Recensione
Do You Like Big Girls?
8.5/10
Recensione di HakMaxSalv92
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Introduzione e sinossi
Un cortometraggio semplice, ma dalla potenza narrativa intrigante, coinvolgente, suadente e affascinante. Una situation-comedy o romantic comedy che si preannuncia intensa, vibrante, stimolante e appassionante. Il tutto basato su una semplice dicotomia che rimane uno dei motivi narrativi preferiti da tutti e che non smette mai di sorprendere, anzi rimane uno dei principali sempreverdi (o evergreen, se preferite) di tutti i tempi. Ma non divaghiamo: facciamo la conoscenza di Tachibana Sota, sua sorella Kaoru e la squadra di pallavolo femminile della scuola da loro frequentata. Già a una prima vista le componenti della squadra dimostrano di avere un sex-appeal da paura, e tra queste spicca niente poco di meno che Hasegawa Ayano, vecchia conoscenza e fiamma del nostro amico, la quale prova a "riaccendere" la passione tra lei e il nostro amico.
Grafica
La grafica sembra essere inizialmente caratterizzata da disegni ruvidi e porosi per le scene degli incontri, pur essendoci già una certa luminosità, come a voler sottolineare l'iniziale "pudicizia" del rapporto che si viene creare. La luminosità si esprime al massimo nella fase finale, cioè nella scena madre. Qui i disegni e i colori vengono esaltati al massimo del loro potenziale anche attraverso il ricorso di primi piani, che servono a focalizzare l'attenzione sui dettagli importanti. La grafica, come nella maggior parte degli anime e dei manga, punta sul concetto di kalokagathia, cioè l'insieme di "bello e buono”, ovvero quell'ideale di perfezione fisica, morale, spirituale tramandatoci dall'antica Grecia e precisamente dai Sofisti, al quale si cerca di puntare e/o anelare.
Colonna sonora
La colonna sonora è molto variegata, leggermente stereotipata, per la presenza dei classici motivetti, ma questo non rappresenta un problema. Questi sono sapientemente alternati in sincronia con le singole scene, e ognuna presenta una buona dose di pathos e intensità. Le sonorità sono delicate, suadenti, ma anche giocose e divertenti, per meglio enfatizzare sia gli sketch comici sia quelli più intimi, qui ben bilanciati e alternati tra di loro.
Messaggi
I messaggi principali che scaturiscono da questo cortometraggio sono diversi e collegati tra di loro. Il primo messaggio è che l'amore non guarda alla differenza di taglia e/o di misure. Il secondo messaggio è che chi ha la forza, la pazienza, la costanza, la dedizione di accettare, sopportare, tollerare e aspettare dimostra di avere un potere che trascende le apparenze, e che riesce a conquistare prima sé stesso e poi anche gli altri.
Giudizio finale
Un piccolo spaccato di vita che ci ricorda che il mondo è bello, perché è diverso, e che ogni persona è unica nel suo modo di pensare, essere, parlare, agire, e che questa diversità è una ricchezza. L'unica pecca sta nel fatto che questa serie è composta di un solo episodio; sarebbe stato meglio se fosse stata composta di almeno quattro, cinque episodi, in modo tale da permettere di descrivere meglio gli stati d'animo e i ricordi dei personaggi, in modo tale da creare più situazioni di pathos. Ma va bene anche così.
Voto finale: 8,5
Un cortometraggio semplice, ma dalla potenza narrativa intrigante, coinvolgente, suadente e affascinante. Una situation-comedy o romantic comedy che si preannuncia intensa, vibrante, stimolante e appassionante. Il tutto basato su una semplice dicotomia che rimane uno dei motivi narrativi preferiti da tutti e che non smette mai di sorprendere, anzi rimane uno dei principali sempreverdi (o evergreen, se preferite) di tutti i tempi. Ma non divaghiamo: facciamo la conoscenza di Tachibana Sota, sua sorella Kaoru e la squadra di pallavolo femminile della scuola da loro frequentata. Già a una prima vista le componenti della squadra dimostrano di avere un sex-appeal da paura, e tra queste spicca niente poco di meno che Hasegawa Ayano, vecchia conoscenza e fiamma del nostro amico, la quale prova a "riaccendere" la passione tra lei e il nostro amico.
Grafica
La grafica sembra essere inizialmente caratterizzata da disegni ruvidi e porosi per le scene degli incontri, pur essendoci già una certa luminosità, come a voler sottolineare l'iniziale "pudicizia" del rapporto che si viene creare. La luminosità si esprime al massimo nella fase finale, cioè nella scena madre. Qui i disegni e i colori vengono esaltati al massimo del loro potenziale anche attraverso il ricorso di primi piani, che servono a focalizzare l'attenzione sui dettagli importanti. La grafica, come nella maggior parte degli anime e dei manga, punta sul concetto di kalokagathia, cioè l'insieme di "bello e buono”, ovvero quell'ideale di perfezione fisica, morale, spirituale tramandatoci dall'antica Grecia e precisamente dai Sofisti, al quale si cerca di puntare e/o anelare.
Colonna sonora
La colonna sonora è molto variegata, leggermente stereotipata, per la presenza dei classici motivetti, ma questo non rappresenta un problema. Questi sono sapientemente alternati in sincronia con le singole scene, e ognuna presenta una buona dose di pathos e intensità. Le sonorità sono delicate, suadenti, ma anche giocose e divertenti, per meglio enfatizzare sia gli sketch comici sia quelli più intimi, qui ben bilanciati e alternati tra di loro.
Messaggi
I messaggi principali che scaturiscono da questo cortometraggio sono diversi e collegati tra di loro. Il primo messaggio è che l'amore non guarda alla differenza di taglia e/o di misure. Il secondo messaggio è che chi ha la forza, la pazienza, la costanza, la dedizione di accettare, sopportare, tollerare e aspettare dimostra di avere un potere che trascende le apparenze, e che riesce a conquistare prima sé stesso e poi anche gli altri.
Giudizio finale
Un piccolo spaccato di vita che ci ricorda che il mondo è bello, perché è diverso, e che ogni persona è unica nel suo modo di pensare, essere, parlare, agire, e che questa diversità è una ricchezza. L'unica pecca sta nel fatto che questa serie è composta di un solo episodio; sarebbe stato meglio se fosse stata composta di almeno quattro, cinque episodi, in modo tale da permettere di descrivere meglio gli stati d'animo e i ricordi dei personaggi, in modo tale da creare più situazioni di pathos. Ma va bene anche così.
Voto finale: 8,5