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8.0/10
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Angel Beats è titolo enigmatico per una serie altrettanto enigmatica, che ci catapulta sin dalla prima puntata "in medias res". Ci troviamo di fronte a un dolce faccino così "kawaii" che impugna uno Sniper, con tutta probabilità un M40 da 7,62 mm. Yuri-chan, la nostra tiratrice scelta, punta questo meraviglioso giocattolino dritto dritto sul faccino di un'innocente ragazzina, mentre spiega al nostro protagonista Otonashi-kun come stanno le cose.

Trama
Come già detto sin dalla prima puntata ci viene ben spiegato cosa avviene. Il nostro protagonista Otonashi-kun è morto, per cause apparentemente misteriose, e si ritrova in una scuola (anche dopo la morte, eh) dove chiunque venga accoltellato, sparato, bastonato, sgozzato torna in vita, anzi non muore proprio, mentre coloro che si comportano secondo gli schemi, e "vivono", scompaiono. Incredulo, Otonashi-kun, come il migliore dei cretini, nonostante i ripetuti avvisi di Yuri, si dirige verso l' "Angelo" solo per essere pugnalato dritto al cuore.

Così inizia uno degli anime più divertenti e drammatici che abbia mai visto. Le prime puntate forse non sono il massimo, ma man mano che si scalano questi 13 episodi la tensione e le gag diventano sempre più intense e coinvolgenti. Il background dei personaggi è un po' tetro ma ben curato e realistico, per il contesto in cui si trovano.
Nell'anime si raggiungono picchi di eccellenza come le scene della "sedia" con la musichetta in sottofondo, ho riso come un deficiente per 10 minuti filati, e un finale drammatico e commuovente come pochi anime che ho visto ce l'hanno.

Character Design
Questo forse è il punto forte di questo'anime, qui non abbiamo la timida, il figo, la scema etc. etc. Abbiamo personaggi che, per quanto possibile "reali" - non fraintendetemi, eh, sempre in base al contesto - sono ben allocati nei loro ranghi e disposti a tutto pur di non scomparire, spasmodicamente attaccati a quella che sembra essere la loro ultima flebile fiamma di vita. Ogni personaggio, seppur non approfondito, lascia un po' di sé nello spettatore, lasciandoci riflettere e ridere contemporaneamente.

Ambiente e grafica
L'ambientazione va al di là della semplice scuola, e non perché il 90% degli avvenimenti avvengono in quest'ultima, ma perché si ha una visione completamente differente, un cambio di prospettiva, né banale né scontato. Si abbandono l'omologazione del banco per una più fresca e divertente visione della vita scolastica, fatta di ribellione divertimento e rivolta contro il sistema, contro i superiori, ma in special modo contro Dio.
La grafica ovviamente eccelle al meglio se visionata in HD, non ai livelli massimi, ma permette di godere appieno dei frutti del 21° Secolo: Tv HD, risoluzioni molto grandi e un busta di pop-corn da microonde ancora cocente.

Conclusione
Quest'anime è un piccolo prodigio, uno di quei gioielli da custodire gelosamente che fa riflettere sul vero significato della vita, nel suo piccolo. Forse attribuisco un significato eccessivo a un semplice anime, ma questo come pochi mi ha lasciato qualcosa che difficilmente si staccherà da me. Consiglio la visione a chiunque, eccetto ai cercatori di ecchi e shoujo smielati.
Pecca di quest'anime è l'eccessiva brevità, dura appena 13 episodi per un anime che ne meritava almeno 24; proprio per il ridotto numero di episodi non vi è un'analisi specifica di molti personaggi, ma questo non toglie nulla a quella che reputo una delle migliori serie del 2010.