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Che cos'è lo sport? Credo che per chiunque sia complicato esprimersi in maniera esaustiva; un attività fisica che porta spesso alla competizione, che a sua volta si ramifica in infiniti esempi di vita e crescita non solo nel corpo, ma anche come individuo.

Ping Pong The Animation viene alla luce dopo quasi vent'anni dalla creazione del manga, a cura di Taiyou Matsumoto, e ci porta in un atmosfera nella quale si respira ancora l'aria del divertimento, dietro quello che con gli anni si è trasformato sempre più in un business. Già allora venivano citati esempi di come dietro la dedizione vi fossero anche soldi e necessità di fama, l'altro rovescio della medaglia, che possiamo trovare in qualsiasi disciplina. Ma la vera forza di questa storia risiede nel saperle amministrare tutte, narrandole con la giusta dose di sentimenti, senza tralasciare ovviamente il protagonista dell'opera: il Ping-Pong.
La trama ruota attorno a Smile e Peko, due ragazzi liceali che si conoscono fin da piccoli, e che insieme hanno coltivato la passione per il tennis tavolo, finendo catapultati ben presto nel mondo in cui non basta la passione, ma occorre anche il sacrificio. Due personaggi completamente opposti: da una parte abbiamo un ragazzo con gli occhiali e lo sguardo perennemente impassibile, che non pare aver realmente motivo di nutrire la sua voglia di vincere, né di divertirsi. Dall'altra, un eccentrico testa a scodella che la prende sempre alla leggera, convinto che il suo talento e il suo modo di giocare possano portarlo in cima al mondo. Se inizialmente i due sembreranno più conoscenti che amici, ben presto lo sport li condurrà a una crescita davvero veloce e ricca di colpi di scena, merito anche dei loro avversari, tutti degni di nota. Tra cinesi costretti ad avviarsi verso le meno gloriose gare nipponiche, a nipoti d'arte in cerca della perfezione, passando anche a chi ci mette l'anima e il corpo, ma non basta, il tutto è illuminato da un misterioso supereroe, che rappresenta fino alla fine l'elemento passione, che dovrebbe essere la fonte principale da cui attingere quando si pratica uno sport. La narrazione purtroppo è un po' veloce, considerando l'arco di tempo che viene preso in considerazione; non ti lascia mai un senso di vuoto, ma delle volte vorresti che certi dettagli, soprattutto nei personaggi secondari, venissero evidenziati meglio. In undici episodi si è fatto il possibile per dare un inizio e una fine, che, secondo me, tutto sommato è da premiare, non essendosi lasciati trarre inganno dai protagonisti che offuscano tutti gli altri; anzi, ritengo che la storia ruoti intorno a tutti, e che le riflessioni siano davvero tantissime. Non ci sono effetti speciali, il tutto si mantiene su una linea realistica, adatta a chi preferisce storie senza troppi "power up" improbabili, che non è difficile trovare in un'opera sportiva.

Il comparto grafico è un'arma a doppio taglio; le scene sportive sono esaustive ma non perfette. Abbiamo spesso delle furbe scelte registiche che riassumono anche più movimenti in poche frammentate immagini; sicuramente non lo si segue perché puoi osservare la pallina andar avanti ed indietro in continuazione, ma questo è un pregio per chi non è un fanatico di questo sport, che rende tutto più leggero e godibile, e non snerva lo spettatore. I personaggi disegnati sono un po' troppo abbozzati, non mancano comunque di personalità, non si confondono con nessun altro, e si miscelano bene a personaggi come Smile, e la sua impassibilità. Sarebbe una bugia dire che non importa; dei volti curati e dei movimenti sciolti sono sempre un bel vedere, comunque ho apprezzato i colori e i fondali, che sembrano fatti con i pastelli, e rendono perfettamente in un prodotto che si riferisce a tempi passati. La regia ha fatto il suo sporco lavoro, per donare un prodotto a basso prezzo e adatto alla visione di una fetta non ristretta di pubblico, ovviamente non schizzinoso alla prima visione.

Una nota di merito va al comporto sonoro; ottimo doppiaggio, dal modo di fare "sciallo" di Peko alla voce apatica di "Smile", per non parlare dei loro insegnanti e il loro discutibile ma simpatico "inglese" stile Mister Tsukimoto. Buona la scelta di rendere "cinesi" i due personaggi che, appunto, non provengono dal Giappone. Le OST sono adatte e frizzanti, soprattutto nei momenti in cui deve salire l'adrenalina. Per non parlare delle scene in cui appare l'eroe, davvero rese in maniera splendida. Opening eccentrica, gasa e allo stesso tempo sembra non prendersi sul serio, con quei disegni ancor meno abbozzati di quelli all'interno dell'episodio e che trasmettono un senso di euforia che si attenua notevolmente con la ending, una nostalgica e dolce chiusura di episodio, che poi secondo interpretazioni personali, anche nel video, ha un significato tutto suo. Personalmente l'ho trovata la migliore della stagione primaverile.

Per concludere, posso solo dire che Ping Pong The Animation è un prodotto più semplice di quanto non lo possa sembrare dalla grafica. Lo sport è un qualcosa che accomuna tutti o quasi, che sia semplice spettatore o professionista. Un argomento che probabilmente non smetterà mai di aver qualcosa da raccontarci, e che qua viene ritratto in moltissime sfumature diverse. Non c'è bisogno di adorare lo sport che viene preso in esame, saranno i personaggi a trasportarvi in questo mondo, dove c'è chi non smette di credere nell'eroe che, un giorno, trasformerà tutto il lato sofferente in un divertimento.