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Attenzione: la recensione contiene spoiler

Non avevo intenzione di recensire questa serie, ma dopo aver visto quanto la critica del pubblico si fosse spezzata, ho deciso di dare anche il mio parere in merito. Non citerò trama, non parlerò di chi l'ha prodotta e scritta (fra Animeclick.it e Wikipedia avete già tutto ciò che vi serve), quindi mi soffermerò solo e soltanto sulla serie.
A parer mio "Zankyou no Terror" è una di quelle opere che fa capire dopo pochi episodi quanto dividerà il pubblico, e adesso so il perché. Aggiungo anche un'altra cosa, ovvero che è un titolo dall'effetto più o meno efficace in base alla vostra conoscenza degli anime. Per spiegarmi, chi si è avvicinato da poco all'animazione giapponese, o chi è abituato a vedere anime più leggeri (non ho detto brutti, non prendetela sul personale), rimarrà sicuramente più stupito da questo titolo rispetto a una persona che visiona anime ormai da anni, o che è semplicemente abituato a serie di un certo spessore. Ho deciso quindi di valutarlo con questa premessa, cercando di essere il più oggettivo possibile. Definirei "Zankyou no Terror" come un anime carico di difetti e di cadute di stile, ma che funziona e offre un intrattenimento un po' più intelligente della media recente. Insomma, non è certo un parere negativo il mio, ma grande è il rammarico per una storia che poteva davvero innalzarsi e spiccare il volo, mentre invece rimane soltanto un buon titolo. Diciamolo, l'inizio (il primo episodio in particolare), ha messo d'accordo quasi tutti, ma col proseguire della vicenda i limiti saltano fuori, e se alcuni sono discutibili altri sono evidentissimi.

Una delle prime cose che mi hanno lasciato perplesso è questa faccenda del "realismo" su cui molti si sono soffermati. Penso che quando una serie riesce nel suo intento, di fronte a situazioni poco reali si possa anche passare sopra; ciò però dipende molto dal contesto. E dunque, in "Zankyou no Terror", il mezzo, l'arma dei nostri 9 e 12 è appunto l'attentato terroristico, argomento di sicuro impatto, ed è inutile che spieghi il perché. Un tema quindi su cui non si scherza, che va trattato con delicatezza e che di conseguenza richiede una certa credibilità nelle situazioni proposte. Nel caso specifico di questo anime, trovo alcune situazioni (durante le sequenze degli attentati) molto riuscite per quanto riguarda l'impatto visivo ed emotivo, e per questo le ritengo scene in cui si può sorvolare sulle imperfezioni, siano queste di varia natura (puramente tecnica, di sceneggiatura ecc.). Ma come alcune sequenze funzionano, altre falliscono miseramente (ad esempio la parte nell'aeroporto), ed è in tali momenti che le forzature e gli errori che cozzano contro la credibilità delle azioni dei personaggi si fanno sentire sul serio. Da questo punto di vista, "Zankyou no Terror" è in sostanza una serie riuscita per metà.
Parliamo anche dell'evoluzione degli attentati e dell'idea di "atto terroristico" lungo la storia; l'idea di partenza è molto valida. Non si vedono spesso due attentatori che hanno a cuore la vita delle persone, perché è un controsenso, ma un controsenso che funziona visto il loro reale obiettivo. Purtroppo, dato anche il buon finale, questa situazione avrebbe meritato maggior maturità, maggior "freddezza" nello sviluppo: non puoi essere attentatore e salvatore allo stesso tempo, perché prima o poi la vittima ci scappa. Questa premessa avrebbe portato numerosi turbamenti nelle menti dei protagonisti, la cui scelta sarebbe ricaduta fra "fermiamoci" oppure "proseguiamo col piano", accettando quindi il rischio di poter diventare degli assassini e portando il titolo a un livello di psicologia più alto, che sicuramente avrebbe giovato e dato maggior potenza al finale, di cui parlerò.

Zoppicanti anche le fasi di indagine, che alternano momenti interessanti e con spunti intelligenti a fasi in cui ci si chiede: "Ma quelli sono davvero poliziotti?" In questi casi ciò che dicevo sulla credibilità purtroppo si fa nuovamente sentire. Per fare degli esempi, è molto interessante l'elemento internet, soprattutto all'inizio, sempre al centro di ogni indagine/azione, in cui viene ben contrapposta l'utilità di questo mezzo alla sua pericolosità: alla polizia rende molto più semplici le indagini, ma allo stesso tempo crea numerose scappatoie per i nostri scaltri protagonisti. Mi riferisco ad esempio all'utilizzo di siti illegali, in cui si acquista oggettistica non propriamente "regolare" con soldi virtuali non rintracciabili, cosa molto astuta da inserire in una storia come questa. Si passa però ad altre scene, come quelle dove 9 e 12 postano i filmati dove pongono i loro indovinelli: nei video non cambiano la loro voce (ci sono i programmi apposta, direi che loro sono in grado di farlo... che dite?), tengono i loro abiti regolari, e mostrano l'interno della loro casa/base. Ora... io non sono un poliziotto, ma da quello che so un filmato del genere è carico di indizi da permettere a dei professionisti di restringere il campo di ricerca.

Ora voglio parlare un po' a ruota libera dei personaggi principali.
9 e 12 sono tanto diversi quanto simili, poiché il legame dello stesso passato e dello stesso obiettivo avvicina appunto anche la luna e il sole. E proprio così potrebbero essere definiti questi due ragazzi, l'uno l'opposto dell'altro. Dotati di un'intelligenza sopraffina (pure troppo a volte, anche se giustificata dal loro passato), e caratterizzati entrambi dalla totale assenza di affetti (visibile in ogni sguardo freddo di 9 e in ogni sorriso malinconico di 12), questi personaggi, seppur criticati da una parte di pubblico, sono riusciti a suscitare le emozioni giuste. Interessante come lo spettatore (nonostante all'inizio non conosca il loro reale intento) avverte subito un legame con questi ragazzi, perché sente che il loro obiettivo è probabilmente più alto di ciò che appare, ma allo stesso tempo prova tristezza, poiché 9 e 12 hanno dovuto/voluto scegliere un metodo così drastico e pericoloso. Il loro rapporto di rispetto e amicizia è potente, non hanno bisogno di molte parole per capirsi, e anche nei momenti di distacco si avverte che fra loro è quasi impossibile una rottura. Molto ben delineato (seppur forzate le situazioni che lo hanno creato) è il loro sviluppo nella fase finale, 9 più inamovibile e motivato, 12 dall'anima ormai scaldata da Lisa (sì, sì, arrivo anche a lei) e mosso più dal voler aiutare 9 che dall'attentato in sé.

Mi spiace molto invece dover definire gli unici due personaggi femminili della serie, Lisa e 5, come due "tumori" di "Zankyou no Terror", andando un po' controtendenza, visto che spesso i personaggi più interessanti sono proprio femminili. In questo caso mi viene da fare un ragionamento, basandomi sulla quantità di episodi, ovvero undici, che non sono molti, e mi domando: "Per utilizzare in questo modo Lisa e 5, non era più intelligente non inserirle proprio e utilizzare tutti gli undici episodi in favore dei due protagonisti e Shibazaki?" Quest'ultimo, a mio parere, ben più interessante delle due ragazze. Prendiamo Lisa, il tipico personaggio oggetto. La mia critica non è rivolta al suo carattere, che andando contro il parere di molti era giusto che fosse così insicuro, fragile e dolce data la sua situazione, ma piuttosto critico l'utilizzo di questo personaggio e la sua, se così la possiamo chiamare, evoluzione. L'ho chiamata personaggio oggetto perché non è amalgamata alla storia, è come se fosse uno strumento esterno, chiamato in causa quando serve creare una certa situazione. Un personaggio abbandonato, non approfondito, utilizzato per creare scompiglio nella vita di 9 e 12, per essere rapita, e poi per creare un'evoluzione psicologica in 12, ma lei presa singolarmente suscita ben poche emozioni allo spettatore.
5 è stata inserita per avere un cattivo di turno, e per turbare la mente di 9, ma se ne poteva fare tranquillamente a meno. Forzato l'ingresso, forzato quel suo stato di "dominatrice" degli agenti americani (intelligente quanto volete, ma non ci credo nemmeno se lo vedo che dei professionisti si facciano trattare così da una ragazzina; Near di "Death Note" almeno aveva rispetto per le persone con cui lavorava). Il suo scopo dovrebbe essere quello di... boh, battere 9? Almeno credo, anche se sono assurde e inutili le situazioni che andrà a creare; ogni volta che appariva avevo la sensazione che la narrazione si spezzasse. Una cosa è certa, 5 non ha molto in simpatia le persone di colore a quanto pare; non so se avete presente la scena a cui mi riferisco...

Detto questo, capirete perché Shibazaki è un personaggio ben più degno di interesse e non completamente sfruttato. Egli è il classico detective molto in gamba, che dedica tutto al suo lavoro e che è stato messo da parte (agli archivi) proprio perché in passato cercò di compiere fino in fondo il suo dovere, ficcando il naso in una faccenda scomoda. Il suo superiore lo rimette in gioco per indagare sugli attentati, anche se, come ci si può immaginare, la sua perseveranza sarà di peso un'altra volta a chi sta dietro le quinte. Shibazaki è un personaggio che pare stanco, forse perché ha visto troppo, forse perché stufo del sistema, e vedremo soltanto accennare al suo passato, cosa che invece avrebbe meritato molto più spazio. Perché dico questo? Shibazaki doveva essere approfondito di più proprio perché è l'unico personaggio sulla stessa linea d'onda di 9 e 12; non a caso viene effettivamente scelto dai due ragazzi come vero e proprio "giocatore" e poi portavoce. Il detective, quasi da subito, non vuole catturare 9 e 12 perché da lui ritenuti il male, o perché attentatori (visto che capiremo che li ritiene quasi il contrario); li vuole catturare solo perché
quello è il suo compito e perché logicamente possono essere coinvolte vite innocenti. Non li giudicherà mai per quello che fanno, perché intuisce che le loro azioni sono date probabilmente da qualcosa di sporco e hanno un obiettivo ben preciso. Ovviamente anche Shibazaki è vittima di qualche forzatura e di scene poco riuscite, ma nel complesso è un gran personaggio e aggiungo che sarebbe stato anche meglio se solo i suoi colleghi di lavoro avessero avuto un minimo di credibilità: gente che mangia dolci tutto il giorno, a malapena in grado di mettere insieme frasi di senso compiuto e incapaci vari che non sono in grado di cogliere il minimo indizio. Insomma, il buon detective a quanto pare è l'unico poliziotto in grado di combinare qualcosa, un errore che si ritrova facilmente anche in alcuni film di genere.

Fra i personaggi di contorno, tutti gli americani paiono una parodia (nella forma, non negli intenti), mentre invece è degno di nota Kurahashi, il capo della polizia. Costui è un individuo per il quale inizialmente è difficile farsi una vera e propria idea, e in alcuni casi non suscita una grande simpatia (questo non è un difetto). Si capirà che è semplicemente una persona dalla posizione difficile, combattuto fra il fare la cosa giusta e il mantenere il suo lavoro. Mostra il suo lato più forte in una scena abbastanza intensa, in cui passa un biglietto a Shibazaki (con cui è stato spesso in contrasto) per aiutarlo a raggiungere 9, cosa che in realtà non avrebbe dovuto fare.

In tutto questo ho citato numerosi difetti, eppure questa serie riesce in qualche modo a funzionare: uno dei motivi è il finale. Una chiusura potente, coraggiosa e fredda, che se soltanto alle spalle avesse avuto una struttura narrativa più solida, e delle situazioni più coinvolgenti a livello emotivo, avrebbe potuto davvero portare "Zankyou no Terror" su un gradino superiore. Nel caso del finale, vista comunque la buona riuscita, si può passare sopra a determinati difetti, quindi metto da parte questioni legate alla bomba atomica, le forzature nella sceneggiatura ecc. Ciò che "Zankyou no Terror" voleva dare, anche se in modo maldestro, esce fuori. 9 e 12 vanno in contro al loro destino; il piccolo e fugace momento di felicità prima dell'arrivo di Shibazaki e degli elicotteri non permette allo spettatore di rilassarsi, perché qualcosa si avverte nell'aria e il cerchio si chiude: i protagonisti sono stati cresciuti in quell'istituto per via di interessi personali di qualcuno, e muoiono, anche questa volta, per via di interessi personali di qualcun altro, in questo caso degli americani. I due giovani non sono mai veramente scappati dall'istituto, soli erano e soli sono rimasti nel mondo esterno; vittime di un passato che non potevano dimenticare e di una società troppo complessa anche per le loro brillanti menti. La loro scelta di vita è stata semplicemente quella di portare l'attenzione su di sé, un'attenzione che non hanno mai avuto e che non avrebbero potuto ottenere con mezzi convenzionali, perché gli occhi delle persone possono essere aperti soltanto da eventi di grossa portata (di solito drammatici), complice anche un sistema che impedisce loro di vedere. Probabilmente ecco perché proprio la scelta della bomba atomica. Il loro scopo comunque non era soltanto quello di mostrare la verità su ciò che hanno passato all'interno di quell'istituto, e di quello che vi girava intorno. L'obiettivo dei due era anche quello di mandare un messaggio rivolto a tutti: non bisogna mai tralasciare il fatto che nel mondo, molto spesso, i mali peggiori sono quelli di cui ignoriamo l'esistenza, e chi ha la possibilità di denunciare e di far venire a galla la spazzatura lo deve fare, anche a costo di rimetterci qualcosa. Quasi nessuno esce pulito da questa storia, è colpevolizzato il Giappone, come sono colpevolizzati gli Stati Uniti; gli stessi 9 e 12 non sono due eroi, sono due attentatori che hanno portato alla luce qualcosa e inviato un messaggio potente, e così verranno ricordati dai più. Solo Lisa e Shibazaki sapranno realmente chi fossero quei ragazzi.

Qualche parola anche per il comparto tecnico, che presenta una buonissima qualità di media per quanto riguarda i disegni e le animazioni, ma con qualche imperfezione in alcuni frangenti (talvolta parecchio evidenti, ma non sono questi i difetti). Dal punto di vista estetico è quindi assolutamente godibile, e ottima la direzione. Grosso pregio è sicuramente la colonna sonora, con canzoni e musiche stupende, ben inserite nella narrazione, e che, anzi, spesso si trovano a doversi caricare sul groppone alcune sequenze, rendendole pure meglio di quanto siano effettivamente (ed ecco perché la colonna sonora è essenziale in qualsiasi opera).

"Zankyou no Terror" è un titolo che si porta a casa la sua onesta sufficienza, ma con grosso rammarico. I difetti sono tanti, anche se in realtà bastava davvero poco per renderlo qualcosa di più: una sceneggiatura più precisa (e due personaggi in meno?) e il tema del terrorismo affrontato meno superficialmente già bastavano per rendere l'anime più profondo, assolutamente senza trasformarlo in una visione adatta a pochi. Un anime che nonostante tutto mi ha intrattenuto, e che riesce a lasciare qualcosa allo spettatore una volta terminata la visione, ma questo soltanto se si è disposti a mettere da parte alcuni dei suoi limiti. Consiglio comunque di dare un'occhiata a "Zankyou no Terror", che se non altro ha fatto il tentativo di portare sullo schermo qualcosa di differente in questo 2014; e il consiglio vale sia per i veterani che per i meno esperti: guardatela nel modo giusto e scoprirete una serie carica di difetti ma che possiede una propria poetica e un proprio spirito.