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(Sebbene la serie sia composta da 12 episodi, in realtà c'è un OAV che conclude le vicende della serie, quindi la mia recensione verterà sull'opera completa).

<b>Attenzione: possibili, non voluti, spoiler!</b>
Dovete sapere che io sono una persona abbastanza masochista. Nel senso che, se ho visto una serie, per quanto possa avermi fatto pena, tendo a guardare anche il seguito. Non tanto perché pensi che possa migliorare, quanto perché, ormai, visto che ci sono, voglio sapere come finisce la vicenda.
Anche il seguito di <i>Koi Suru Tenshi Angelique - Kokoro no Mezameru Toki</i> l'ho visto per gli stessi nobili motivi. Non che non potessi immaginare già da me come sarebbe andata a finire, ma ero curiosa di vedere dove si sarebbero spinti gli sceneggiatori.
Bene, posso dire che <b>non</b> si sono spinti. Il copione non è cambiato quasi per niente.
Angelique, nel nuovo universo che ha liberato dall'inverno perenne, è chiamata a una nuova missione: salvare la regina che è scomparsa ed è nelle mani dello spirito dei Sacria; per farlo, dovrà trovare i nuovi guardiani dell'universo.
Inizia così il viaggio di Ange, di pianeta in pianeta, di coloro che sono stati destinati a tale compito. Lei però ha imparato cosa vuole dire essere strappati dalla propria vita per un compito più grande - come è accaduto ai guardiani dell'altro universo - e perciò vuole che siano loro ad accettare, con il cuore, la nuova missione.

Le puntate, quindi, scorrono quasi tutte in questo modo: Ange arriva dal guardiano in questione, gli parla, quello ha delle incertezze, ma alla fine accetta. E quando non c'è bisogno di alcun dialogo e il guardiano accetta subito, ecco che comunque si profilano all'orizzonti elogi al destino, alle imprese che potranno compiere per salvare il mondo, alla bontà, all'amore, ai buoni sentimenti.
Il che, francamente, dopo già due secondi, inizia a dare il voltastomaco.
Se poi vi mancano i <s>fighi</s> guardiani dell'altra serie, non abbiate paura: arriveranno anche loro, perché una parte dei futuri guardiani si trova nell'altro universo.
Comunque, bisogna dire che questa serie, rispetto alla precedente, ha il merito di aver dato una personalità migliore ai guardini (che è il motivo per cui ho non gli ho dato la semplice sufficienza), perché li conosciamo anche com'erano prima e come sono agli esordi della loro carriera. Beh, ok, non è che possiamo proprio scrivere dei trattati sulla loro psicologia, ma almeno possiamo dire che ce l'hanno.
Anche Ange, a detta dei personaggi, cresce e matura: io tutta questa maturazione non l'ho vista, sebbene, in effetti, la ragazza si piange meno addosso, è più sicura di sé e meno pappamolle; certo, adesso può impugnare uno scettro che fa molto Sailor Moon, appaiono strane ali sulla sua schiena e, ovviamente, tutti sono innamorati di lei, ma del resto stiamo parlando comunque di Angelique.
Ah, giusto per chi si chiedeva se, fra tanti fighi, alla fine qualcuno ha l'onore di diventare la dolce metà. Posso dirvi che <i>probabilmente</i> è così, ma gli sceneggiatori hanno voluto lasciarci un semi-punto interrogativo, mostrandoci solo una dolce, mielosa e inutile immagine di lei che stringe le dita della mano di uno. Chi questi sia, però, è un semi-mistero (perché, lei, comunque, una simpatia ce l'ha - sì, lo so che sembra una storia d'amore delle scuole medie: credetemi, lo penso anch'io).

Per quanto riguarda i disegni, siamo ai livelli della prima serie: i ragazzi sono tutti fighi, mentre lei è la solita insulsa nullità-nulla-di-che che alza l'autostima delle ragazze non proprio bellissime. Le musiche, invece, mi sono piaciute, nonostante, anche queste, non siano proprio dei capolavori.
Insomma: se vi state struggendo dal desiderio di sapere come si concludono le avventure della dolce Ange, vedetevelo, ma se la notte riuscite tranquillamente a dormire sogni tranquilli, continuate a spendere il vostro tempo per altri titoli, lasciando da parte questo. A meno che, ovviamente, non volete lustrarvi un po' gli occhi - nonostante, anche da questo punto di vista, ci sono decine e decine di serie più belle, con ragazzi altrettanto, e forse più, <i>kakkoi</i> di questi.