One Piece rappresenta, per quanto riguarda la parte legata ad anime e manga, una delle serie più importanti per Bandai Namco e questo One Piece: Burning Blood è un coraggioso tentativo fatto dai ragazzi di Spike Chunsoft di variare un po’ sul tema.


One Piece: Burning Blood è un picchiaduro 1 vs 1 in cell shading

 

Dopo la serie Pirate Warriors, di tipo musou e sviluppata da Omega Force, Spike Chunsoft ha decido di proporre un titolo totalmente diverso dagli ultimi ed ha così sviluppato un picchiaduro a 10 anni di distanza dall’ultimo titolo di questo genere uscito su home console (One Piece: Grand Adventure uscito nel 2006 su PlayStation 2 e GameCube). Questa scelta, è stato sottolineato, è stata fatta anche per accontentare i fan dell’ opera di Eiichiro Oda che chiedevano ormai da anni di poter combattere nuovamente usando i propri personaggi preferiti.
Per saperne di più abbiamo parlato con Koji Nakajima, game producer di Bandai Namco e che ha lavorato già ad altri titoli su One Piece come i Pirate Warriors ed i 2 Unlimited Cruise, Hiroyuki Kaneneko, game director presso Spike Chunsoft, e Tiri Kikuchi, game designer di Spike Chunsoft, durante il nostro recente press tour a Tokyo. One Piece: Burning Blood non è il primo picchiaduro realizzato da Spike Chunsoft, sicuramente l’ esperienza maturata con J Star Victory VS è stata utile ma i primi approcci al genere risalgono a circa 10 anni fa quando, come Spike, svilupparono la serie Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi che ha visto il coinvolgimento diretto di Kaneka e Kikuchi nel terzo episodio, noto in Giappone come Dragon Ball Z Sparking! Meteor, il team quindi ha una lunga esperienza con il genere oltre che con i titoli su licenza anime e manga dal nome importante.
 

One Piece: Burning Blood è un picchiaduro 3D 1 contro 1 ma con 3 personaggi per giocatore, durante gli scontri sarà possibile cambiare personaggio ed eseguire anche mosse in coppia con uno dei 2 lottatori non utilizzati in quel momento. Attualmente quelli annunciati sono 18 ovvero Luffy (2 versioni), Zoro, Franky, Sabo, Ace, Law, Crocodile, Ener, Bartolomeo, Doflamingo, X Drake, Aokiji, Smoker, Sanji, Chopper, Brook e Usopp. Ci è stato detto che i personaggi non saranno solo questi ma ne troveremo molti, altri ne verranno annunciati prima dell’ uscita e saranno tutti tratti dal manga originale, nessuno di quelli non ancora svelati verrà preso dai film. Attualmente non sono previsti dlc con nuovi personaggi, il team però non esclude nulla per garantire così un supporto a lungo termine. A conferire maggiore varietà al titolo c’è il supporto anche ai frutti del diavolo (Logia, Paramecia e Zoan) ed alle tecniche Haki, grazie alla loro introduzione sarà possibile eseguire trasformazioni e mosse speciali, il tutto è stato poi assegnato ad una barra divisa in segmenti così da limitarne l’uso.
 

Dal punto di vista tecnico, lo stile scelto da Spike Chunsoft è quello del cell shading in modo da avvicinarsi allo stile dell’opera originale, il risultato è buono ma non ai livelli raggiunti da CyberConnect2 con Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 4. L’impostazione di gioco scelta invece non sembra molto tecnica, probabilmente la scelta è stata fatta per attirare più utenza possibile essendo i fan abituati anche a generi più “caciaroni” come appunto i musou.
One Piece: Burning Blood arriverà in Europa a giugno 2016 nei formati PlayStation 4, PlayStation Vita e per la prima volta anche su Xbox One (ma solo sui mercati occidentali) e PC (in versione digitale su Steam). All’ edizione standard, con bonus preorder vari compreso il 4th Gear di Luffy giocabile ed altri 2 personaggi a sorpresa, si affiancherà un’edizione speciale chiamata Marineford Edition con artbook e 2 figure di Whitebeard.