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Due sono le caratteristiche che rendono una commedia scolastica ben riuscita o quantomeno piacevole: i personaggi e la comicità. Ma cosa succede se nessuno di questi elementi funziona? Succede che subentra la noia e la ripetitività. Ebbene sì, in "Tonari no Kaibustu-kun", che in Italia conosciamo col titolo "My Little Monster" grazie alla pubblicazione del fumetto da parte della GP Manga, il tedio regnerà sovrano dopo i primi episodi di puro divertimento. Mi dispiace dargli l'insufficienza, perché l'incipit è carino e i personaggi all'inizio risultano simpatici; speravo che tutto rimanesse tale fino alla conclusione. Purtroppo con l'avanzare degli episodi si è rivelato sempre più deludente, anche se ha comunque i suoi lati positivi.

La protagonista è Shizuku, una studentessa modello con l'aria perennemente seria che pensa unicamente a ottenere voti alti e andare bene a scuola. Il suo comportamento diligente fa sì che i professori si fidino di lei, così un giorno la incaricano di portare i compiti al compagno di classe di nome Haru, il quale è assente da giorni a causa di una rissa che l'ha portato a un'espulsione. Da quel momento non ha più voluto mettere piede in aula perché temeva di non sopportare gli sguardi degli altri. Il ragazzo ha un carattere selvaggio e quasi intimidatorio, per questo la gente se ne tiene alla larga, ma Shizuku sarà la prima persona che riuscirà a fargli cambiare idea sul suo conto. Fu così che iniziarono le loro peripezie.

Scorrevole e frizzante, le premesse per creare una divertente nonché fresca storia d'amore c'erano tutte; dico c'erano, perché poi sono svanite, a partire dall'atmosfera leggera e gradevole alla caratterizzazione dei due protagonisti. Haru e Shizuku, ma più Shizuku che Haru, dopo un po' cominciano a stufare coi loro comportamenti assurdi. Lei, benché potesse sembrare una protagonista atipica degli shoujo, con la sua freddezza e in particolare la sua incoerenza, ha rovinato gran parte della godibilità della serie. Non si capisce se ad Haru ci tiene veramente, viste le numerose volte che l'ha rifiutato e le altrettante volte in cui pareva accettarlo. Il coprotagonista, d'altronde, oltre ad appiccicarsi come un koala e dichiararsi mille volte, altro non sapeva fare. In tutto questo prevale la monotonia delle loro gag, che tanto avevo apprezzato agli inizi, quando i siparietti erano ancora tutti divertenti e nuovi. Per esempio, la scena in cui Haru colpisce accidentalmente la sua amata, quante volte l'hanno mostrata all'interno di quei tredici episodi? Tante, quante sono le dichiarazioni d'amore di Haru.
I rivali in questa serie sono alquanto insipidi, diciamo pure futili, poiché non contribuiscono a niente, tanto che ci siano o no tutto rimane com'era prima. Poveri Chizuru e Yamaguchi, che perdono prima ancora di mettere zizzania nella coppietta. Invece, quelli che si sono sempre fatti amare e rispettare sono gli amici di Haru e Shizuku, ovvero l'energica Natsume, il dolce Sasahara e l'adulto Mitsuyoshi. Interessanti anche le vicende che li riguardano. Senza di loro, probabilmente il giudizio sarebbe più basso.

Il chara design è tra i punti favorevoli dell'opera, molto carino e proporzionato da vedere: ogni personaggio è ben distinguibile e i anche i colori sono amalgamati bene. Ho visto di meglio per quanto riguarda i fondali, ma dopotutto storie ambientate prevalentemente dentro edifici scolastici non puntano granché sugli sfondi. Sigle normalissime e doppiaggio non troppo incisivo. Diciamo pure che l'intera opera non è troppo incisiva, nonostante abbia avuto i suoi attimi di gloria.