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8.0/10
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La protagonista di questa storia è Chihaya, una bellissima ragazza che non fa nulla di particolare per esserlo. Il suo carisma sta tutta nella spontaneità, che a volte può essere tale da fare allontanare la gente non appena apre bocca o si muove con il suo fare buffo e confidenziale. Se sta immobile sembra una bambolina dai colori pastello avvolti in un'incantevole aura luminosa, ma in un attimo scatta su come una molla piena di vigore, e l'attimo ancora dopo le sue energie si esauriscono per lo sforzo mentre la sua snella figura si abbatte al suolo del campo da gioco.

Un campo da gioco appunto, perché la storia di cui si sto scrivendo è interamente incentrata sul gioco di carte del Kurata. Essa è la trasposizione animata in 25 episodi del manga ancora in corso di Yuki Suetsugu. Il Kurata è una passione che diviene una vera ispirazione e una meta da perseguire. Ci si siede sul tatami in maniera cerimoniosa. Si scrutano le carte sperando di memorizzarne in fretta la posizione. Ci si mette in posizione con le mani pronte a scartare la carta che verrà letta. La concentrazione è a livelli palpabili, l'atmosfera densa e la vista accecata dalla voglia di vincere e di fare del proprio meglio. Quale delle cento poesie verrà letta? Chi sarà la mano più veloce? E, soprattutto, chi sarà il tuo sfidante?
Non fatevi spaventare, Chihayafuru è un'anime sportivo che si fa voler bene da tutti per il modo appassionato con cui si propone. Certo, preparatevi a innumerevoli scene di partite giocate l'una dopo l'altra dai cinque membri del club scolastico del Kurata. Si è così tanto presi da questi tornei che si finisce per esserne esasperati, nonostante ogni partita sia originale e avvincente. Fortunatamente, ognuno dei personaggi vede la storia dalla propria angolazione, ed è ciò che arricchisce il racconto di interessanti punti di vista che riguardano la sfera personale della vita di ognuno. C'è qualche gag qui e là, e uno scorcio - seppure troppo breve - di vita quotidiana. Dunque, anche gli accaniti sostenitori dell'hobby chiappe-incollate-alla-sedia-perfetta potranno apprezzare la determinazione con cui Chihaya affronta i suoi sogni, trascinando con sé persone che, dei loro sogni, ne avevano fatto a meno.

Subito dopo la dinamica e orecchiabile opening, il primo episodio inizia con una Chihaya che corre come un razzo, si arrampica alla bacheca degli annunci con la tuta sotto la divisa, e torna svogliatamente a lezione. Lei vive del Kurata, e vorrebbe condividere questa sua gioia con gli altri. Così, lungo il suo percorso liceale farà strage di vittime - ossia Taichi, Oe, Komano e Nikuman... ehm, cioè Nishida. Fra tutti loro, Chihaya rappresenta la macchietta dai modi strani e l'ossessione asfissiante verso il suo obbiettivo: diventare la Regina del Kurata. Il fatto è semplice. Il Kurata è un gioco poco conosciuto, e i tornei del Giappone stabiliscono i vincitori a livello mondiale. Divenire Re e Regina del Kurata in Giappone significherebbe detenere il titolo a livello assoluto. Una soddisfazione appagante insomma, che cela la voglia di arrivare sulla vetta più alta.

La voglia di emergere, combattere e riuscire. Chihaya ha conosciuto il Kurata mentre era una ragazzina-maschiaccio eclissata dalla luce dei riflettori puntati sulla sorella, una idol emergente. Taichi da sempre era il brillante compagno di classe di belle speranze che non riusciva a raggiungere profondamente la sua migliore amica. E poi subentra lui, Arata, un ragazzino taciturno che non si dà la pena di creare legami con le persone, se non attraverso la passione verso il Karuta, trasmessagli dal nonno. Una passione che a sua volta infonderà a Chihaya, che svegliatasi dal suo lungo sonno infantile, comincia a mettersi in discussione per la prima volta e a vivere in prima persona, da protagonista stavolta.
Il trio di amici si scioglie quando Arata torna nella sua città natale. I ragazzi crescono e i tempi andati sembrano dei ricordi assopiti, questo fin quando Taichi non si imbatte di nuovo in Chihaya. I suoi sentimenti riemergono come se nulla fosse cambiato. Purtroppo lei sembra guardarsi indietro verso il criptico Arata, ammantato in un alone di triste solitudine per cui è difficile simpatizzare per lui. E mentre Taichi sembra andarle incontro, Chihaya si muove verso Arata, sbloccando i suoi modi incuranti e stereotipati di "ragazza tutto Kurata".
Il finale è aperto. Dopo una serie di colpi di fortuna che mi hanno perplessa (come fanno a vincere le partite di squadra con Oe e Kumano che sono dei novellini?), i membri del club si accaniscono sui propri obbiettivi - raggiunti in maniera davvero peculiare gli uni dagli altri - e pur subendo delle sonore sconfitte osservano il torneo finale con trepidazione.
Osservano il Re e la Regina, i loro futuri avversari.