Recensione
Alita Mars Chronicle
6.5/10
Oltre dieci anni per arrivare alla conclusione di un'opera che ha sinceramente lasciato il segno (Alita), con 11 volumetti pieni di flashback sempre più inutili di sempre più personaggi di cui non si sentiva il bisogno... dimenticando completamente il tema dell'interiorità della protagonista (di cui l'opera porterebbe anche il nome)... ecco tutto questo e molto altro mi ha deluso.
Ma andiamo per punti, perchè è importante prendersi il tempo per analizzare quello che probabilmente sarà l'ultimo sforzo di Yukito Kishiro prima della pensione.
Le tavole sono il punto di forza dell'opera. Il tratto che sui fondali si ispira a Moebius così come alla prima fantascienza del novecento, nei personaggi ammicca a Tezuka ed ai manga di inizio duemila. Lo stile di Kishiro riesce a unire un po' tutta la storia del manga e rimane percepibile in tutta l'opera, che rimane piacevole da guardare fino alla fine.
I punti positivi però si fermano qui perchè la trama è disordinata, piena di personaggi che appaiono e scompaiono senza traccia...non ultima la versione adulta di Alita che aveva concluso Last Order che torna su Marte per ritrovare le sue radici e si trova invece coinvolta in un combattimento con Erica, una specie di sorella acquisita, di cui scopriremo molto nel resto dell'opera.
Mars Chronicle è un progetto lungamente atteso e desiderato che si conclude con un clamoroso buco nell'acqua per tutti e tutte le fan che hanno amato Alita negli ultimi 35 anni.
**Spoiler da qui in avanti**
Per spiegare il motivo della mia insoddisfazione devo entrare nel dettaglio della trama.
Erica è la protagonista indiscussa dell'opera, vedremo infatti la sua completa caratterizzazione a partire dalla sua prima famiglia, per passare alla lunga sequenza di persone che le vogliono bene e che in qualche modo la adottano. Vediamo il suo carattere evolvere e solidificarsi una specie di maschera manipolatoria, senza mai capire fino in fondo l'invidia che da adulta riserva ad Alita. In questo senso c'è il primo buco importante che non verrà mai colmato nell'opera.
Il rapporto tra Alita ed Erica non è veramente analizzato, Erica sembra voler bene ad Alita eppure Alita è troppo piccola e succube per esplicitare qualche tipo di emozione a riguardo, in un certo senso Alita sembra una specie di robottino senza emozioni, questo fatto, per un fan di vecchia data di Alita risulta particolarmente difficile da digerire. Alita era quella che ama Hugo, che poi diventa matura e conosce Figura 4... quella che sa costruire relazioni e vivere una propria vita con alti e bassi. Alita è quella che si preoccupa quando vede Daisuke che gira armato per la città di notte... Non troviamo nessuna di queste emozioni nel non-carattere di Alita bambina (Yoko) che compare su Marte.
Il tema di Marte è importante perchè Kishiro crea un intero mondo fatto di creature simili agli dei che hanno l'obiettivo di mantenere in salute la volta artificiale che mantiene l'aria del pianeta. In correlazione a questi individui sono presenti fazioni non ben inquadrate di signori della guerra, di cui sentiremo parlare ma che non si vedranno mai. Oltre alle fazioni di Marte verremo a conoscenza di alcuni dettagli sulla struttura dell'universo, tutto molto simile alle trame di Gundam all'interno del sistema solare coi pianeti che combattono per il predominio sulla galassia, ma senza arrivare ad una comprensione che leghi veramente i personaggi alle loro azioni.
Il protagonista maschile è in sostanza lo zio di Alita, Muster, un personaggio controverso e caotico liberamente ispirato al conte di Montecristo e che si vuole vendicare del male subito in una vita di stenti e dei tradimenti subiti. Erica viene plasmata dalla vita con Das, Alita resta invece piuttosto amorfa e assente per tutto il tempo.
Nel rarissimo numero 6 scopriamo finalmente l'origine di Alita, in sostanza lei è un tumore. Cresce sul corpo della sorella di Das e viene isolata e impiantata nel corpo di un robot. Scopriremo quindi che questo Mask Tumor in realtà potrebbe essere l'ennesima evoluzione del genere umano in qualcosa di differente, che ha bisogno della tecnologia per continuare ad evolvere, esattamente come la disciplina marziale del Panzer Kunst, di cui sentiamo parlare per tutta l'opera ma che non vediamo mai veramente concretizzarsi in qualche tipo di insegnamento filosofico. In sostanza il Panzer Kunst consente di "menare come se non ci fosse un domani" nei modi più disparati. Il valore etimologico o spirituale è completamente assente, scopriamo quindi che tutti i misteri di cui abbiamo solo sentito accennare per Alita e Last Order in realtà... non hanno nulla alla loro base.
Leggeremo dei fondatori del Panzer Kunst, apprendendo che in realtà erano cannibali, in quello che al numero 10 risulta in tutto e per tutto come il "salto dello squalo" definitivo, un salto così alto e improbabile da far invidia a Fonzie.
Per concludere l'opera va letta, per completezza riguardo ad una serie storica che ha influenzato il manga moderno, purtroppo la lettura non darà il piacere che ci si sarebbe aspettati dal maestro Kishiro.
Ma andiamo per punti, perchè è importante prendersi il tempo per analizzare quello che probabilmente sarà l'ultimo sforzo di Yukito Kishiro prima della pensione.
Le tavole sono il punto di forza dell'opera. Il tratto che sui fondali si ispira a Moebius così come alla prima fantascienza del novecento, nei personaggi ammicca a Tezuka ed ai manga di inizio duemila. Lo stile di Kishiro riesce a unire un po' tutta la storia del manga e rimane percepibile in tutta l'opera, che rimane piacevole da guardare fino alla fine.
I punti positivi però si fermano qui perchè la trama è disordinata, piena di personaggi che appaiono e scompaiono senza traccia...non ultima la versione adulta di Alita che aveva concluso Last Order che torna su Marte per ritrovare le sue radici e si trova invece coinvolta in un combattimento con Erica, una specie di sorella acquisita, di cui scopriremo molto nel resto dell'opera.
Mars Chronicle è un progetto lungamente atteso e desiderato che si conclude con un clamoroso buco nell'acqua per tutti e tutte le fan che hanno amato Alita negli ultimi 35 anni.
**Spoiler da qui in avanti**
Per spiegare il motivo della mia insoddisfazione devo entrare nel dettaglio della trama.
Erica è la protagonista indiscussa dell'opera, vedremo infatti la sua completa caratterizzazione a partire dalla sua prima famiglia, per passare alla lunga sequenza di persone che le vogliono bene e che in qualche modo la adottano. Vediamo il suo carattere evolvere e solidificarsi una specie di maschera manipolatoria, senza mai capire fino in fondo l'invidia che da adulta riserva ad Alita. In questo senso c'è il primo buco importante che non verrà mai colmato nell'opera.
Il rapporto tra Alita ed Erica non è veramente analizzato, Erica sembra voler bene ad Alita eppure Alita è troppo piccola e succube per esplicitare qualche tipo di emozione a riguardo, in un certo senso Alita sembra una specie di robottino senza emozioni, questo fatto, per un fan di vecchia data di Alita risulta particolarmente difficile da digerire. Alita era quella che ama Hugo, che poi diventa matura e conosce Figura 4... quella che sa costruire relazioni e vivere una propria vita con alti e bassi. Alita è quella che si preoccupa quando vede Daisuke che gira armato per la città di notte... Non troviamo nessuna di queste emozioni nel non-carattere di Alita bambina (Yoko) che compare su Marte.
Il tema di Marte è importante perchè Kishiro crea un intero mondo fatto di creature simili agli dei che hanno l'obiettivo di mantenere in salute la volta artificiale che mantiene l'aria del pianeta. In correlazione a questi individui sono presenti fazioni non ben inquadrate di signori della guerra, di cui sentiremo parlare ma che non si vedranno mai. Oltre alle fazioni di Marte verremo a conoscenza di alcuni dettagli sulla struttura dell'universo, tutto molto simile alle trame di Gundam all'interno del sistema solare coi pianeti che combattono per il predominio sulla galassia, ma senza arrivare ad una comprensione che leghi veramente i personaggi alle loro azioni.
Il protagonista maschile è in sostanza lo zio di Alita, Muster, un personaggio controverso e caotico liberamente ispirato al conte di Montecristo e che si vuole vendicare del male subito in una vita di stenti e dei tradimenti subiti. Erica viene plasmata dalla vita con Das, Alita resta invece piuttosto amorfa e assente per tutto il tempo.
Nel rarissimo numero 6 scopriamo finalmente l'origine di Alita, in sostanza lei è un tumore. Cresce sul corpo della sorella di Das e viene isolata e impiantata nel corpo di un robot. Scopriremo quindi che questo Mask Tumor in realtà potrebbe essere l'ennesima evoluzione del genere umano in qualcosa di differente, che ha bisogno della tecnologia per continuare ad evolvere, esattamente come la disciplina marziale del Panzer Kunst, di cui sentiamo parlare per tutta l'opera ma che non vediamo mai veramente concretizzarsi in qualche tipo di insegnamento filosofico. In sostanza il Panzer Kunst consente di "menare come se non ci fosse un domani" nei modi più disparati. Il valore etimologico o spirituale è completamente assente, scopriamo quindi che tutti i misteri di cui abbiamo solo sentito accennare per Alita e Last Order in realtà... non hanno nulla alla loro base.
Leggeremo dei fondatori del Panzer Kunst, apprendendo che in realtà erano cannibali, in quello che al numero 10 risulta in tutto e per tutto come il "salto dello squalo" definitivo, un salto così alto e improbabile da far invidia a Fonzie.
Per concludere l'opera va letta, per completezza riguardo ad una serie storica che ha influenzato il manga moderno, purtroppo la lettura non darà il piacere che ci si sarebbe aspettati dal maestro Kishiro.