, nelle presentazioni con immagini statiche dove è possibile apprezzare i coloratissimi disegni in tutto il loro splendore. Lo stile esageratemente grottesco dell'autore, insieme alla direzione narrativa stravagante, dona grande personalità alla serie e in questo settimo capitolo si riconferma il suo tratto kawaii, ma chi davvero brilla su Disgea 7 è il comparto musicale curato – come sempre – da Tempei Sato il quale si vede costretto ad uscire dalla propria comfort zone per evocare le atmosfere da Giappone feudale per un risultato davvero piacevole che mantiene fede ai canoni della serie, ma con la ventata di aria fresca di cui aveva bisogno.

GIUDIZIO FINALE

La serie Disgaea nasce per un target molto specifico: gli amanti degli strategici a scacchiera che non vedono l'ora di dare fondo alle proprie malate fantasie di personalizzazione, arrivando a potenziare all'inverosimile la propria squadra con combinazioni a dir poco diaboliche. La serie neltempo si è evoluta perdendo quella sua patina così spartana e, sebbeno sia ancora possibile potenziare in modo assurdo i propri personaggi, ora è solo il postgame che richiede un'attenzione maniacale alla gestione del party. Disgaea 7 prosegue quindi la strada imboccata dai precedenti capitoli e non richiede grinding eccessivo o combinazioni folli per completare la storia principale, anzi, tutte le opzioni di potenziamento sono ottimi modi per potenziare la propria squadra in modo vario, veloce e divertente. La storia principale offre ritmi e difficoltà simili a molti altri strategici, il postgame invece metterà a dura prova la conoscenza delle meccaniche, costringendo il giocatore a studiare a fondo come superare le difficilissimi missioni.
Disgaea 7 è un validissimo strategico a scacchiera, un esponente unico nel suo genere sia lato narrativo, nel quale risulta decisamente irriverente, che lato gameplay dove mette a disposizione del giocatore approcci e opzioni decisamente originali. Dunque se si è anche solo lontanamente incuriositi dal genere, Disgaea è una serie che va provata e Disgaea 7 è un ottimo capitolo dal quale iniziare nonché uno dei più divertenti per i veterani.

Gioco testato su Playstation 5.

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