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Testu

Piattaforma: Windows --- Voto 7,5
Rigiocato qualche anno fa per poter fare tutta la saga di fila. Che dire, un umorismo piacevolmente demenziale, ben dosato, una differenza audio tra gioco e video migliorabile nonostante gli aggiustamenti manuali, animazioni in gioco altalenanti, con qualche imprecisione sparsa nella presa degli oggetti, che vedono talvolta Rufus voltarsi senza motivo. Gli enigmi di combinazione/uso sono sopra la media, mentre qualche minigioco potrebbe risultare persino seccanti, ma per i meno pazienti vi è la possibilità di saltarli.

Il protagonista, Rufus, è senza dubbio una canaglia egocentrica, ma contrariamente alla prima volta che giocai questo capitolo, ciò non mi diede più fastidio e col tempo, nel suo tirarsela costantemente, il deponiano risulta tutto sommato buffo. Goal, la bella Elysiana invece è per ora abbastanza contenuta come ruolo e data la sua peculiare costituzione fisica si avverte come un personaggio tutto da scoprire.

Il doppiaggio è di buon livello, affidato a veterani riconoscibili, di cui è comprensibile qualche riciclo in scenette secondarie. Ben caratterizzati in generale i personaggi e ben pensata l'iconografia, che li rende riconoscibili e gradevoli. La segretaria del sindaco, grazie alla forte voce del doppiatore Aldo Stella strappa inevitabilmente un sorriso. Da segnalare la simpatica implementazione accessoria, in tutta la trilogia, del dualshock per le esplosioni e gli infortuni più rilevanti. La trama si svolgerà in tre ambientazioni, ma il tempo dedicato alla prima, cioè la città di Kuvaq sarà, vuoi per minor confidenza col gioco, vuoi per una esplorabilità più ramificata, avvertibilmente maggiore rispetto alle altre aree a seguire.

Riguardo la storia, il velo di differenza sociale dietro tutti gli eventi è tutt'altro che originale, ma il suo contesto e il suo essere trattata molto alla lontana riesce a non farla avvertire come minestra riscaldata. Si può dire che l'obbiettivo finale viene messo da parte per gran parte del tempo. Il finale è un po forzato ma fa desiderare un seguito facendo rimanere qualche domanda nel giocatore, mantenendo quel tipico sapore di incertezza dovuto alla sua natura in più capitoli.