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Quanto può contare per noi l'incontro con una persona?
Quanto possiamo cambiare grazie a quella persona?
Quanto può cambiare la nostra vita grazie all'amicizia e all'amore?
Sono queste, fondamentalmente, le domande che ogni spettatore si pone guardando quest'anime, dalla prima alla seconda stagione.
La storia di Sawako, detta Sadawo per via della sua incredibile somiglianza con la protagonista del film Horror "The Ring", è una storia molto semplice, di crescita interiore e di graduali, ma decisivi e significativi, cambiamenti nel rapportarsi con gli altri e con il mondo. Tutto ciò potrà avvenire grazie alla presenza di Kazehaya, il ragazzo più popolare della scuola, gentile e disponibile con tutti, l'unico che sin dall'inizio non ha paura di relazionarsi con Sawako, anzi l'aiuterà a impegnarsi e a conquistarsi una nuova vita, fatta di amiche, di uscite, di risate, di emozioni e pian piano anche di amore.
Come nella prima stagione, anche nella seconda stagione l'elemento caratterizzante è la lentezza. Tutte, o quasi tutte, le scene sono "molto chiacchiere e pochi fatti concreti". Sinceramente, mi aspettavo davvero qualcosa in più. E invece, 12 episodi abbastanza buoni, ma nulla di particolarmente emozionante e coinvolgente. Trovo davvero buona la caratterizzazione dei personaggi, sia primari che secondari:
Il personaggio di Sawako è molto particolare; lei è tremendamente impacciata, a volte fin troppo ingenua, ma molto sensibile e soprattutto volenterosa di cambiare la sua condizione e i rapporti con i suoi compagni di scuola. Devo ammettere che è di una bontà rara, sempre pronta ad aiutare i suoi compagni di classe e tremendamente giudiziosa e studiosa, ma quando si tratta di dover esternare i propri sentimenti è davvero una frana. Possibile che dopo più di 30 puntate non riesca a decidersi di confessare a Kasehaya il suo amore? A 15 anni non si è più così bambini, in molti altri anime che ho visto i personaggi sono molto più coraggiosi, intraprendenti e sicuri dei loro sentimenti, con tantissima voglia di viverli non solo platonicamente ma anche fisicamente (almeno con baci, abbracci e mano nella mano!). Invece qui sia lei che Kazehaya sembrano dei ragazzini di 12 anni che non sanno nemmeno come si scrive la parola "ti amo", è davvero un'esagerazione che a lungo termine porta il telespettatore a stancarsi, come è successo a me e ad altri come me.
Per fortuna, quasi alla fine di questa seconda stagione assistiamo, finalmente, alla dichiarazione di entrambi, sempre se così si possa definire, dato che non si dicono "ti voglio bene" ma un semplicissimo "mi piaci", che a parer mio non permette di ottenere lo stesso risultato, indi le stesse emozioni.
Comunque, trovo che sia una storia abbastanza bella nella sua semplicità, con numerose pecche, questo sì, ma almeno divertente, soprattutto perché ho adorato anche i personaggi secondari, in particolar mondo Chizu-chan.
Credo che la mancanza di almeno un bacio tra i due protagonisti abbia reso la serie un po' pesante ad un certo punto. E che cavolo! L'autrice poteva inserire almeno una scena romantica in cui i due si scambiassero un tenero bacio, in fondo stiamo parlando di liceali e non di bambini delle elementari!
Sono convinta che una maggiore passione avrebbe reso quest'anime molto più piacevole e godibile, avrebbe di sicuro suscitato maggiori apprezzamenti.
Mah, spero sinceramente che nel manga la scena del bacio ci sia, dato che non l'ho ancora letto nutro profonde speranze di poter trovare dei momenti molto più emozionanti e coinvolgenti.
Tutto sommato, considero quest'opera un buon lavoro che però poteva essere un'ottimo lavoro, che merita comunque una chance ma che, sicuramente, non piacerà proprio a tutti.