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Ci sono alcuni anime che semplicemente non si possono superare, non si possono imitare, si può solo tenerli lì, prenderli come esempio, come pietra fondante e da essi costruire qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso. In questo caso l'anime irraggiungibile del genere è "Slam Dunk" e il nuovo e promettente è "Kuroko no Basket". Ma quest'ultimo è in grado di raggiungere vette talmente alte da ricordare il più blasonato predecessore, tanto da poter accostarsi alle sue pesanti orme. Tuttavia, il paragone tra i due anime si esaurisce qui, in quanto, "Kuroko no Basket" ha una propria distinta, quanto evidente, identità.
La prima cosa che si nota è il grado di "fantascienza" che c'è in questa serie. Pur essendo a tutti gli effetti un anime sportivo centrato sul basket, cerca in tutti i modi di trovare la propria originalità nell'estrosità e nell'incredibile, o meglio, nell'impossibile. Già, perché i cinque membri della famigerata Generazione dei Miracoli (anche se in questa serie ne compaiono solo 3) sembrano avere tutti dei poteri "sovrannaturali" legati al basket. Chi è in grado di segnare infallibilmente da ogni zona del campo, chi può copiare le mosse degli avversari dopo averle viste anche per una sola volta e chi sembra semplicemente inarrestabile, capace di segnare in ogni modo e maniera. Poi ci sono Kuroko e Kagami, i due protagonisti dell'anime, la coppia che cerca di integrare le proprie capacità eccezionali con l'obiettivo di battere, insieme, tutti i membri della Generazione dei Miracoli, di cui Kuroko, tra l'altro, faceva parte come sesto uomo. La sua abilità eccezionale (per non ripetere "fantascientifica") è quella di effettuare passaggi impossibili, precisi e infallibili. Kagami, invece, è il classico giocatore fisicato e irruento, che salta come un marziano e schiaccia come nessuno mai. Grandi capacità e grandi margini di miglioramento, determinazione incrollabile e voglia di giocare a basket che prevale su tutto.
E' un anime che non mi ha preso subito dalla prima puntata, che non mi ha strabiliato o lasciato senza fiato, ma è un anime solido, che sa quello che sta offrendo, che mantiene nella forza dei propri personaggi tanto del suo appeal. Che racconta di basket e, seppur con qualche effetto speciale, non ne stravolge le regole, i colori, i suoni e le emozioni che solo questo sport è in grado di dare. E come ogni anime sportivo che desideri andare oltre al semplice gioco, narra anche di emozioni e di sentimenti, di storie e di vita vera.
Gli manca ancora qualcosa per essere eccellente, per essere al livello dei migliori. Però ho notato un progressivo miglioramento con lo scorrere delle puntate, non dovuto solamente ad un mio maggiore coinvolgimento con la storia, ma ad un'effettiva ed esponenziale capacità di stupire. Quei personaggi e quelle storie che inizialmente sembravano un po' avulse e forzate, si sono mischiate, si sono miscelate e sono state in grado di tirare fuori molto di più di quello che mi sarei aspettato. Davvero un bellissimo anime, di quelli che non riesci ad aspettare. E poiché finisce sul più bello, credo che proseguirò con il manga, dato che lo ritengo altrettanto meritevole.
Buona visione a tutti. La palla arancione a spicchi non delude mai, e se per caso anche tu ami il basket, guardarlo ti farà solo venire una gran voglia di giocarci!