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7.0/10
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Sotto la guida dell'Imperatore Adriano (24 Gennaio 76 - 10 Luglio 138), Roma antica conquista una delle più alte vette di prosperità e prestigio mai raggiunte nel corso della sua storia. Di ciò, un fattore fondamentale è senza dubbio l'eclettismo culturale, reso possibile da una mentalità aperta e da una fine vivacità intellettuale, caratteristiche proprie della società nonché, naturalmente, dei singoli che questa comunità vanno a costituire: figure di spicco della res publica, letterati, militari, attori e, non da ultimo, architetti, creatori di costruzioni che hanno l'esplicito scopo di rendere chiara la commistione di elementi eterogenei che i grandi imperi, con maggiore o minore fortuna, tentano di armonizzare. Tra questi esperti, numerosissimi in Roma, ce n'è uno che si contraddistingue in merito ai "viaggi d'istruzione" intrapresi all'estero (in voga già all'epoca): il suo nome è Lucius Modestus.
Architetto dallo stile classicheggiante in un periodo storico di fermento e profondi mutamenti, la sua opera viene accantonata, almeno finché non accade un evento straordinario: recatosi in un centro termale con un amico nella speranza che un bel bagno tonificante possa raffreddare la cocente umiliazione di un licenziamento immeritato, l'ingegnere Modestus viene risucchiato da una crepa della vasca, che incredibilmente lo porta nel Giappone odierno. Ha così inizio una serie di "trasferte", dalla quale Lucius resta affascinato dai manufatti e dalla saggezza termale di quella che lui chiama "tribù dalla faccia piatta", da cui il serio e stacanovista civis romanus attinge parecchie innovazioni che introduce nella caput mundi.

Thermæ Romæ (テルマエ・ロマエ Terumae Romae) è una miniserie in sei episodi (insieme a un settimo bonus incluso nel cofanetto Blu-Ray), andati in onda dal 13 al 27 Gennaio 2012 su Fuji TV nel contenitore NoitaminA, che coprono approssimativamente i primi quattro capitoli del fortunatissimo manga di Mari Yamazaki, edito in Italia da Star Comics, mentre le ultime due puntate inscenano delle vicende originali che si verificano durante lo spostamento di Lucius alla volta di Gerusalemme, dove è inviato dal sovrano Adriano, esponente reale, al pari dell'inventato eroe, di quella politica di sincretismo appartenente a ogni longeva civiltà di cui si è parlato in apertura.
Passando subito all'analisi del comparto tecnico onde evitare spoiler e lasciare intatto al fruitore il fascino della sorpresa e tralasciando delle considerazioni (quale la dimostrazione che i prestiti di Lucius non sono manifestazioni di scherno nei confronti suoi e dei romani e di superiorità della Yamazaki e dei suoi connazionali) che, data la brevità dell'anime, è meglio affrontare organicamente in recensione al manga, croce e delizia di questa realizzazione è il suo essere in flash; ossia, non si tratta di un vero anime in 3D, bensì i personaggi si muovono con un piccolo ventaglio di animazioni e appaiono come delle figurine ritagliate in 2D che si muovono su degli sfondi immobili: avete presente i bambini che, nelle recite scolastiche, fanno le onde nascondendosi sotto teli azzurri che agitano contro un pannello piatto e visibilmente staccato dall'azione? Ecco, il risultato visivo è quello, sgradevolmente freddo e meccanico benché lo studio responsabile DLE Inc. abbia curato ciascuna singola parte. C'è però da dire che, se in alcuni riguardi perde efficacia (oltre all'apparato grafico, ascoltare i romani dialogare fluentemente in giapponese e poi non capire gli abitanti giapponesi è davvero strano, probabilmente nel fumetto quest'effetto è ridotto dal fatto che le conversazioni sono scritte e lo stacco è "mediato" dalla traduzione nostrana), questo titolo risulta talmente originale che l'aspetto tutto sommato trash dovuto al tipo di animazione dà alla sua ironia demenziale tipicamente nipponica un tocco di ilarità che, in effetti, non c'è nella versione originaria.

Il doppiaggio è adeguato, e la soundtrack è particolarissima: composta per lo più da brani di musica classica, di primo impatto può sembrare anacronistica, ma considerando la maestria con cui essa è usata da sottofondo a certe scene, la cosa è perdonabilissima (quando Lucius riemerge nel negozio di sanitari è geniale la sua disperata ricerca di un WC drammatizzata dalla Cavalcata delle Valchirie).
Riguardo l'ending Thermæ Roman (l'opening praticamente non esiste, a parte per l'immagine di un complesso termale romano introdotta sullo schermo con l'accompagnamento di qualche nota), invece, il testo è simpatico e azzeccato, tuttavia il ritmo pop è fuori luogo per quanto di per sé orecchiabile.

In conclusione, Thermæ Romæ anime è sì una buona idea, ma la sua concretizzazione non è delle migliori: a partire dall'essere in flash (che comunque comporta dei vantaggi imprevisti e non soltanto pecche facilmente intuibili), il ristretto numero di episodi e la loro scarsa durata (dodici minuti circa) lo rendono un divertissement adatto ai lettori più entusiasti del manga riprodotto, ma come versione a sé stante sembrerebbe voler essere un esperimento volto a sondare la risposta e il gradimento del pubblico, un'iniziativa, si spera, dall'esito positivo che convinca produttori e studio a investire in un progetto animato, e non solo nel futuro live action, maggiormente ambizioso e soddisfacente.