In un anno nero su tutti i fronti, inclusa la dolorosissima perdita per il basket di una leggenda come Kobe Bryant e con i playoff della stagione 2019/2020 ancora in corso (a causa della sospensione per covid), 2K Sports ritorna sui parquet digitali di tutto il mondo con il nuovo NBA 2K21, già disponibile PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC e nel prossimo futuro anche per le next gen. Vediamo come la software house ha deciso di gestire il titolo in questo momento di transizione.

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Ad oggi si può parlare di un mezzo passo in avanti, con il giudizio complessivo inevitabilmente sospeso e rimandato a fine anno, in attesa di vedere come si comporterà il titolo sulla next gen. Una cosa su cui certamente Visual Concept si è sempre spesa tantissimo è la modalità carriera e quest'anno The Long Shadow non ha certamente nulla da invidiare alle produzioni passate, incluse quelle dirette da Spike Lee

Questa volta ci toccherà impersonare i panni di Junior, figlio d'arte di un cestista eccellente ma mai completamente esploso, chiamato a vivere su di sé sia le pressioni del parquet sin dal college (fase della carriera che è stata notevolmente ampliata, ma che può anche essere saltata), sia quelle fuori dal court, nei continui confronti con l'ombra paterna che si faranno via via sempre più pressanti. Non mancheranno né le scelte più delicate (come quella dell'agente da cui farsi rappresentare), né le classiche storie cliché del genere, come la ragazza o il rivale sportivo. Venuti via dal mondo del basket collegiale siamo pronti per sbarcare in NBA e quindi nel celeberrimo quartiere di NBA 2K, questa volta posizionato in una località costiera detta 2K Beach, nella quale potremo muoverci liberamente girando tra campi in cui sfidare altri giocatori online, negozi e tutto il circondario a cui siamo abituati. Tra le modifiche di quest'anno vi è la possibilità di avere più margini di personalizzazione nella creazione del PG; ad esempio non ci sarà vietato di creare playmaker che superano i 2 metri di altezza e la stazza complessiva influirà in maniera importante sui movimenti del giocatore, in modo ben più evidente di quanto accadeva in passato.

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Se la carriera rappresenta giocoforza uno degli aspetti maggiormente rinnovati, quasi tutto il resto ha ricevuto soltanto piccoli ritocchi e levigature, che possono essere apprezzati solo conoscendo bene le dinamiche degli ultimi titoli. Ne è un esempio la già citata diversa importanza del fisico nei movimenti in campo, lo è anche un nuovo sistema di dribbling gestito dallo stick destro ed una maggiore fluidità in difesa, negli scivolamenti e nella gestione degli spazi. Il gameplay duro e puro risente invece di un unica importante novità: il cambiamento della dinamica del tiro. In questo NBA 2K21 per tirare a canestro si dovrà utilizzare lo stick analogico destro, inclinandolo verso il basso e poi, tramite un movimento a mezzaluna, indirizzarlo verso il punto esatto per avere la maggior chance di ottenere il tiro perfetto.

Il sistema è abbastanza ostico e meno immediato del previsto, soprattutto confrontato al tiro mediante pressione del tasto, che è rimasto in auge ma che presenta degli svantaggi notevoli in termini di tempo. Questa nuova dinamica ha fatto storcere il naso a molti degli affezionati alla serie ed onestamente anche noi non siamo ancora riusciti a padroneggiarla a dovere, eppure bisogna dire che una volta superato lo scoglio iniziale e padroneggiata può diventare decisamente più precisa del vecchio sistema, seppure ancora eccessivamente punitiva, soprattutto nelle partite dove si controlla una squadra intera. Mettete in conto un numero spropositato di tiri sbagliati ed utilizzate la sezione degli allenamenti. 

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Una volta appreso come fare più o meno canestro con Junior, sarà ora di catapultarsi nelle altre modalità di gioco nelle quali praticamente non ci sono novità rispetto alla passata edizione. La modalità My Team ha ridotto la necessità di abusare delle microtransazioni, introducendo un sistema simile al FUT di FIFA, con il quale potremo fare un buon numero di crediti completando obiettivi giornalieri, settimanali e globali. Chiaramente per i più pigri ci sarà sempre la possibilità di abbreviare il processo pagando, se non altro si è ridotto lo squilibrio tra le due fasce di utenza. Per giocare velocemente abbiamo sempre a disposizione i match rapidi, le sfide online ed il Match of the Day, quello previsto dal calendario NBA del giorno.

Dal lato tecnico il gioco è effettivamente ingiudicabile, nel senso che ad oggi non è nulla di più di quello (comunque ottimo) che era NBA 2K20, con tanto di caricamenti sin troppo lunghi; bisognerà attendere la versione next gen per vedere effettivamente i miglioramenti di cui godranno Xbox Series X e PlayStation 5. Qui però bisogna fare una considerazione importante: gli unici utenti che godranno un upgrade automatico alla next gen saranno gli acquirenti della Mamba Forever Edition, ovvero un'edizione dal costo di 99,99€ tra l'altro senza avere ancora ben chiaro quali progressi verranno trasportati e cosa invece si perderà nel cambio. Per tutti gli altri non sarà possibile fare il passaggio e bisognerà quindi ricomprare il titolo. A questo punto sorge spontanea la riflessione sul quanto possa valere la pena passare dalla scorsa edizione a questa, prima di avere in mano la nuova generazione di console. Onestamente molto poco, vista e considerata l'imminente uscita e la stagione NBA (e quindi i roster delle squadre) ancora congelata allo scorso campionato.

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Conclusioni

NBA 2K21 è il solito ottimo gioco di basket, forse il miglior simulatore sportivo in circolazione, con però dei grandi punti di domanda: ha senso acquistarlo oggi, quando si presenta solo come una leggera riedizione dell'anno passato, in attesa della next gen? Ha senso modificare in maniera così sostanziale la meccanica di tiro, tra l'altro rendendola di fatto davvero punitiva e dalla curva di apprendimento molto ampia? A queste domande rispondete voi, noi possiamo dirvi che troverete un gioco con una modalità carriera coinvolgente e ben scritta, un minor impatto delle microtransazioni nella modalità My Team, un basket divertente e molto verosimile, con piccole ma giuste migliorie che vanno ad avvicinare ulteriormente questa simulazione a quello che avviene davvero nei campi di tutta l'America. Il giudizio finale è in ogni caso rimandato a novembre, quando potremo mettere le mani sull'edizione definitiva di quest'anno.