Recensione
Recensione di Johnny Ryuko
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Vado dritto al punto: You and I are Polar Opposites è la commedia romantica della stagione.
I miei due centesimi li ho lanciati sul tavolo, il mio lavoro qui è finito.
Scherzi a parte - al solito occhio perché LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER da qui in avanti - sarà un'opinione parziale, perché mi riservo un secondo giudizio questa estate, quando arriverà la seconda stagione, già annunciata. Ipotizzo anche che chiuderà la storia perché questa prima stagione ha coperto esattamente metà del manga, per mia sorpresa piuttosto breve e anche pubblicato in Italia. Purtroppo non l'ho letto ma sono invogliato al recupero.
Non mi dilungherò molto sulla trama perché, se leggete queste righe, avrete probabilmente già visto l'anime. Devo ammettere che all'inizio il titolo non mi ispirava granché ma, visti i giudizi positivi pressoché unanimi, gli ho dato una chance e il respiro diverso rispetto a molte delle romcom contemporanee si apprezza nell'immediato.
Ho un mio metro di giudizio su questo genere, è anche uno di quelli che più seguo nonostante tante cialtronate, basta dare un'occhiata alle mie altre recensioni/valutazioni. Polar Opposites lo reputo, se non allo stesso livello, appena un gradino sotto ottime opere quali Dangers in my heart, My dress-up darling, Insomniacs after school. Commedie senza dubbio, tanto romantiche, ma scritte bene, con personaggi "intelligenti", coerenza narrativa, sviluppo, protagonisti di spessore e personaggi secondari di pari livello.
Tutti elementi presenti anche in Polar Opposites. Che opera anche un piccolo cambiamento rispetto allo standard: la coppia nasce subito, al primo episodio. Una gal casinara e un tipo serioso ma solo apparentemente introverso non sono il massimo della novità. Miyu però è si appariscente ma anche insicura e inesperta nelle relazioni sentimentali, mentre Yusuke è tutt'altro che timido. È lui infatti che coglie i segnali - chiamalo scemo - e prende l'iniziativa. Di lì non è proprio tutta discesa, perché i due ci vanno fin troppo piano per certe cose e anche all'ultimo episodio vedere che si imbarazzano per piccolezze è tenero ma un pizzico ridondante. Insomma c'è un progresso tra i due, anche se abbastanza lento, ma confido che nella seconda stagione si acceleri. È questo l'unico difetto, se vogliano, della serie. Come detto però in ottima proseguo della storia a stretto giro di boa, risulta veniale. Il gradino successivo sembra proprio dietro l'angolo.
L'anime ha il suo grande punto di forza in due elementi strettamente collegati: i compagni di classe che ruotano attorno alla - oserei definire solo sulla carta - coppia principale e le tematiche che introducono. Taira e Azuma ci raccontano della pesante insicurezza e invidia della felicità altrui di lui, e della disillusione nei confronti della vita di lei. In particolare Azuma risulta parecchio sfaccettata: ha già avuto diversi ragazzi ma senza alcun coinvolgimento emotivo ed è stata delusa anche a causa di intrecci sentimentali dalla sua vecchia compagnia delle scuole medie. Da una parte sembra farsi scivolare queste delusioni addosso, dall'altra i focus su di lei evidenziano come in realtà non si fidi di nessuno e accetti una certa socialità, almeno all'inizio, per questioni di comodo. Eppure Taira la fa ridere, in un modo o nell'altro, con la sua goffaggine e le sue considerazioni sibilline ma anche profonde. Di grande rilevanza il dialogo mentre attendono il treno, quando Taira le sottolinea che non merita e non dovrebbe accettare di farsi trattare in un certo modo, per esempio dagli ex annoiati che ogni tanto le scrivono con un unico scopo. Tra i due si crea una strana chimica e di questo se ne accorge spesso proprio Miyu che li guarda di sottecchi.
L'altra "couple in the making" è quella formata da Yamada e Nishi. Yamada è un ragazzo semplice e sincero, viene presentato un po' come il buffone della classe. Eppure è abbastanza sicuro delle sue azioni e, quando nota Nishi, compagna di un'amica di lui e timida a livelli patologici - non è una esagerazione -, frequentante un'altra classe, prova subito ad avere un'interazione, a stabilire un contatto. Ma lo fa, dopo un primo approccio diretto, forse in maniera anche inconscia, con estrema delicatezza. L'istinto gli suggerisce di non forzare la mano - i giapponesi già ci vanno piano negli anime, figuriamoci - ma passo dopo passo Nishi si apre, fino all'appuntamento dell'ultimo episodio. Lei è un personaggio tenerissimo, che soffre di un'ansia sociale di un grado abbastanza alto. Fa fatica a interagire con gli estranei, figuriamoci con i ragazzi. Tant'è che in prima battuta si pone una domanda non scontata: sono interessata a Yamada perché lui si interessa a me solo perché è stato il primo? Un ragazzo sarebbe valso l'altro? È una riflessione tutt'altro che banale, perché porta lo scegliere di frequentarsi - qui siamo agli albori ma nella prossima stagione è lecito immaginarsi passi avanti - a un livello successivo.
Faccio una parentesi critica. Molte romcom a mio avviso, nel formare la o le coppie, fanno il cosiddetto salto della quaglia. Si passa dal gesto estemporaneo allo scoprirsi innamorati dell'altra persona. Polar Opposites, così come Dangers, My dress-up..., Insomniacs e poche altre commedie di questo genere - e qui si capisce perché invece su certi titoli anche mainstream il mio giudizio è tranchant -, pongono l'accento sulle personalità dei protagonisti in ballo. Non c'è solo il vuoto gesto, non esiste solo l'azione palese (l'impegno a scuola, nello sport, nell'attività di famiglia), si guarda soprattutto alla motivaizone del gesto, al detto ma anche al non detto, a come certe emozioni scivolano fuori e lasciano qualche indizio che l'altro interpreta. Verosimiglianza è la parola chiave. Non realismo a tutti i costi, parliamo pur sempre di anime. Ma tante romcom incensate che non cito perché è inutile, non voglio scatenare flame, sono prive di questo elemento.
Che invece in Polar Opposites è ben presente. È infatti evidente la cura con la quale i personaggi e le dinamiche tra di loro sono state scritte, badando a quei dettagli solo all'apparenza insignificanti che creano appunto verosimiglianza rispetto alle relazioni tra adolescenti, anche in un'ottica di coppia.
You and I are Polar Opposites, con leggerezza, affronta in maniera anche molto diretta argomenti spinosi. Alcuni li ho già citati. Quello principe nelle primissime battute e poi proseguito in una certa misura da Taira, che ne è palese vittima, è quello del prestigio sociale e del giudizio altrui. La stessa Miyu viene sfiorata dal dubbio di come gli altri possano prendere il suo rapporto con Yusuke: lei è una ragazza popolare, lui è un po' un individuo ombra nell'ambiente di classe. Quando però comprende che, chi per lei conta davvero, gli amici più stretti, fanno il tifo per la coppia, il dilemma ha il destino che merita: evapora perché non si pone. Come detto invece Taira ne è un po' il portavoce, fa fatica a capacitarsi dei due fidanzati e si stranisce della sempre più frequente interazione che ha con Azuma. Vedremo se riuscirà a guarire dalla sua distorta mentalità, ma dato il tono della serie, le prospettive sono buone. A proposito di questo tema, è chiave un ragionamento fatto da Yusuke durante gli episodi della gita: il ragazzo si dice contento della sua "nuova" vita, con una ragazza e nuovi amici, ma non era scontento del pregresso, non era infelice. Da solo o quasi, come era prima, si trovava anche bene, a Yusuke piacciono entrambe le versioni di se stesso. Si va quindi oltre il classico introverso e isolato che di punto in bianco viene travolto dalla baldoria della comitiva, un altro tassello non scontato.
Non mi spertico oltre, l'avrete già capito. You and I are Polar Opposites è una romcom intelligente, con un buon ritmo, ben scritta, che ha nella coralità e nello spessore degli argomenti trattati i suoi punti di forza. Tecnicamente si difende molto bene, sia nelle animazioni che nelle musiche. Devo d'obbligo sottolineare la qualità della sigla di apertura, realizzata in tecnica mista, senza dubbio una delle migliori degli ultimi tempi per creatività, regia e montaggio. Sarebbe una serie da 8/8+, metto un 8,5 sulla fiducia, nella speranza di un'ottima seconda metà, per la quale dobbiamo attendere davvero poco, luglio è dietro l'angolo.
I miei due centesimi li ho lanciati sul tavolo, il mio lavoro qui è finito.
Scherzi a parte - al solito occhio perché LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER da qui in avanti - sarà un'opinione parziale, perché mi riservo un secondo giudizio questa estate, quando arriverà la seconda stagione, già annunciata. Ipotizzo anche che chiuderà la storia perché questa prima stagione ha coperto esattamente metà del manga, per mia sorpresa piuttosto breve e anche pubblicato in Italia. Purtroppo non l'ho letto ma sono invogliato al recupero.
Non mi dilungherò molto sulla trama perché, se leggete queste righe, avrete probabilmente già visto l'anime. Devo ammettere che all'inizio il titolo non mi ispirava granché ma, visti i giudizi positivi pressoché unanimi, gli ho dato una chance e il respiro diverso rispetto a molte delle romcom contemporanee si apprezza nell'immediato.
Ho un mio metro di giudizio su questo genere, è anche uno di quelli che più seguo nonostante tante cialtronate, basta dare un'occhiata alle mie altre recensioni/valutazioni. Polar Opposites lo reputo, se non allo stesso livello, appena un gradino sotto ottime opere quali Dangers in my heart, My dress-up darling, Insomniacs after school. Commedie senza dubbio, tanto romantiche, ma scritte bene, con personaggi "intelligenti", coerenza narrativa, sviluppo, protagonisti di spessore e personaggi secondari di pari livello.
Tutti elementi presenti anche in Polar Opposites. Che opera anche un piccolo cambiamento rispetto allo standard: la coppia nasce subito, al primo episodio. Una gal casinara e un tipo serioso ma solo apparentemente introverso non sono il massimo della novità. Miyu però è si appariscente ma anche insicura e inesperta nelle relazioni sentimentali, mentre Yusuke è tutt'altro che timido. È lui infatti che coglie i segnali - chiamalo scemo - e prende l'iniziativa. Di lì non è proprio tutta discesa, perché i due ci vanno fin troppo piano per certe cose e anche all'ultimo episodio vedere che si imbarazzano per piccolezze è tenero ma un pizzico ridondante. Insomma c'è un progresso tra i due, anche se abbastanza lento, ma confido che nella seconda stagione si acceleri. È questo l'unico difetto, se vogliano, della serie. Come detto però in ottima proseguo della storia a stretto giro di boa, risulta veniale. Il gradino successivo sembra proprio dietro l'angolo.
L'anime ha il suo grande punto di forza in due elementi strettamente collegati: i compagni di classe che ruotano attorno alla - oserei definire solo sulla carta - coppia principale e le tematiche che introducono. Taira e Azuma ci raccontano della pesante insicurezza e invidia della felicità altrui di lui, e della disillusione nei confronti della vita di lei. In particolare Azuma risulta parecchio sfaccettata: ha già avuto diversi ragazzi ma senza alcun coinvolgimento emotivo ed è stata delusa anche a causa di intrecci sentimentali dalla sua vecchia compagnia delle scuole medie. Da una parte sembra farsi scivolare queste delusioni addosso, dall'altra i focus su di lei evidenziano come in realtà non si fidi di nessuno e accetti una certa socialità, almeno all'inizio, per questioni di comodo. Eppure Taira la fa ridere, in un modo o nell'altro, con la sua goffaggine e le sue considerazioni sibilline ma anche profonde. Di grande rilevanza il dialogo mentre attendono il treno, quando Taira le sottolinea che non merita e non dovrebbe accettare di farsi trattare in un certo modo, per esempio dagli ex annoiati che ogni tanto le scrivono con un unico scopo. Tra i due si crea una strana chimica e di questo se ne accorge spesso proprio Miyu che li guarda di sottecchi.
L'altra "couple in the making" è quella formata da Yamada e Nishi. Yamada è un ragazzo semplice e sincero, viene presentato un po' come il buffone della classe. Eppure è abbastanza sicuro delle sue azioni e, quando nota Nishi, compagna di un'amica di lui e timida a livelli patologici - non è una esagerazione -, frequentante un'altra classe, prova subito ad avere un'interazione, a stabilire un contatto. Ma lo fa, dopo un primo approccio diretto, forse in maniera anche inconscia, con estrema delicatezza. L'istinto gli suggerisce di non forzare la mano - i giapponesi già ci vanno piano negli anime, figuriamoci - ma passo dopo passo Nishi si apre, fino all'appuntamento dell'ultimo episodio. Lei è un personaggio tenerissimo, che soffre di un'ansia sociale di un grado abbastanza alto. Fa fatica a interagire con gli estranei, figuriamoci con i ragazzi. Tant'è che in prima battuta si pone una domanda non scontata: sono interessata a Yamada perché lui si interessa a me solo perché è stato il primo? Un ragazzo sarebbe valso l'altro? È una riflessione tutt'altro che banale, perché porta lo scegliere di frequentarsi - qui siamo agli albori ma nella prossima stagione è lecito immaginarsi passi avanti - a un livello successivo.
Faccio una parentesi critica. Molte romcom a mio avviso, nel formare la o le coppie, fanno il cosiddetto salto della quaglia. Si passa dal gesto estemporaneo allo scoprirsi innamorati dell'altra persona. Polar Opposites, così come Dangers, My dress-up..., Insomniacs e poche altre commedie di questo genere - e qui si capisce perché invece su certi titoli anche mainstream il mio giudizio è tranchant -, pongono l'accento sulle personalità dei protagonisti in ballo. Non c'è solo il vuoto gesto, non esiste solo l'azione palese (l'impegno a scuola, nello sport, nell'attività di famiglia), si guarda soprattutto alla motivaizone del gesto, al detto ma anche al non detto, a come certe emozioni scivolano fuori e lasciano qualche indizio che l'altro interpreta. Verosimiglianza è la parola chiave. Non realismo a tutti i costi, parliamo pur sempre di anime. Ma tante romcom incensate che non cito perché è inutile, non voglio scatenare flame, sono prive di questo elemento.
Che invece in Polar Opposites è ben presente. È infatti evidente la cura con la quale i personaggi e le dinamiche tra di loro sono state scritte, badando a quei dettagli solo all'apparenza insignificanti che creano appunto verosimiglianza rispetto alle relazioni tra adolescenti, anche in un'ottica di coppia.
You and I are Polar Opposites, con leggerezza, affronta in maniera anche molto diretta argomenti spinosi. Alcuni li ho già citati. Quello principe nelle primissime battute e poi proseguito in una certa misura da Taira, che ne è palese vittima, è quello del prestigio sociale e del giudizio altrui. La stessa Miyu viene sfiorata dal dubbio di come gli altri possano prendere il suo rapporto con Yusuke: lei è una ragazza popolare, lui è un po' un individuo ombra nell'ambiente di classe. Quando però comprende che, chi per lei conta davvero, gli amici più stretti, fanno il tifo per la coppia, il dilemma ha il destino che merita: evapora perché non si pone. Come detto invece Taira ne è un po' il portavoce, fa fatica a capacitarsi dei due fidanzati e si stranisce della sempre più frequente interazione che ha con Azuma. Vedremo se riuscirà a guarire dalla sua distorta mentalità, ma dato il tono della serie, le prospettive sono buone. A proposito di questo tema, è chiave un ragionamento fatto da Yusuke durante gli episodi della gita: il ragazzo si dice contento della sua "nuova" vita, con una ragazza e nuovi amici, ma non era scontento del pregresso, non era infelice. Da solo o quasi, come era prima, si trovava anche bene, a Yusuke piacciono entrambe le versioni di se stesso. Si va quindi oltre il classico introverso e isolato che di punto in bianco viene travolto dalla baldoria della comitiva, un altro tassello non scontato.
Non mi spertico oltre, l'avrete già capito. You and I are Polar Opposites è una romcom intelligente, con un buon ritmo, ben scritta, che ha nella coralità e nello spessore degli argomenti trattati i suoi punti di forza. Tecnicamente si difende molto bene, sia nelle animazioni che nelle musiche. Devo d'obbligo sottolineare la qualità della sigla di apertura, realizzata in tecnica mista, senza dubbio una delle migliori degli ultimi tempi per creatività, regia e montaggio. Sarebbe una serie da 8/8+, metto un 8,5 sulla fiducia, nella speranza di un'ottima seconda metà, per la quale dobbiamo attendere davvero poco, luglio è dietro l'angolo.