In occasione della pubblicazione occidentale, attesa quasi tre anni, di The Legend of Heroes: Trails into Reverie, proporre una retrospettiva sulla saga sembrava doveroso. Questo articolo si prefigge lo scopo di ripercorrere tutte le tappe più importanti della saga creata dal Falcom, evitando di entrare troppo nel dettaglio con eventi spoiler, illustrando inoltre la disponibilità dei capitoli per determinate piattaforme e da quale eventualmente partire, così da avere un quadro il più completo possibile per approcciarsi al franchise.
 
Le origini

The Legend of Heroes affonda le sue radici nel 1989 ed è una serie che, similmente a quanto accadrà con Persona, nasce dalla costola di un più anziano franchise. Il primo capitolo, datato 1989, porta il nome di Dragon Slayer, la pioneristica serie sviluppata da Nihon Falcom che dal 1984 aveva generato quattro videogiochi. Al contrario del precedente Dragon Slayer IV: Drasle Family (1987), che era un RPG d’azione con visuale laterale, Dragon Slayer: The Legend of Heroes si presenta come un RPG a turni e una più comune esplorazione con visuale dall’alto, scelta dettata evidentemente dal successo su console di Dragon Quest di Enix e Final Fantasy di Squaresoft, distinguendosi in tal modo anche quella che sarà l’altra serie di punta della casa, ovvero Ys. In The Legend of Heroes si seguono le gesta di un principe bambino, costretto, a causa di un’invasione di mostri, ad abbandonare il suo regno; per Falcom, tuttavia, i mostri non sono più la minaccia principale di un mondo che attende solo di essere salvato, bensì divengono un mezzo del Barone Ackdam di turno per usurpare il trono e prendere il potere.
 
The Legend of Heroes III: Prophecy of the Moonlight Witch


Nel 1992, Nihon Falcom pubblica Dragon Slayer: The Legend of Heroes II, espandendo ulteriormente la componente narrativa con una storia che vede come protagonista il figlio degli eroi del primo capitolo. Tuttavia, è stato solo nel 1996 che la serie ha ottenuto un vero riconoscimento con l'uscita di The Legend of Heroes III: Prophecy of the Moonlight Witch, introducendo una narrativa più incentrata sui personaggi e perfezionando ulteriormente le meccaniche di gioco, ponendo così delle solide basi per il futuro della serie. Un giovane studente universitario si innamorò di questo RPG creando un fansite a esso dedicato, armato di passione e coraggio farà poi domanda per entrare in Falcom, scoprendo con suo stupore che in azienda conoscevano il suo sito, che decise di assumerlo; il suo nome era Toshihiro Kondo, attuale presidente di Falcom, che ha più volte espresso la volontà di riportare Prophecy of the Moonlight Witch e il resto della trilogia Garghav sui sistemi moderni. In questo periodo, l’azienda assume anche un altro neolaureato che in futuro farà molto parlare di sé, al quale vengono affidate alcune delle prime introduzioni animate dello studio: il suo nome è Makoto Shinkai, che inizia a prendere confidenza con i tool dell’animazione digitale proprio in Falcom, prima di debuttare, qualche anno dopo, con il suo mediometraggio La Voce delle Stelle. Falcom omaggerà il suo ex dipendente, divenuto un regista di fama internazionale, tramite una citazione cinematografica in The Legend of Heroes: Kuro no Kiseki, il prossimo capitolo ambientato nella nazione di Calvard, ispirata agli Stati Uniti d’America e dunque patria del cinema.
 
Inizia la saga di Zemuria
 
The Legend of Heroes Trails in the Sky


Conclusa la trilogia Garghav con The Legend of Heroes V: A Cagesong of Ocean (1999), passeranno ben cinque anni prima che veda la luce un nuovo capitolo della serie. Pubblicato nel 2004 come The Legend of Heroes VI: Sora no Kiseki in Giappone, Trails in the Sky sancisce l'inizio della saga di Zemuria e dell'intera serie Trails/Kiseki in corso ancora oggi. La storia segue le gesta di Estelle Bright e di suo fratello adottivo Joshua, che si mettono in viaggio nel loro paese di Liberl per diventare membri a tutti gli effetti dei bracer, un'organizzazione multinazionale non governativa che agisce per mantenere la pace e proteggere i civili. Durante il viaggio i due apprendisti bracer vengono coinvolti in una serie di complotti che hanno come scopo il rovesciamento della monarchia. Per buona parte della sua durata il ritmo di Trails in the Sky tende ad essere lento, con poche virate narrative, ma questa scelta permette al giocatore di esplorare il mondo e approfondire i personaggi, andando a valorizzare così quei momenti in cui effettivamente accade qualcosa di inaspettato. Inizia a delinearsi, dunque, un metodo di realizzare i JRPG che sarà marchio di fabbrica della serie, caratterizzato da una scrittura dei dialoghi, anche quelli apparentemente meno importanti, scrupolosa, un worldbuilding curato nei minimi dettagli e un sistema di gioco tradizionale ma al contempo peculiare, profondo ma anche intuitivo, composto da missioni secondarie che determinano il grado di bracer con relative ricompense, un cast di personaggi sempre variegato e combattimenti a turni dalla spiccata componente strategica.
Tutto questo però ha un costo, l’enorme mole di testo di questi giochi diventa presto un macigno per i publisher interessati a portare la serie in occidente; la trilogia Garghav viene pubblicata da Bandai per il sistema PSP in maniera disastrosa, non solo nell’ordine sbagliato (A Tear of Vermillion, Moonlight Witch, Song of the Ocean) ma soprattutto con una traduzione superficiale e piena di errori, una delle peggiori mai concepite. Qualche anno prima, in seguito alla fusione tra Square e Enix nel 2003, alcuni ex staffer della dismessa divisione Square USA si erano messi in proprio fondando un nuovo publisher chiamato Xseed Games, successivamente acquistato da AQ Interactive (poi Marvelous). Questa nuova realtà stringe l’accordo con Falcom per la pubblicazione sia di Ys che di The Legend of Heroes e la qualità delle localizzazioni migliora sensibilmente, ma di contro i tempi si dilatano, il primo Trails in the Sky uscirà in Europa per PSP solo nel 2011, per il 2° si dovrà attendere il 2015 e per il terzo addirittura il 2017, solo per PC, visto che ormai la portatile Sony era bella che in pensione.
 
The Legend of Heroes: Trails in the Sky the 3rd


Trails in the Sky the 3rd è un gioco unico nella serie, abbandona il setting dei due capitoli precedenti e vede protagonista Kevin Graham, un agente speciale del Gralsritter, un ordine all'interno della Chiesa Septiana che ha il compito di dare la caccia ai manufatti magici. Sei mesi dopo gli eventi di Trails in the Sky: Second Chapter, Kevin si trova nello spazio aereo dell'Impero di Erebonia, proprio nel bel mezzo di una missione per la Chiesa. Dopo la riuscita della missione, ritorna alla sua nave e riceve immediatamente un'altra richiesta: dovrà indagare sul il Cubo Recluso, un manufatto recuperato dal fondo del lago Valeria, nel regno di Liberl, dove incontra Ries Argent, sua vecchia conoscenza. Durante le loro indagini, il cubo si attiva e trasporta Kevin e Ries in una misteriosa dimensione parallela chiamata Phantasma, composta da un grande dungeon pieno di pietre sigillate che contengono volti familiari dei primi due giochi, ii quali si uniscono a Kevin e Ries nei loro sforzi per trovare una via d'uscita da Phantasma. La dimensione contiene anche delle Porte contenenti minigiochi o storie aggiuntive dedicati ai personaggi secondari; tale struttura di gioco è stata effettivamente fonte di ispirazione per il più recente Trails into Reverie, con il suo Reverie Corridor.
 
The Legend of Heroes: Trails to Azure


A dispetto dei ritardi accumulati in occidente, la produzione in patria di Falcom non si ferma e tra il 2010 e il 2011 vengono pubblicati Zero no Kiseki e Ao no Kiseki, i primi realizzati direttamente per console, ovvero la PSP. Tre mesi dopo gli eventi di The Legend of Heroes: Trails in the Sky 3rd lo scenario di sposta nella città stato di Crossbell, da decenni contesa tra le due potenze del continente: l’Impero di Erebonia e la Repubblica di Calvard. Qui il diciottenne Lloyd Bannings, guadagnatosi la licenza di detective, viene assegnato alla Special Support Section (SSS), una sezione del dipartimento di polizia di Crossbell formata di recente con il compito di svolgere attività di supporto alla popolazione, in modo del tutto simile alle attività delle gilde dei Bracers, la cui reputazione ha soppiantato quella della polizia. Lloyd viene quindi messo a capo di un piccolo gruppo formato da Elie McDowell, l’erede di una dinastia politica, Randy Orlando, ex soldato costantemente di buon umore, e Tio Plato, giovane ma geniale ragazza esperta di informatica. Partendo dal basso e indagando caso per caso, Lloyd, che mostra fin da subito spiccate abilità investigative, spera di ottenere informazioni e fare luce sulla morte di suo fratello, avvenuta qualche anno prima, le indagini porteranno la SSS a scoprire che sotto la superficie della metropoli si celano oscuri segreti. A causa dei ritardi accumulati per la localizzazione dei giochi precedenti, Trails from Zero e Trails to Azure verranno sacrificati dal publisher Xseed e rimarranno inediti fino al 2022, quando sarà NIS America a portarli in occidente nelle loro versioni rimasterizzate, andando finalmente a coprire un importante buco narrativo per la serie.
 
Venti di guerra tra i banchi di scuola


Nel 2013 arriva il turno di Trails of Cold Steel, con PlayStation Vita quale prima piattaforma di sviluppo e il totale passaggio della serie alle tre dimensioni. In seguito alla “Rivoluzione di Orbal” (una vera e propria Rivoluzione industriale), l'Impero Ereboniano ha visto crescere il suo potere economico, tecnologico e militare. Ciò però ha portato all’arricchimento e alla formazione nuove e potenti famiglie, la cui ascendenza ha iniziato a minacciare le quattro grandi nobili casate (Kaien, Albarea, Rogner, e Higharms), dando vita ad un clima di movimento riformista, con il cancelliere Giliath Osborne quale figura di spicco, appoggiato dagli alti ranghi militari. Mentre molti vedono questa nuova classe di cittadini una forza positiva di cambiamento in Erebonia, altri sono diventati diffidenti nei confronti di Osborne e della sua continua militarizzazione dell'impero. Con le crescenti tensioni tra i sostenitori di entrambe le parti, il futuro di Erebonia è incerto.
 

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel



Tra le certezze figura però la storica Accademia Militare Thors, fondata oltre duecento anni fa dall’ imperatore Dreichels Reise Arnor, un prestigioso luogo di addestramento per giovani provenienti da tutto l’impero che hanno come obiettivo quello di essere reclutati nel potente esercito imperiale. La struttura scolastica si compone di cinque classi suddivise in base allo status sociale degli studenti (Classi I e II per i nobili, classi III, IV e V per i comuni), tuttavia il giovane Rean Schwarzer, al suo arrivo all’Accademia, viene assegnato alla misteriosa Classe VII, la quale si compone, per la prima volta nella storia dell’istituto, da studenti provenienti da ogni ceto sociale. Armati dei più moderni ARCUS Orbment, che conferiscono loro sofisticate tecniche di combattimento, e sottoposti ad addestramenti sul campo, i nove studenti della Classe VII dovranno superare i loro conflitti e gli ostacoli di un primo anno, ricco di eventi, che non dimenticheranno facilmente. Ma è solo il preludio di qualcosa di più grande.

Immergendoci in un contesto accademico-militare, tra addestramenti e missioni fuori porta, Trails of Cold Steel ci rende testimoni dei cambiamenti che sta attraversando l’impero di Erebonia e con esso il continente tutto, le cui tensioni scaturiranno in una guerra civile che avrà l’effetto di scardinare le vecchie classi nobiliari in favore di un potere militare sempre più centralizzato. Dopo che nei due archi precedenti, ambientati a Liberl e Crossbell, Erebonia ci era stata descritta dall’esterno come il più classico degli imperi minacciosi, la saga di Trails of Cold Steel ci catapulta direttamente al suo interno, ci fa conoscere il suo popolo e i suoi strati sociali, attraverso questa intuizione di una Classe VII formata da comuni e da nobili, ed è questa abilità di cambiare costantemente il nostro punto di vista uno dei maggiori pregi della saga ideata da Falcom. Il protagonista Rean alla fine diventa a sua volta mentore e istruttore di una nuova, altrettanto carismatica Classe VII, ma il periodo di pace è destinato a durare poco, l’annessione di Crossbell prima e dell’Ambria settentrionale poi, non sono che il preludio a quella che sarà una delle pagine più buie dell’Impero, in cui si muovono nell’ombra i Jaeger e la società segreta di Ouroboros; nel luglio del 1206, con l’attentato all’imperatore Eugent Reise Arnor III, lo scontro tra le due superpotenze del continente sembra ormai ad un passo, ma fortunatamente, i piani orditi da Ouroboros e Gnomes per il Grande Crepuscolo, non giungono al loro completo compimento grazie agli sforzi congiunti tra i bracer di Liberl, la Special Support Section di Crossbell e i membri delle Classi VII.

The Legend of Heroes: Trails of Darkness

Il futuro

Il prossimo capitolo della saga ci porterà a Calvard, culla della civiltà zemuriana, oggi nazione cosmopolita, in costante attrito con Erebonia ma afflitta anche da numerosi problemi interni, tra un crescente clima anti-immigrazione, una corruzione dilagante e la presenza di organizzazioni criminali come il Culto D∴G, che aveva qui le sue logge, oggi apparentemente sradicate, e il clan mafioso di provenienza orientale Heiyue. Il 22° presidente di Calvard Samuel Rocksmith, che abbiamo visto alla Zemuria Trade Conference in Trails to Azure, ha un’aria decisamente meno minacciosa del Cancelliere Giliath Osborne, ma è un politico esperto che non si fa scrupoli di ricorrere a metodi discutibili, come servirsi del mafioso Cao Lee per svolgere lavori sporchi al di fuori dei confini nazionali. La sua politica populista e la debolezza dimostrata nei confronti di Erebonia gli sono comunque costate le ultime elezioni, Roy Gramheart, fondatore del partito patriottico, ha ora preso il suo posto come 23° presidente di Calvard, una figura di cui sappiamo ancora poco, se non per la sua apparizione in Trails into Reverie; l’agente della Intelligence di Erebonia, Lechter Arundel, lo considera molto più astuto e pericoloso del suo predecessore. Il nuovo presidente riesce a ottenere un cospicuo risarcimento da Erebonia per i disordini causati con l’operazione Jormungandr, grazie al quale Calvard sperimenta un nuovo slancio economico. In un angolo della città di Edith, un giovane noto come Van Arkride lavora come Spriggan, un misto tra un cacciatore di taglie e un detective, nel suo Arkride Solution Office. Un giorno, Van viene avvicinato da Agnes Claudel, una studentessa delle superiori nonché figlia di Roy Gramheart. Questa chiede il suo aiuto per trovare un tipo di sfera chiamata Oct-Genesis, l'ultima creazione del suo defunto bisnonno Claude Epstein, uno dei più grandi scienziati della storia.
 
Il prossimo capitolo di The Legend of Heroes ci porterà a Calvard


Ci aspettiamo un annuncio della pubblicazione occidentale di The Legend of Heroes: Kuro no Kiseki, da parte di NIS America, in tempi relativamente brevi, con proiezione di uscita verso il 2024. Prima di allora però sarà il turno di The Legend of Nayuta: Boundless Trails, previsto per il prossimo 22 settembre. Uscito originariamente su PSP una decina di anni fa, Nayuta no Kiseki è un capitolo che presenta un gameplay differente dai The Legend of Heroes, essendo un action molto più simile a Ys, ed è apparentemente scollegato dalla saga di Zemuria, ma i fan si sono già dilettati a scovare riferimenti e teorizzare eventuali collegamenti nella lore.
Per un neofita, in definitiva, qual è il modo migliore per approcciarsi a questa serie? Appurato che la lunghezza di questi giochi e la mancanza dell’italiano sono due ostacoli non da poco, per una fetta di giocatori (motivo per cui nelle nostre latitudini questa serie non raggiunge la fama di un Persona, Fire Emblem o Tales), partire dal primo Trails in the Sky sarebbe ovviamente preferibile, ma anche Trails of Cold Steel è un buon entry point, a patto poi di recuperare i restanti prima dei capitoli più avanzati. È invece sconsigliato partire da Trails from Zero e soprattutto dal più recente Trails into Reverie, i quali richiedono una conoscenza maggiore degli avvenimenti che li precedono e dei suoi personaggi. Su PC è possibile acquistare tutti i capitoli della saga di Zemuria in versione digitale, tra GoG e Steam, PlayStation 4 ne conta sette su dieci ed è la piattaforma da preferire per chi ama collezionarli in versione fisica, oltre ad essere compatibili con PlayStation 5. A Nintendo Switch mancano invece, oltre agli Sky, i primi due Cold Steel distribuiti da Xseed, per un totale di cinque (dunque metà saga), ed è di conseguenza la terza scelta, ma Falcom si è aperta a questa piattaforma solo negli ultimi anni. Il Giappone è da qualche tempo un mercato in forte contrazione, a causa della crisi demografica e di altri fattori, le vendite occidentali saranno sempre più di vitale importanza per compagnie come Falcom, come già dimostrato da Gust e Atlus. Con la speranza che i problemi che hanno impedito ai Trails una pubblicazione regolare siano ormai alle spalle, l’auspicio per il futuro sono tempi di attesa più brevi per le localizzazioni e un impegno costante nella loro promozione, solo così questa serie potrà attrarre un numero sempre maggiore di appassionati al di fuori del Giappone.
 
The Legend of Nayuta: Boundless Trails