Avvertimento numero uno: il gioco qui in esame è espressamente indirizzato ai fan di Saint Seiya, è quindi ovvio-ma-non-troppo premettere che se non si conosce la serie è bene evitarlo, anche per non spoilerarsi un manga di una certa importanza storica.

Avvertimento numero due: la modalità principale del gioco in questione segue la trama del manga classico fino alla conclusione, perciò in questa recensione parlerò apertamente di alcuni dettagli della storia nella sua interezza.
Come direbbe qualcuno, quindi: "spoilers".

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Per quanto contino su un grande successo per quel che riguarda il modellismo, i Cavalieri dello Zodiaco hanno avuto un numero piuttosto limitato di videogames a loro dedicati, soprattutto se paragonati ad altre serie di quegli stessi anni.
Tuttavia, nella generazione di console a 128bit ha fatto capolino un duo di picchiaduro per Playstation 2, incentrati sulla saga del Santuario e di Hades rispettivamente, riaprendo le porte del mondo dei videogiochi ai Saint di Athena e di cui questo Brave Soldiers è il seguito nemmeno troppo velato.
Saint Seiya Brave Soldiers Gameplay

Per quanto originariamente gli scontri della serie siano più un susseguirsi di mosse speciali che non dei combattimenti veri e propri, il genere picchiaduro ben si presta a rappresentare videoludicamente le eroiche gesta dei paladini della Dea della Giustizia, e questo Brave Soldiers ha anche la fortuna d'essere il terzo capitolo di una saga che si protrae, evolvendosi, da quasi dieci anni.
Se il primo capitolo soffriva di una certa monotonia di fondo e il secondo cercava di arginare la cosa inserendo alcune meccaniche legate ai quick-time event ed approfondendo di più la gestione del proprio Cosmo e del Settimo Senso, questa nuova incarnazione rende il tutto più veloce e meno legato a filmati statici e mini-giochi a base di tapping, e più sul tempismo nel sorprendere l'avversario quando la sua guardia è abbassata.

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I comandi sono piuttosto intuitivi, anche perché ereditati dai due capitoli precedenti: Levetta Sinistra per muoversi, Quadrato per gli attacchi deboli, Triangolo per quelli più forti, Cerchio per la mossa speciale e X per saltare o scattare, se premuto due volte.
L1 è adibito alla difesa, L2 al caricamento del Cosmo per poter utilizzare le mosse speciali e/o effettuare movimenti o colpi particolari se abbinato a uno dei tasti principali, R1 serve per schivare gli attacchi dell'avversario e portarsi alle sue spalle, mentre R2 serve per lanciare l'attacco più potente (Big Bang) che il nostro guerriero ha a disposizione, mentre con la pressione di R3 si può scatenare il Settimo Senso, una volta riempita la barra apposita: ciò ci potenzierà e permetterà di caricare la barra del Cosmo automaticamente, indipendentemente che noi si attacchi l'avversario/tenga premuto L2 o meno, oltre a far risplendere la nostra armatura di meravigliosi riflessi lucenti.

Gli scontri sono piuttosto rapidi e un po' più "puristi" rispetto al passato, è stata infatti rimossa la possibilità di "risorgere" tramite pressione ripetuta di uno o più tasti in caso di sconfitta, a favore di un maggiormente usuale sistema a round multipli (il vecchio metodo fa capolino, però, se si perde uno scontro nella modalità "Cronache Zodiacali", la classica modalità "storia"), ed anche la possibilità di contrattaccare l'attacco Big Bang dell'avversario con la pressione tempestiva di un determinato pulsante è stata rimossa, presumibilmente perché con la libertà di movimento del motore fisico e l'allungo estremamente ristretto delle mosse in questione, è già piuttosto difficile che vadano a segno di loro, senza il rischio di vedercele anche ritorte contro.
La profondità dell'esecuzione delle combo è piuttosto scarsa, visto che tutti i personaggi condividono gli stessi comandi (ma non gli stessi movimenti, per fortuna, a parte un paio di casi giustificati, come tra maestri e allievi, e comunque parziali e non sulla totalità del moveset), ma per poter concatenare più combo e mosse insieme, e mettere a segno anche combo volanti, è necessario conoscere in maniera un po' più approfondita gli attacchi di ognuno, per sapere quali sono i più adatti a lanciarlo come vogliamo noi.
Alcuni personaggi erano più divertenti da giocare in passato però, come Milo dello Scorpione o Shaka della Vergine, ma il tutto è diventato molto più rapido e questo offre un maggior dinamismo e divertimento spiccio.
In realtà il vecchio fantasma della scarsa varietà aleggia ancora attorno al gioco, ma non eccessivamente, i ritmi elevati e i diversi stili di combattimento dei numerosi personaggi presenti arginano perfettamente la cosa: il gameplay è dunque promosso senza remore.
Saint Seiya Brave Soldiers Grafica

Visivamente parlando il gioco parte più che bene, con uno spettacolare filmato in animazione tradizionale a fare da apripista ad un comparto grafico di tutto rispetto, tra modelli poligonali immensamente dettagliati, armature sfavillanti e ricche di particolari ed effetti di luce ad ogni colpo segreto che rendono le battaglie realmente "cosmiche" e "divine".
E' veramente difficile descrivere a parole lo splendore delle Armature Divine o delle Surplici in movimento, solo le immagini (in via minore) e i video (soprattutto) rendono loro giustizia.
Il tutto unito ad una qualità delle animazioni e una fluidità molto elevate.

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Anche l'interfaccia dei menu è ben realizzata e chiara, e alcune parole a parte vanno spese per la modalità "Cronache Zodiacali".
Le vicende della trama vengono narrate tramite dialoghi su schermate statiche, spesso rappresentate dai modelli poligonali dei personaggi coinvolti; in alcune situazioni però, essi vengono sostituiti da delle più esplicative immagini che risulteranno familiari ai fan: sono infatti fotogrammi della serie animata storica e degli OAV di Hades, la cui presenza, legata a doppio filo allo splendido lavoro svolto dal leggendario character designer della serie Shingo Araki, è valore aggiunto a un già ben dotato comparto grafico, oltre che un bel colpo al nervo della nostalgia per coloro che hanno amato e amano la serie animata.
Saint Seiya Brave Soldiers Sonoro

Anche nel comparto audio il gioco si comporta egregiamente: il filmato d'apertura è accompagnato da una melodia strumentale che purtroppo non è Pegasus Fantasy, per quanto la scimmiotti palesemente in più punti.
Non solo, l'intera colonna sonora del gioco è palesemente ispirata a quella classica della serie anime, e questo può essere solo un bene: musicalmente l'anime era infatti memorabile, e tale stile malinconico ed epico viene mantenuto anche nel corso delle battaglie e dei menu, con ben 70 tracce presenti e ascoltabili dopo aver raggiunto degli obiettivi precisi all'interno del gioco.
Alcune tracce peraltro risulteranno familiari ai navigati Saint-videogiocatori, essendo riprese dai due picchiaduro per Playstation 2.

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Gli effetti sonori di colpi, armature che si assemblano da sole o che si infrangono, teste che impattano inevitabilmente a terra da altezze notevoli e colonne che vanno in frantumi sono a loro volta presi di peso dall'anime, quindi non potrebbero essere più adatti.
Preso di peso dall'anime è anche il cast di doppiaggio, per quanto sia quello degli ultimi OAV dell'Hades Chapter, almeno per i personaggi che lì vi appaiono, mentre gli altri provengono direttamente dalla serie anni '80.
Un po' dispiace che, dove possibile, non sia stato preso interamente il cast storico, ma c'è da dire che anche le voci sostitutive fanno un ottimo lavoro.
Saint Seiya Brave Soldiers Longevità

La modalità principale del gioco ha indubbiamente una durata più che soddisfacente, permettendo d affrontare ogni scontro delle saghe delle Dodici Case, di Poseidone e di Ade, offrendo per ogni combattimento da una a quattro sfide "extra" (effettuare un dato numero di prese o una combo particolarmente lunga, per esempio) che, se soddisfatte, permettono di sbloccare materiale extra che viene poi aggiunto alla sezione "collezione".
Essa contiene i modelli poligonali dei vari personaggi (che sono più di 50, per quanto alcuni siano solo versioni alternative di altri già presenti), i filmati delle loro mosse Big Bang, una lunga serie di Myth Cloth, un'ancor più lunga serie di carte collezionabili e le musiche di sottofondo del gioco.
E' possibile inoltre raccogliere denaro virtuale ottenendo buoni punteggi nei combattimenti, per poi poterlo spendere in "sfere" da equipaggiare ai personaggi nel multiplayer online, in modo da potenziarne alcune caratteristiche.

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Ma non di sola storia e multiplayer vive il gioco: è presente anche una modalità "survival" e una modalità che riproduce le Galaxian Wars, permettendo tornei a 8 giocatori, sia umani che controllati dal computer, con tanto di commentatore ad accompagnare gli scontri ed indcatore della potenza dei colpi ben visibile sullo schermo ad ogni attacco portato a termine, esattamente come nel torneo che apre la serie.
Considerando che questi tornei sono divisi in quattro livelli di difficoltà diversi, ed ogni livello ha una decina di stipulazioni speciali differenti (tornei dedicati ai soli cavalieri di un certo rango, tornei dove non contano i danni inflitti ma il numero di volte che si fa cadere a terra l'avversario e tornei con combattimenti che si risolvono con un singolo colpo, per esempio), ma all'inizio se ne può giocare solo uno e gli altri vanno sbloccati di volta in volta, è indubbio che Saint Seiya: Brave Soldiers sia in grado di intrattenere per lungo tempo, e se si è spaventati dall'eventuale ripetitività del tutto, la presenza di un numero così elevato di valenti condottieri dallo stile particolare permette di donare più varietà alle ore di gioco.
Saint Seiya Brave Soldiers Considerazioni finali

E' Saint Seiya: Brave Soldiers un titolo che vale l'acquisto?
Sicuramente, se si ama la serie, considerato anche l'avvicinarsi delle festività natalizie, ma è necessario rendere noti alcuni piccoli appunti, dettagli che non trovavano molto spazio nelle sezioni precedenti e che è il caso di rendere noti.
L'adattamento italiano dei dialoghi e delle schermate segue quello dell'anime storico italiano: Pegasus, Sirio, Crystal eccetera dunque, per quanto alcuni termini e nomi (pochi) abbiano invece un adattamento più vicino al manga, e il registro dei dialoghi tende leggermente all'aulico, similmente a quanto avveniva nel doppiaggio storico (per quanto una pagina di dialogo tutta in spagnolo in un intermezzo dell'Elisio sia ben poco aulica, a meno che non sia spagnolo aulico, io tristemente questa lingua non la conosco...).
Questo non lo considero né un pregio né un difetto: documentarsi e adattare i dialoghi mantenendo un registro simile a quello che gli aficionados conoscono da sempre è un lavoro che fa trasparire una certa attenzione, pur distaccandosi dalla fedeltà all'originale: sta al pensiero di chi legge gioire o inveire per questo.
 

E' un difetto invece l'assenza di molti personaggi o "versioni" importanti: solo Seiya e Saori hanno la loro God Cloth, ed Ikki e Shun non possono nemmeno contare sulle Gold Cloth del Leone e della Vergine usate durante la battaglie nei Campi Elisi; indubbiamente con più di 50 personaggi giocabili certe lamentele lascerebbero il tempo che trovano, se non fosse che Ikki col Cloth di Leo è già stato rilasciato come DLC, dettaglio da cui si può già intuire che fine abbiano fatto anche le varie God Cloth e come si farà ad ottenerle...
Presumibilmente, stessa sorte subiranno alcuni Silver Saint, qui presenti in minima parte.
Considerato che personaggi come Misty della Lucertola erano già presenti nei due giochi per PS2, l'assenza degli stessi in questo terzo capitolo e il quasi certo destino che li attende mi porta a lanciarmi in un "j'accuse" contro la pratica dei contenuti scaricabili e la piega che ha preso.
Quello che infatti nelle premesse doveva essere un arricchimento a posteriori di un gioco completo, si è mestamente tradotto in una vera e propria presa in ostaggio di contenuti che sarebbero potuti benissimo essere presenti all'interno del gioco stesso, un autentico "se volete il contenuto tal dei tali sano e salvo lascate tot euro al Playstation Store all'ora prestablta, niente sbirri", e questo fa rabbia perché i giochi s'impoveriscono e i giocatori, interessati ad avere questo o quell'oggetto di gioco, pure.
Brave Soldiers, peraltro, di suo tanto povero di contenuti non è, quindi la sua parziale castrazione suona come una vera e propria presa per le terga dell'acquirente.
A parte questo comunque, l'operato del team di sviluppo è encomiabile e soddisfacente per ogni amante dell'opera di Masami Kurumada, e quindi più che consigliato ad ogni fan storico armato di Playstation 3.