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Sono veramente pochi gli anime che riguarderei innumerevoli volte come "Samurai Champloo"! Non è una serie di genere avventura o di samurai o di arti marziali, è un anime d'arte. Dialoghi, situazioni, musica, tutto perfettamente sincronizzato in una trama che, anche procedendo lentamente, non sembra essere il fulcro principale di quest'opera. Lo sono gli accadimenti, le vicissitudini dei nostri tre personaggi che, caratterizzati tutti in maniera molto differente, creano interesse proprio per questo gioco di caratteri che, sebbene distanti, trovano unione nella fame e in una ricerca di amicizia che sembra nascere quasi inconsapevolmente nei primi episodi, e che si rafforzerà fino a concretizzarsi negli ultimi episodi. Ma "Samurai Champloo" è anche un anime di cultura, cultura che Watanabe ha saputo distribuire bene in molte puntate, con una buona iniezione di ironia e a volte anche di nonsense; si affrontano tematiche che all'epoca erano tabù e che oggi a stento si accettano, come quella dell'omosessualità o della droga, si passa dalla tematica dello sport a quella della religione. Insomma, possiamo trovare di tutto, e il tutto è sempre gestito magistralmente con atmosfere e musiche che rendono davvero bene nel contesto.
Il disegno è un'altra perla a sé stante: bisogna ricordarsi che questo è un anime del 2004 e non ho più trovato dal 2004 altre opere così ben disegnate ed elaborate; è un piacere per gli occhi ammirare quei paesaggi talmente ben colorati da poter sembrare vivi. La dinamicità dei combattimenti è un altro sinonimo di cultura, conoscenza di arti marziali, tecniche ninja, capoeira; non siamo di fronte a una serie dove si danno due pugni e qualche bastonata, qui anche il combattimento più stupido prende una conformazione artistica.
Infine, un'altra considerazione deve esser fatta per il doppiaggio, a mio parere il migliore che abbia mai ascoltato in un'opera orientale. E' come se quelle voci, ma qualsiasi voce che si sentisse, anche di personaggi secondari, si combinassero perfettamente col rispettivo modo di fare e di pensare di ogni figura.
Vedere tutto questo mi ha portato a un livello talmente alto di aspettativa per i futuri titoli, che dovrò aspettare molti anni prima di ricapitare in qualcosa di simile.