logo GamerClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

"Sakura Spirit" è una visual novel ecchi per PC, uscita nel 2014.
Il gioco presenta due importanti differenze dalla maggior parte delle visual novel che ogni anno vengono prodotte. La prima è che, pur avendone lo stile, la novel non è affatto giapponese, ma è invece un prodotto americano, realizzato da sceneggiatori e disegnatori statunitensi.
La seconda è che il gioco non ha scelte da fare che modificano la storia. Infatti, una delle componenti distintive delle visual novel giapponesi è la possibilità di influenzare la storia raccontata effettuando particolari scelte, che portano spesso a diversi finali. In "Sakura Spirit" questa componente non c'è. Solo alla fine viene data al giocatore la possibilità di una scelta, ma l'impatto sulla storia è quasi nullo, e il finale è comunque unico.

La storia ha per protagonista un ragazzo di nome Takahiro Gushiken, un liceale che presto parteciperà a un torneo di judo scolastico. Mentre si reca a pregare per il successo e la buona fortuna in un piccolo tempio fuori città, finisce misteriosamente in un altro mondo. Takahiro si ritrova in un antico villaggio giapponese, anche se non capisce bene di che periodo. Mentre cerca di capire cosa è successo, viene coinvolto subito nella lotta tra due ragazze guardie del villaggio contro due spiriti volpe, anche esse di fattezze femminili. Dopo varie vicende, il protagonista capisce che questo mondo simile al Giappone antico è abitato anche da alcuni spiriti, e che l'unico modo che ha per tornare nel suo mondo è quello di compiere la missione che gli è stata affidata: trovare un modo per fermare le battaglie tra umani e spiriti e farli convivere pacificamente.

Il gioco quindi è una vera "novel", dato che, oltre a leggere, il giocatore non può fare altro, se non limitarsi a cliccare con il mouse per scorrere il testo. Il gameplay si riduce solo a questo, e pertanto è privo di qualunque tipo di difficoltà. Non ci sono finali extra da sbloccare, o chissà che altro, e nessuna capacità particolare è richiesta al "giocatore". Si legge e si clicca, e si arriva presto alla fine, dato che comunque la storia è abbastanza corta. Ci vogliono circa due ore e mezza, al massimo tre ore per arrivare ai titoli di coda.
Il fattore "rigiocabilità" è nullo. Una volta arrivato alla fine non ci sono motivi per ricominciare, se non per guardare a cosa porta l'altra possibilità nell'unica scelta che è possibile effettuare, ma basta salvare in quel momento per evitare di rileggere tutto dall'inizio.
La storia è molto semplice e anche abbastanza banale, così come i personaggi decisamente stereotipati. Potrebbe essere anche una cosa voluta, dato che il gioco si rifà allo stile giapponese, sfruttandone consapevolmente alcuni cliché, ma alla fine rimane lo stesso la sensazione di una sorta di copia mal riuscita.

Per quel che riguarda la parte audio, il gioco è privo di voci, ci sono solo alcuni effetti sonori in alcuni momenti, tipo il rumore delle spade nel momento in cui viene raccontata una battaglia, i tonfi delle cadute quando le ragazze cadono, il rumore dell'acqua quando si immergono nelle vasche per fare il bagno.
Le musiche invece si rifanno al periodo storico in cui il gioco è ambientato, con le classiche sonorità tipiche degli anime sui samurai. I brani sono tuttavia pochi e ripetitivi, saranno cinque o sei per tutto il tempo e dopo un po' vengono a noia e disturbano la lettura.

La grafica è in HD ma non c'è molto da vedere. Gli sfondi sono disegni fissi di pochi ambienti (un bosco, il villaggio, l'interno di due o tre abitazioni), su cui si trovano le immagini dei personaggi del racconto, la maggior parte ragazze. Come è norma per questo tipo di giochi, le varie immagini cambiano in base alle espressioni delle ragazze e a quello che dicono, con piccole e quasi impercettibili differenze come i vari rossori, sorrisi o occhi che si aprono e chiudono.
Quando c'è qualche scena particolarmente importante abbiamo invece una grande immagine a tutto schermo, di solito succede quando una delle ragazze è mezza nuda, tipo perché si sta cambiando o facendo il bagno. Le immagini però non mostrano mai nulla, e sono simili a quelle di fanservice dei manga o anime più moderni.
I disegni dei personaggi, pur essendo realizzati da un disegnatore americano, sono davvero indistinguibili da quelli di un giapponese. Se chi ci gioca non lo sapesse già da prima, potrebbe tranquillamente pensare che "Sakura Spirit" sia una vera visual novel giapponese.

A parte questo, però, "Sakura Spirit" rimane comunque solo una breve visual novel non molto originale. Gli unici motivi per cui forse vale la pena leggerla è che gli autori, essendo americani, hanno giocato un po' con quelle che sono le situazioni classiche degli anime ecchi/harem, creando un protagonista che ci scherza su. Infatti, nel corso del racconto, Takahiro più volte si rende conto di essere finito in una situazione da manga, disperso in un'altra epoca con una missione da compiere. In più è circondato da bellissime ragazze, che per un motivo o per un altro finiscono mezze nude di fronte a lui, al punto che ad esempio, pensa il ragazzo, non vale la pena bussare alle porte, tanto la ragazza che c'è dentro si starà sicuramente cambiando d'abito, o parla di una di loro come la immancabile tsundere.
Questi pochi dialoghi sono l'unica parte un po' divertente del racconto. Per il resto "Sakura Spirit" non è nulla di speciale, e una volta finito sarà presto dimenticato.
Chi è abituato alle vere visual novel giapponesi, di quelle lunghe, con centinaia di scelte dove per arrivare al miglior finale bisogna davvero studiare tutti i percorsi possibili, troverà questa visual novel indegna della categoria.
Invece, "Sakura Spirit" può essere un buon inizio per chi non si è mai approcciato a questo tipo di giochi. La storia è breve e semplice, ma permette di capire come tale tipo di giochi è strutturato.