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"Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento."
Carmelo Bene

Non trovo affatto dispendioso citare un omone come Carmelo Bene nel descrivere un corto di nemmeno tre minuti, ma devo confidare come alla lettura di questo susseguirsi geniale d'immagini frenetiche io abbia pensato di Ishida Hiroyasu l'essere pieno di talento. Gli appassionati del genere 'cortometraggio', e volendo dei lungometraggi d'animazione nipponica, sono a conoscenza dell'amatoriale e casalinga produzione dei corti di Ishida. Proprio per questo sottolineo come questi siano geniali. L'affermazione di Bene non può che essere adatta nel descrivere questo 'ragazzo'.
Il mio voto è alto. Troppo? Se si analizza il cortometraggio in sé, si può ben vedere come il soggetto sia piuttosto semplice e sarcastico. Ed è qui che forse la maggior parte degli 'spettatori' si sono fermati. Il soggetto potrebbe far pensare d'essere la scusa e il movente per palesare la voglia d'esprimersi e di mettersi in mostra dell'autore. Sì è così, lo fa pensare e lo è. A questo però s'aggiunge l'espediente del comico occasionale, il dare un movente alle grandi potenzialità dell'autore. Quindi, si sommano il soggetto e le potenzialità e il risultato è 'La confessione di Fumiko'.

Se dovessi valutare la storia in sé, non le darei nemmeno un 5, ma a questo ben si aggiunge l'incredibile capacità dell'autore di creare quello che gli passa per la testa.
Citando nuovamente 'gli appassionati del genere', mi sento di descrivere tutti quelli che hanno visto e capito il video sotto un punto di vista linguistico, dei conoscitori del giapponese. L'abitudine all'ascoltare, tramite la visione di anime in lingua originale con sottotitoli, porta facilmente alla comprensione dei dialoghi di questo corto, una comprensione limitata certo ma di piacevole stupore.
Il mio voto è dato dalle capacità del giovanotto e dalla semplice ma ricercata storiella narrata, potrei ben descrivere questo corto come un dolcissimo e divertente schiaffo alla superficiale e banale animazione moderna.