Con i poteri destati di Maga del Tempo, che le permettono di recuperare oggetti nel passato e vedere un ipotetico futuro, Crisbell intraprende un viaggio per i quattro Regni di Crystallis nel tentativo di fermare la potente Imperatrice del Tempo, riscrivere il futuro del mondo e di coloro che ci vivono. Alla sua causa si uniranno amici e alleati come la rana Matias, il giovane guerriero Cristofer e il potente saggio mago Willhelm; con loro Crisbell dovrà affrontare numerosi nemici, ma anche compiere importanti scelte che avranno un impatto sul futuro dei luoghi e dei popoli di Crystallis.
 

Sono ormai moltissimi i videogiochi che trattano di viaggi nel tempo, una tematica che ha sempre stimolato la creatività e continua ad affascinare designer e giocatori di ogni epoca, è proprio il caso di dirlo. Alcuni, come l’indimenticabile Chrono Trigger, Radiant Historia, Yu-No o Final Fantasy XIII-2 ne traggono spunto per raccontare una storia di ampio respiro, offrendo al loro interno varie ramificazioni che possono portare a diversi sviluppi narrativi, mentre altri decidono di fare della manipolazione del tempo una vera e propria meccanica di gioco, è il caso delle Sabbie del Tempo di Prince of Persia (2003) o del demenziale Cronobinetto di Day of the Tentacle (1993), due esempi, uno d’azione e l’altro cerebrale (per la risoluzione di enigmi), che rendono bene l’idea di come i videogiochi possano applicare l’idea dei viaggi del tempo in modo unico e stimolante.
Cris Tales, come vedremo, si piazza sicuramente in questa seconda categoria, realizzato dai colombiani di Dreams Uncorporated e SYCK questo affascinante RPG ha richiesto diversi anni di lavoro, ma ora è giunto finalmente sugli scaffali fisici e digitali ed è pronto a catturare coloro che cercano un’esperienza fiabesca, appassionante e confezionata con passione.
 

L’aspetto grafico è ovviamente quello che risalta subito all’occhio, con il quale Cris Tales ha attirato l’attenzione fin dai primi trailer, tramite un particolarissimo ibrido di personaggi 2D splendidamente animati inseriti in ambientazioni tridimensionali “a strati”, che riportano alla memoria quei libri per bambini che alla loro apertura tramite cartonati vanno a formare oggetti e luoghi in 3D (i cosiddetti libri animati, o pop-up book). Il risultato è semplicemente perfetto, l’immersine in questi ambienti fiabeschi è totale e ci incantano con la loro bellezza, ma come scopriremo il mondo di Cris Tales è tanto ammaliante in superfice quanto problematico nella sua intessitura sociale, ed è qui che il gioco mostra davvero le sue carte.
Una volta acquisito il suo potere di Maga del Tempo, Crisbell sarà in grado di vedere il passato quanto il futuro, il tutto in tempo reale; per fare ciò la regia del gioco ci divide lo schermo equamente in tre triangoli, posizionando la protagonista, ossia le azioni del nostro presente, al suo centro. Visitando le varie città Crisbell è quindi chiamata a risolvere alcuni misteri e a sventare la minaccia della malvagia Imperatrice del Tempo, servendosi dei suoi poteri, cercando in tal modo di cambiare un futuro nefasto, ma comunque non immutabile. La visione del futuro è sempre lì, perenne, come a voler essere un monito nei suoi scenari di devastazioni, allagamenti e desolazioni, e solo cambiando i sentimenti delle persone, mettendo fine alle faide, ai pensieri egoisti e alle differenze di classe, sarà possibile garantire ai quattro regni un futuro migliore.
 

Cris Tales mette in scena una fiaba apparentemente semplice per lanciare messaggi preziosi e quanto mai attuali, Crisbell nel suo peregrinare avrà a che fare con pregiudizi verso determinati popoli, sfruttamento sulle classi più deboli, subdoli tradimenti e complotti di potere, tutti aspetti marci della società che l’Imperatrice del Tempo sfrutta ovviamente a suo vantaggio.

Sotto una estetica fiabesca di apparente ispirazione nordeuropea, gli sviluppatori di Cris Tales non omettono in realtà le loro origini colombiane, anzi, ad una attenta analisi è possibile scorgere più di un rimando alla cultura e all’ambientazione del paese sudamericano. Il nostro primo compagno Matias, ad esempio, è una curiosa rana gialla, e proprio la Colombia è l’unico habitat di una specie di rana con questa particolare colorazione, la Phyllobates terribilis, anche detta Rana Freccia poiché il suo potente veleno veniva utilizzato dagli indios per avvelenare i dardi delle loro cerbottane. Narim, la città natale di Crisbell, e la sua cattedrale, trovano come fonte di ispirazione Nariño e il vicino Santuario de Las Lajas, un imponente monumento che sembra emergere dalle rocce di un canyon, così come la cattedrale di sale e le attigue miniere di Neva Tulira rimandano alla località di Zipaquirá, famosa appunto per la sua miniera e il luogo di culto scavato nel sale. Coloro che magari sono un po’ stanchi di visitare i “soliti” luoghi da JRPG o più semplicemente sono genuinamente incuriositi da qualcosa di poco familiare, possono trovare in Cris Tales anche un piccolo spunto per conoscere luoghi e rimandi culturali che raramente si trovano in altre produzioni affini.
 

Oltre a questo Cris Tales è anche e soprattutto un ottimo RPG a turni, che attinge dalla tradizione del genere aggiungendovi meccaniche peculiari legate ai poteri di manipolazione del tempo di Crisbell. Analogamente alla schermata di esplorazione urbana, anche il campo di battaglia può essere diviso in tre parti, con i nostri alleati posti al centro e i nemici ai due lati; in questa esplicativa formazione la maga del tempo sarà in grado di catapultare i mostri sulla sinistra nel passato, mentre al contrario quelli posizionati sulla destra possono essere spediti nel futuro. Ciò può avere su di essi alcune conseguenze di vario tipo ed è effettivamente stimolante sperimentare e provare determinate strategie, il mago Willhelm all’inizio ci illustra che se trasferiamo ad esempio nel futuro un mostro avvelenato, l’effetto venefico viene concentrato in un unico turno moltiplicandone così i danni. Ci imbattiamo poi in mostri in grado di trasformarsi e potenziarsi? Perché allora non farli tornare al loro stadio originale spedendoli nel passato? Queste non sono che un paio tra le molteplici combinazioni che il sistema di combattimento di Cris Tales può offrire, e con l’aggiunta di alleati e l’acquisizione di nuove abilità (come ad esempio quella che permette di annullare i turni) le possibilità strategiche crescono di conseguenza, permettendo al gioco di mantenere una freschezza intatta nel corso della sua (giusta) durata.
 

Cris Tales però una nota stonata ce l’ha ed è di natura tecnica; vuoi per l’inesperienza del team o per altri fattori dovuti ad uno sviluppo che di certo non deve essere stato semplice, ma il gioco lotta costantemente con i suoi devastanti tempi di caricamento, capaci di superare la soglia della sopportabilità in più frangenti, in particolare durante l’esplorazione dei dungeon. Il gioco è stato testato su PS4 ma pare che su Switch la situazione sia anche peggiore (con qualche calo di frame rate di troppo), minando inevitabilmente parte di un’esperienza che altrimenti sarebbe bellissima, se c’è una cosa di cui certamente non sentivamo la mancanza dei classici Jrpg della PS1 sono i tempi di caricamento tra un combattimento e l'altro. 
Sia il doppiaggio in inglese che la traduzione in italiano si sono invece dimostrati di buon livello.
 
 
Con l’eleganza di un efficace apparato visivo, scenografico e sonoro, Cris Tales muove le fila di una narrazione fiabesca calando il tutto in una messa in scena sospesa, ma al contempo realista, conferendo agli ambienti un’importanza subordinata solo a quella dei personaggi le cui vicende sono contaminate dagli eventi collettivi che si insinuano attraverso una struttura semplice ma sapientemente stratificata. Piccole e grandi storie si intersecano così in una complementare assonanza tra stati d’animo e temi di importanza sociale, nonché culturalmente radicati alla terra da cui proviene questo piccolo gioiellino che guarda ai JRPG con rispettabile genuinità.