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9.0/10
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"Lesson XX" è un OVA basato su un racconto breve di Ei Oonagi. Il regista - di cui ignoro l'identità - ha cercato di trasporre al meglio il contenuto di quest'ultimo: la storia di Shizuka e Sakura, due amici frequentanti il medesimo liceo e quasi "conviventi" - abitano nello stesso stabile, probabilmente fin dalla più tenera età, ed i genitori di entrambi si frequentano assiduamente -, che scoprono l'amore reciproco.
Non ho letto il racconto di Oonagi, ma data la breve durata dell'OVA - circa 49 minuti - ed i continui ed immediati passaggi da una scena all'altra, è presumibile che sia anch'esso molto breve: di conseguenza, si evince l'intento del regista, ovvero quello di essere il più fedele possibile alla versione cartacea.
Allo spettatore viene offerta tutta una serie di immagini, di stralci quotidiani, che bastano da soli a definire i caratteri in cui questi due ragazzi imparano a riconoscersi ed amarsi.

<b>Il seguente paragrafo contiene spoiler</b>
Essendo amici d'infanzia - Sakura sa esattamente dove Shizuka si trova al momento opportuno - i due tentano, per ingenuità o ostinazione, di nascondere i loro sentimenti. Shizuka si tormenta e finge che le ragazze destino in lui qualche interesse. Sakura, d'altro canto, non riconoscerebbe un preservativo nemmeno se lo stringesse in una mano; sentendosi "strano" - io ho visionato il prodotto in lingua originale e sottotitolato in inglese, e la parola "weird" ricorre con insistenza - raggiunge l'amico al solito posto - una spiaggia desolata al chiaro di luna - per capire se sia normale non avere alcun tipo di "appetito" del genere, in particolar modo se rivolto al sesso femminile. Nel confronto, l'altro afferma il falso, dicendo di provare interesse per le ragazze, e al contempo afferma il vero, esprimendo il desiderio di baciare Sakura. Di fronte alla reazione di Sakura, Shizuka maschera il proprio errore e lo chiama "joke". Ma a questo punto Sakura pretende il bacio e lo ottiene.
Entrambi si autoconvincono che la colpa dell'accaduto sia da attribuire alle stelle, al mare, alla brezza serale e marina - poco ci manca che accusino la musica di sottofondo, a mio avviso povera ma azzeccata nelle scene clou - e congedano lo spettatore con un abbraccio carico e allo stesso tempo indistinto. In seguito, i due hanno un ulteriore confronto: Sakura, ormai innamorato, si dichiara al migliore amico; Shizuka, fermo nelle sue convinzioni, attribuisce l'intraprendenza dell'altro alla curiosità tipica dell'età adolescenziale e i due si separano tra nomi gridati e lacrime di pentimento sincero. Infine, il confronto finale. E' capodanno, e si suppone che dalla fatidica confessione sia passato qualche anno. Pare che entrambi abbiano sperimentato l'amore eterosessuale. Shizuka ha baciato la sua spasimante calandosi nello stesso luogo e nella stessa atmosfera in cui aveva ottenuto le labbra di Sakura, tentando un paragone ed uscendone sconfitto nell'orgoglio. Sakura non è neanche riuscito a baciare la sua ragazza, ancora ardendo nel ricordo del contatto con l'amico. Consapevoli delle proprie debolezze, i due si affacciano all'anno nuovo con l'atteggiamento peggiore: Shizuka lascia che la sua ragazza venga trascinata dalla folla che corre verso il punto di maggiore visibilità dei fuochi, mentre Sakura si chiude in casa. Ma in un momento, i due sentono il lampante desiderio di raggiungere il luogo del "delitto": Shizuka, per piangere sé stesso e il suo amore nella più totale solitudine, Sakura per raggiungere l'altro, nella sicurezza che questi si trovi dove vuole che sia.
Sakura arriva, Shizuka si volta verso di lui senza più preoccuparsi di nascondere le lacrime. Bastano poche parole, il chiarimento avviene, e i due si conoscono fino in fondo.
Il film si chiude con una punta dolce - amara, con Shizuka che, pur essendo finalmente legato all'amico, nel tanto inconsciamente agognato rapporto carnale, si domanda se riuscirà a stringere per sempre la mano del suo amato Sakura.

"Lesson XX" è un prodotto certamente inusuale, certamente non fatto per piacere alla gente. Ad una prima occhiata, può sembrare che certi passaggi siano forzati ed inutili, ma non è così. E' evidente la scarsità del budget. Le animazioni sono carenti. Ma lo sono specialmente nelle scene principali! Quindi io voglio pensare che sia tutto voluto: l'amore è in genere affidato al caso, ad un destino a volte crudele; e quando questo è omosessuale lo è ancora di più. Incertezza e insicurezza dominano ma, in un certo senso, vengono schiacciate da un dolcezza ed una semplicità ai limiti della ragione.
Voglio promuovere "Lesson XX" con un bel 9: mi ha sinceramente commossa.