Dopo il primissimo trailer di annuncio quel Synduality targato Bandai Namco aveva incuriosito non pochi giocatori grazie alla sua atmosfera misteriosa e post-apocalittica, però sicuramente nessuno si aspettava che il titolo si sarebbe rivelato un extraction shooter, genere che ha preso parecchio piede in questi ultimi anni grazie al predominio di Escape from Tarkov; grazie ad un codice fornitoci dal publisher siamo riusciti a prendere parte alla closed beta che si è tenuta il weekend appena trascorso e dobbiamo purtroppo dirlo, probabilmente non vorremo risalire su un mech nel prossimo futuro, vi diciamo perché nella nostra anteprima
 
Il nuovo extraction shooter di Bandai Namco punta a semplificare il genere ma nel farlo perde pezzi per strada

Una cosa che Synduality riesce a fare molto bene è contestualizzare il setting e le nostre azioni: in pieno stile Death Stranding/Reverse 1999 una particolare pioggia erosiva ha eliminato il 90% della popolazione, lasciando i pochi superstiti allo sbando e costretti a procacciarsi risorse in un mondo ormai popolato dagli Ender, creature aliene che hanno preso possesso della terra distrutta; in tutto ciò noi vestiremo i panni dei cosiddetti Drifter, piloti di mech chiamati CRADLECOFFIN incaricati di recuperare materiali per la sopravvivenza dell'umanità, affiancati da partner umani denominati Magus che ci aiuteranno nell'esplorazione.
 
Il worldbuilding è ottimo, il gameplay un po' meno

Se è vero che "L'imitazione è la più grande forma di lusinga" dobbiamo dire che Synduality prende questa cosa un po' troppo alla lettera, i giocatori veterani del titolo di BattleState Games si sentiranno infatti a casa fin da subito, con una fase di preparazione pre-raid che ci chiederà di armarci con presa di coscienza (in quanto morire in azione significherà la perdita totale del nostro equipaggiamento) ed una di assicurazione per avere la flebile speranza di vedere i nostri averi tornarci indietro qualora finissimo dispersi in azione, ad aumentare ancora di più le similitudini ci penseranno la possibilità di sviluppare la base in cambio di materiali per ottenere bonus passivi e creare oggetti consumabili e nuovo equipaggiamento con la necessità di attendere tempo reale per il loro completamento, se a ciò aggiungiamo anche missioni date dalle varie fazioni volte a farci ottenere varie ricompense e crediti i due titoli diventano pressoché indistinguibili, ma è una volta che scenderemo in campo che il gioco di Bamco mostrerà le sua personalità, nel bene e nel male: come vuole il genere infatti il nostro obiettivo sarà quello di accattare più risorse possibili per poi dirigerci ad una delle estrazioni presenti nella mappa e portarci tutto a casa, se nel titolo della software house russa però i raid hanno una durata che varia tra i 40 ed i 50 minuti, in Synduality avremo a disposizione una durata massima di 20 minuti (furbescamente contestualizzata dall'autonomia della batteria del nostro mech), il titolo punta inoltre ad essere estremamente più user friendly per diverse ragioni, in primis perché per raccogliere il nostro sudato bottino non dovremo diventare massimi esperti di Tetris, in quanto ogni oggetto occuperà un singolo slot del nostro "zaino", cosa che renderà l'unico vero limite del nostro tesoro il peso totale, in secondo luogo perché potremo consultare la mappa dell'area in ogni momento con la singola pressione di un tasto e le uscite (qui rappresentante da ascensori che ci riporteranno sottoterra, in pieno stile Evangelion) saranno sempre ben visibili; nelle nostre scorribande saremo inoltre accompagnati dal sopracitato Magus (creato da noi stessi una volta avviato il gioco per la prima volta) sotto forma di ologramma, che ci darà preziosi consigli su ogni situazione; elemento importante sarà inoltre la famosa pioggia, che di tanto in tanto disturberà la nostra ricognizione e ci costringerà a prendere riparo, onde evitare che la nostra armatura venga danneggiata.
 
Le fasi di looting risultano sempre confusionarie e mal gestite

Se quanto detto sopra può effettivamente sembrare una serie di pro non da poco per i non avvezzi al genere, è proprio quando si entra nella fase di raid che si denotano diversi problemi fin troppo evidenti, a cominciare dalla confusionaria componente di looting, per quanto infatti Tarkov sia un titolo punitivo è molto facile capire dove trovare cosa si sta cercando (servono bende per curarsi? Cerca in una farmacia, necessiti di viti per creare qualcosa? Controlla bene nelle cassette degli attrezzi), mentre qui si è in balia della casualità più totale, spesso e volentieri infatti i punti di interesse sulla mappa sono completamente vuoti e se si ha la fortuna di trovare al loro interno una cassa potrebbe contenere degli oggetti non in linea con l'ambiente, ciò rende la componente di crafting e progressione della base estremamente frustrante ed affidata all'RNG più totale; la situazione non migliora sicuramente quando si mette mano alle bocche da fuoco, in primis perché gli Ender (gli alieni sopracitati controllati dal computer) non adottano la benché minima tattica conservazionista, correndo verso di noi come degli scatenati lasciandosi scoperti al nostro fuoco (facendo spesso delle pause sul percorso che li renderanno il corrispettivo di una pignatta nel tiro al piattello), discorso ancora peggiore per quanto riguarda i vari banditi (anch'essi a cavallo dei robot) sparsi per la mappa, a cui ci basterà sparare ad una debita distanza (poco più di una ventina di metri) per risultare totalmente invisibili ai loro radar, causando panico generale nei loro confronti e portandoli a diventare dei polli in fuga dal macello; ciliegina sulla torta del combat system (che a questo punto non siamo convinti sia effettivamente fatta di cioccolato) sono gli scontri con gli altri giocatori, uno dei punti più alti dell'extraction shooter è senza ombra di dubbio la tensione che si crea nell'approcciare un avversario, non sapendo quanto sia più "bardato" di noi o se sarà in grado di individuarci prima che noi possiamo eliminarlo, ebbene Synduality rimuove completamente tutto ciò, con i nostri Magus che non solo ci mostreranno chiaro e tondo con un bel cerchione sulla nostra visuale i mech avversari (perfino se noi non li avremo notati), ma ci aggiungeranno addirittura una percentuale di pericolo, per far capire quanto effettivamente il nostro nemico sia meglio equipaggiato di noi, se a questo aggiungiamo che i nostri robot non sono dotati di testa quindi l'headshot non esiste, la regola "Chi spara per primo spara due volte" non è mai stata così vera

Nota a margine per quanto riguarda le performance tecniche ed anche qui c'é poco di cui essere entusiasti, abbiamo provato il titolo in versione Playstation 5 e, sebbene il framerate si sia mantenuto bene o male stabile sui 30fps, con qualche effetto in più a schermo questi calavano vistosamente, con il "picco" peggiore che si è verificato nelle fasi di pioggia e con diversi effetti a schermo, dove li abbiamo visti cascare ben sotto i 15, se a questo aggiungiamo una pulizia generale delle texture non proprio al massimo non possiamo dire che il titolo gridi next gen da tutti i pori.

 
Chi vi scrive deve essere onesto al 100% con voi: dopo più di 400h passate sul titolo di BattleState Games è chiaro come l'obiettivo di Bandai Namco con Synduality sia quello di rendere il genere dell'extraction shooter più accessibile a tutti (specialmente per i giocatori console), ma il risultato attuale che è emerso dalla fase di beta è quello di un titolo che non ha compreso pienamente cosa rende appagante il genere, piagato da un sistema di looting poco intuitivo e fasi di shooting decisamente insoddisfacenti, certo la compagnia ha ancora tempo per aggiustare il tiro, ma considerato che si trattava di una beta e non un'alpha non abbiamo grandissime speranze per il futuro del gioco.