Lo abbiamo atteso e lo abbiamo provato diverse volte, e alla fine Naruto to Boruto: Shinobi Striker ha fatto finalmente il suo debutto ufficiale su PlayStation 4, Xbox One e PC via Steam. Per chi ancora non lo conoscesse, si tratta di un gioco incentrato fortemente sul multiplayer sviluppato dalla neonata Soleil per Bandai Namco. Le aspettative per questo titolo erano abbastanza alte, anche se con qualche riserva e timore, soprattutto se si prefigge lo scopo (non dichiarato esplicitamente) di bissare il successo ottenuto da Dragon Ball Xenoverse 2, produzione dalla struttura similare. Saranno quindi riusciti gli sviluppatori nell'impresa di riprodurre quella formula vincente anche per la serie partorita dal maestro Kishimoto?
 
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La particolarità di Naruto to Boruto: Shinobi Striker, contrariamente alla serie Ultimate Ninja Storm, è che il giocatore è chiamato all'inizio a creare un proprio avatar ninja, un personaggio che utilizzeremo molto spesso e che potremo personalizzare sia nell'aspetto che nelle abilità come più ci piace. A dirla tutta, le opzioni di personalizzazione iniziale sono piuttosto scarse, con la maggior parte degli asset recuperati da altri personaggi e NPC del gioco, rimandando così a una personalizzazione più curata nel corso dell'esperienza. Non appena il nostro avatar metterà piede nella piazza del Villaggio della Foglia, hub del gioco, Konohamaru ci farà da Cicerone illustrandoci le varie strutture presenti. L'Arena VR gestita da Kakashi è il punto dal quale accetteremo le Missioni VR, una serie di circa 70 sfide suddivise in ranghi di difficoltà, completabili in singolo o con un massimo di altri 3 giocatori; il Negozio di Oggetti di TenTen ci permette di acquistare armi ed equipaggiamenti e di identificare quali sono i drop che abbiamo vinto durante le partite. La Taverna di Sakura ci permette di modificare l'aspetto e l'equipaggiamento del nostro avatar; la Biblioteca delle arti ninja di Sasuke è il luogo in cui possiamo scegliere un maestro che ci insegnerà le sue tecniche peculiari da assegnare al nostro avatar per i combattimenti; la Magione dell'Hokage è il punto nevralgico della piazza, in cui parteciperemo agli scontri online classificati e non.
 
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Affidarsi agli insegnamenti di un maestro ninja non comporta solamente un progressivo apprendimento delle sue abilità, ma anche un aiuto nel caso si voglia affrontare una Missione VR in singolo. Questo aiuto non è da sottovalutare, poiché le sfide non sono tarate esattamente per un giocatore, comportando così la continua necessità di compagni, e andando ad ammazzare la componente singleplayer. Non aspettatevi nemmeno di vedere una modalità storia: le Missioni VR sono tutte sfide indipendenti e alla lunga anche piuttosto ripetitive. Perlomeno durante alcune di esse si ha la possibilità di sfidare boss giganti come il Kyuubi o Gamabunta.
La componente online competitiva, invece, gode di 4 tipi di scontri: il Combattimento è un deathmatch in cui la propria squadra deve raggiungere per prima il numero di eliminazioni da eseguire fissato; la Battaglia Bandiera richiede il recupero di 3 bandiere, una dopo l'altra, situate nella base avversaria per portarle nella propria; la Battaglia Base richiede la conquista e il mantenimento per più tempo possibile di 3 zone della mappa; la Battaglia Barriera richiede la rimozione di un sigillo necessario a sconfiggere un boss, mentre l'altra squadra deve proteggerlo.
 
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Le squadre sono sempre composte da 4 ninja, ciascuno appartenente a una di queste categorie: attacco ravvicinato, attacco a distanza, cura o difesa. A seconda della classe, l'avatar godrà di un equipaggiamento e di un moveset differente, da scegliere con attenzione a seconda del tipo di partita in corso. È ovviamente possibile utilizzare anche i 20 personaggi della serie sbloccabili nel corso del gioco.
Le mappe in cui si andranno a muovere i ninja sono sviluppate sia in orizzontale che in verticale, sfruttando così tutte le arti di cui sono abili. Oltre ai movimenti basilari e ai salti semplici, è possibile camminare su qualsiasi superficie verticale, effettuare salti caricati con il chakra per coprire maggiori distanze e lanciare kunai muniti di cavo per aggrapparsi ad una parete evitando di precipitare. Ovviamente non mancano i ninjutsu, assegnati ai dorsali anteriori che, al contrario della serie Ultimate Ninja Storm, non consumano alcuna barra del chakra, bensì hanno un tempo di cooldown. Questo tempo può essere ridotto tenendo premuto il pulsante della tecnica che si vuole ricaricare in fretta, ma ciò comporta l'immobilità, e la conseguente vulnerabilità, del personaggio. Anche la Tecnica della Sostituzione è legata a questa meccanica, così come il lancio di oggetti ninja da distanza che, dopo una manciata di usi, dovranno essere anch'essi ricaricati. Colpendo gli avversari con i jutsu e con gli attacchi fisici base o pesanti, viene a caricarsi la barra della Tecnica Suprema, un potente colpo che se mandato a segno risulta quasi letale. Per la difensiva, oltre alla sostituzione, c'è la possibilità di pararsi tenendo premuto il grilletto sinistro, e inclinando contemporaneamente l'analogico si può anche schivare verso quella direzione, o in alternativa rispondere agli attacchi avversari con una contromossa per allontanarli.
 
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Ora che è stato illustrato cosa si trova all'interno di Naruto to Boruto: Shinobi Striker, cerchiamo di analizzarlo.
Il gameplay è sicuramente meno emozionante e spettacolare di quello della serie Ultimate Ninja Storm, ma questo è dovuto principalmente al fatto che è un gioco molto più strategico e ragionato, fortemente incentrato sulla cooperazione con i propri compagni di squadra. Nel corso delle prime partite vi sembrerà di essere sempre fuori posto e non all'altezza della situazione, ma solo continuando a giocare si riuscirà ad apprendere le varie meccaniche e dinamiche. È un titolo che richiede una piccola dose di dedizione iniziale per potervi accedere, oltre che ad un facoltativo gruppo di amici che abbiano il gioco per ottenere il massimo dalla competizione online, che, se affrontata nel modo giusto, sa offrire anche qualche soddisfazione.
La componente cooperativa, le Missioni VR per intenderci, non sono state sfruttate appieno e sono quasi tutte poco interessanti, sarebbe stato molto più bello avere una story mode che seguisse le vicende del manga o almeno una storia inedita inventata appositamente per il gioco.
È chiaro dopo poche ore che il gioco è povero di contenuti. Oltre alle Missioni VR e alla competizione online non offre nient'altro, così come pochi sono i personaggi della serie giocabili e di conseguenza le tecniche assegnabili all'avatar, per non parlare della spoglissima hub centrale, che sarebbe potuta essere ancora più spoglia se gli sviluppatori avessero deciso di inserire i servigi di Sakura in un più comodo menu accessibile ovunque. Per intenderci, ogni volta che vogliamo vedere quali equipaggiamenti abbiamo raccolto, dobbiamo recarci dalla moglie di Sasuke e aprire il menu di personalizzazione: un po' troppo lungo e senza senso!
Qualche problema lo si nota anche nel bilanciamento, con combo di tecniche che risultano letali e un matchmaking che mette i giocatori alle prime armi contro giocatori molto più esperti, senza alcuna sorta di scelta per giocare contro persone di pari livello. Anche la scelta delle arene e della modalità della partita è piuttosto infelice, dato che vengono scelte in modo similare a come accade in Splatoon, cioè in base alla giornata e all'ora, cosa che a non tutti può piacere. Se a tutto ciò aggiungiamo qualche problema di telecamera e anche una settimana di lancio quasi disastrosa, con freeze continui durante i caricamenti, espulsioni dalle sessioni e giocatori che non si vedevano riconosciuto il proprio acquisto della versione completa del gioco, non è certo un bel biglietto da visita per Bandai Namco e Soleil (fortunatamente questi problemi stanno venendo completamente risolti in questi giorni).
La componente artistica del titolo è, invece, molto valida, con una grafica che riprende incredibilmente bene lo stile delle tavole colorate del maestro Kishimoto. Anche le musiche non sono niente male e si lasciano ascoltare senza problemi. Il frame rate durante le partite online è stabile a 60 fps, mentre invece tende a calare nelle situazioni più affollate durante le Missioni VR.
 
 
Naruto to Boruto: Shinobi Striker di Bandai Namco e Soleil è un gioco che può essere divertente e sa offrire soddisfazioni, specialmente se giocato con amici, ma che ha ancora tanta strada da fare, forse troppa anche per i DLC che giungeranno in futuro. Forse la sua presentazione al pubblico è stata fatta troppo presto, perché sarebbe servito più tempo per aggiungere materiale e raffinare ulteriormente quello lavorato fino a questo momento. Ci auguriamo che il supporto degli sviluppatori e la fiducia del pubblico possa portare alla vera controparte narutosa di Dragon Ball Xenoverse.