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Il Giappone purtroppo è una zona soggetta a frequenti terremoti. Molti di essi poi sono discretamente violenti e distruttivi ed ogni volta che avvengono possiamo vedere anche noi dai video la loro potenza distruttrice che fa tremare palazzi, che spacca strade e spesso uccide anche persone.
Da decenni interi il problema dei terremoti è stato sempre affrontato in tutti i modi possibili, istruendo la popolazione a comportarsi in modo razionale e sicuro ad ogni evenienza, cercando così di evitare ingenti perdite umane. Quale migliore occasione allora per non farne un anime che illustri in maniera più o meno fedele tutta l'azione devastante di un terribile terremoto che distrugge un'intera città? Lo Studio Bones non si è fatto sfuggire questa possibilità, creando così un anime appassionante, originale, ben fatto e sopratutto realistico.
Tokyo Magnitude 8.0 si compone di 11 episodi, il cui primo episodio è stato nella top ten degli anime più seguiti della settimana: non per niente il pubblico al quale si è presentato la prima volta non è nuovo all'argomento.
La vicenda si apre sulla giovane Mirai Onosawa, studentessa della scuola media alle porte delle vacanze estive. Mirai è annoiata e dimostra disinteresse in quasi tutto ciò che la circonda: la scuola non gli dà stimoli, la vita quotidiana è grigia e monotona. Anche la sua famiglia, per Mirai è spesso una scocciatura e motivo di arrabbiature e delusioni, infuriandosi così anche per un acquisto "sbagliato" della madre, ovvero l'aver preso delle fette di torta per il compleanno di quest'ultima invece di una intera e rotonda. Persino suo fratello minore Yuki è noioso e appiccicoso, specialmente quando prende in giro la sorella chiamandola "maniaca del cellulare": infatti Mirai passa la maggior parte del tempo a messaggiare con le amiche e a ricevere messaggi con il suo telefono cellulare con un ciondolo di ranocchio attaccato ad esso. Tutto sembra scorrere in maniera tedia e grigia finché Yuki non chiede alla sorella di accompagnarlo alla fiera della tecnologia che si teneva quell'anno nella loro città, Tokyo. Mirai, inizialmente contraria si offre di accompagnare il fratellino alla fiera, dato che è un appassionato di tecnologia, o come dice lui stesso, semplicemente di "robot". Durante i vari show vengono mostrati dei vari macchinari innovativi, come una specie di "ragno" meccanico che verrebbe usato per rintracciare persone sepolte vive da macerie dopo una scossa tellurica, ma anche per sondare il terreno per verificare la possibilità di crolli post sismici. Nella pausa del pranzo Mirai, annoiata da tutta quella sfarzosa ostentazione di sicurezza e progresso, mentre scrive un messaggio con il cellulare pensa che se tutto ciò che la circonda crollasse, a lei non importerebbe nulla. La ragazzina evidentemente non si rende conto di quello che pensa: una scossa di grado elevato colpisce la zona facendo crollare il famoso ponte davanti alla fiera e devastando lo scenario di fronte alla giovane. E' l'inizio dell'incubo. Infatti i due piccoli fratelli si troveranno nel bel mezzo di un devastante terremoto che colpirà l'intera area di Tokyo, distruggendo tutto ciò che li circonda, ma anche tutto ciò che di più caro hanno. Ma non saranno soli: una ragazza, trovandosi nelle vicinanze aiuterà i due piccoli in questa spietata lotta per la sopravvivenza, sia fisica ma anche mentale, sopratutto mentale.
La serie offre una magnifica riproduzione della catastrofe provocata da un terremoto di grado 8.0 della scala Richter, riproducendo così danni, crolli, spaccature e distruzione, ma anche pianti, morti, tristezza, amarezza e disperazione delle persone che sono protagoniste della vicenda. Purtroppo in queste evenienze la popolazione è la prima protagonista del dramma e in Tokyo Magnitude 8.0 questa costante non viene tradita: infatti, oltre ai nostri 3 protagonisti ne avremo anche altri, con le loro storie piene di dolore e tristezza, ma anche colme di speranza.
Gli scenari sono stati realizzati con estrema precisione, come già ci viene mostrato nella sigla iniziale, dove ci viene mostrata una Tokyo quasi rasa al suolo, preparando così lo spettatore a cosa "lo aspetterà". Si, perchè la bravura e la maestria dello Studio Bones è stata quella di immedesimare lo spettatore nella vicenda, di farlo partecipe del dramma, di fargli immaginare come avrebbe reagito lui alla catastrofe e di come ne sarebbe uscito. Nei momenti di scoraggio dei protagonisti, nei momenti di demoralizzazione, di tristezza e di angoscia ci si sente anche noi in quella stessa situazione perchè vedere Mirai, Yuki e Mari, la ragazza che li accompagna e li aiuta, è come vedere gente quotidiana che soffre e spera nella sopravvivenza loro e di coloro che si ama. I sentimenti e le sensazioni vengono così "inviate" allo spettatore in maniera immediata ed eccellente.
Non oserei dire che Tokyo Magnitude 8.0 è da considerarsi più che un manuale di sopravvivenza, un manuale di vita: la giovane Mirai, annoiata dalla vita, ritrova la forza di andare avanti tramite la triste sciagura alla quale è incappata, portandola ad una graduale forza interiore che la aiuterà moltissime volte. Inoltre un inaspettato finale a sorpresa rafforzerà l'interesse e l'emozione da parte dello spettatore verso la serie.
Alla serie complessiva do un 7 e mezzo e la consiglio a tutti, per la maestria e per l'originalità con la quale è stata fatta.