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Cosa succede quando una studentessa universitaria finisce tutti gli esami e, stanca di studiare, vuole finalmente di rilassarsi, ma non può uscire per cause di forza maggiore?
Succede che quella studentessa, spulciando l'archivio di AC s'imbatta per caso in un titolo che parla di due delle cose che ama di più e che, quindi, decida di vedersi la serie in questione. Non solo, ma visto che ha tempo, riesce a vedersela in una sola giornata - cosa che, per motivi di tempo, non è mai riuscita a fare, per quanto la stessa potesse essere breve. È questa, in definitiva, la storia dell'incontro fra me e questo anime.
<i>Sora no manimani</i>, a conti fatti, non è un capolavoro, ed è per questo che gli ho dato solo 8, invece che il 10 che il mio cuore avrebbe voluto dargli; tuttavia, è risultata una piacevole sorpresa.

Saku è un ragazzo che, a causa del lavoro del padre, si è trovato costretto a viaggiare molto e a cambiare spesso scuola. Arrivato alle superiori, però, i genitori decidono di stabilirsi nell'unico luogo in cui, forse, Saku non vorrebbe mai tornare. Sì, perché in quel paesino c'era una bambina pestifera che lo costringeva a fare le ore piccole per accompagnarla a vedere le stelle, che lei amava con tutta se stessa, mentre lui voleva solo essere lasciato in pace a leggere i suoi amati libri. Ovviamente, il povero Saku spera di non incontrare mai più la folle compagna di giochi. E invece, come in ogni commedia romantica che si rispetti, chi è la prima persona che incontra una volta nella nuova scuola? Mihoshi, la piccola peste, crescendo non è cambiata di una virgola, così come non è cambiata la sua passione per il cielo notturno, tanto che riesce a convincere l'amico d'infanzia ad unirsi al club di astronomia da poco fondato (e ancora senza alcun iscritto).
Iniziano così le avventure dei ragazzi e la lotta per la loro sopravvivenza, dato che, pare, la rappresentante degli studenti non approvi il gruppo, considerandolo solo una perdita di tempo. Ecco così il nostro Saku che, ancora una volta, è costretto a chiudere i suoi amati libri per alzare gli occhi al cielo e alla vita. E con lui, anche noi seguiamo le vicende del gruppo e le loro escursioni notturne sotto il cielo stellato e ci avviciniamo al magico mondo lontano, ma così vicino, dell'astronomia; iniziamo a conoscere le storie, i miti, legati alle costellazioni, il modo in cui trovarli nella volta stellata... e a renderci conto che, lontano dalle luci della città, su di noi, c'è un mondo che troppo spesso dimentichiamo, anche se è sempre lì, ad osservarci. Grande, luminoso, splendente e meraviglioso.

Come già detto, ho amato molto questa serie, perché parla di due mie grandi passioni: l'astronomia e la lettura. E così, se da una parte mi sono sentita vicina a Saku e alla rappresentante degli studenti (che fa parte del club di letteratura), dall'altra non potevo non spalancare anche io gli occhi davanti a quel cielo stellato, annuire ad ogni concetto che già sapevo, desiderare ardentemente di poter vedere anche io quel bellissimo cielo.
E tuttavia, nonostante gli attimi intensi che questa serie regala allo spettatore, con picchi poetici davvero belli e dolci, non si può dire che dia niente di nuovo al panorama dell'animazione - a parte qualche sano concetto di astronomia. I personaggi, per esempio, pur essendo abbastanza ben delineati, non è che siano così originali: c'è la solita brava e taciturna ragazza, il malaticcio, il maniaco, la ragazza gelosa e rivale della protagonista, amante della moda, la secchiona di turno... Per chi ama le storie romantiche, inoltre, non si faccia illusioni leggendo "romantico" tra i generi: se da una parte si capisce quali siano i sentimenti dei protagonisti l'una verso l'altro, dall'altra non c'è niente di concreto, che lascia comunque a bocca asciutta; inoltre, molte domande restano senza una risposta, complice l fatto che il manga, pare, sia ancora in prosecuzione.

Anche a livello grafico e musicale non c'è nulla che faccia urlare al capolavoro. Sì, i disegni sono belli, ma nella media, e le sigle non è che proprio siano chissà che, nonostante la opening si adatti perfettamente alla protagonista (sentendola, non si può non pensare "Questa qui è una pazza!") e le altre siano dolci e inserite nei momenti strategici della narrazione.
In definitiva, sebbene ci siano titoli migliori, lo consiglio comunque a tutti, amanti o meno dell'astronomia: potreste scoprire una nuova, insospettabile passione!